Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 49.538 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 357 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 184.277 fotografie; 1.416 audiovisivi; 12.012 complessi archivistici; 6.523 discorsi e interventi; 5.249 atti firmati; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 109 volumi in Biblioteca digitale per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 762 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 786.871 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 23 luglio 2019)

 

Giuseppe Saragat

Torino, 19 settembre 1898 — Roma, 11 giugno 1988

Acceso antifascista, Deputato alla Costituente, primo Presidente della Assemblea dal 25 giugno 1946, Saragat, eletto il 28 dicembre 1964, fu il primo Presidente della Repubblica di area socialista, leader della socialdemocrazia italiana, eletto con l'appoggio dell'intera sinistra, dal Partito comunista di Luigi Longo alla sinistra democristiana di Aldo Moro.

Il discorso tenuto in occasione del giuramento, il 29 dicembre 1964 insistette sul rispetto del rigoroso sistema di relazioni con il Governo delineato dalla Costituzione e sui temi della questione sociale, ritenuti da Saragat la chiave di volta per intendere le ragioni della crisi socio-politica che percorreva il Paese, in un idem sentire, sotto questo aspetto, rispetto alle interpretazioni che in quegli stessi tempi sviluppava Aldo Moro.

Apertamente atlantista, assolutamente rispettoso della volontà del Parlamento, Saragat non rinviò mai un provvedimento alle camere per un riesame. Giovanni Spadolini, nel richiamare una continuità ed un esempio, osservava che "il modello di Saragat è e resterà sempre lo Scrittoio del Presidente".
Eloquente un appunto di fine settennato del Capo del Servizio rapporti con il Parlamento ed il Governo Francesco Fadda. "Di regola, a meno che non vi siano elementi che fanno dubitare della loro costituzionalità, il Presidente della Repubblica si astiene da ogni rilievo sul merito dei disegni di legge e ciò per evidenti ragioni di correttezza costituzionale verso le Camere cui è demandato il compito di esaminare ed approvare in legge i progetti governativi.".

Nel corso del settennato aumentarono le udienze concesse, gli interventi del Presidente a Roma, le visite alle città italiane, rendendo esplicito l'intento del Capo dello Stato di svolgere il suo mandato tra la gente.

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discorso di insediamento

29 dicembre 1964 — testo

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