Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 44.350 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 357 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 168.294 fotografie; 11.436 complessi archivistici; 6.523 discorsi e interventi; 5.249 atti firmati; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 109 volumi in Biblioteca digitale per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 762 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 780.000 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 25 febbraio 2019)

L'Archivio storico della Presidenza della Repubblica

La storia e le funzioni

L'istituzione dell'Archivio storico

Istituito nel 1996, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della Repubblica e riconfigurato nel 2007 in occasione del sessantennale della Costituzione, firmata il 27 dicembre 1947, l'Archivio storico è posto alle dirette dipendenze del Segretario generale della Presidenza della Repubblica in ragione della rilevanza della funzione di tutela, conservazione, valorizzazione e comunicazione delle memorie documentarie delle funzioni costituzionali svolte dal Presidente della Repubblica, quale garante della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale; delle testimonianze della manutenzione del Palazzo del Quirinale e delle sue collezioni storico-artistiche; delle tracce della gestione del suo apparato amministrativo articolato in Uffici e Servizi.
L'istituzione dell'Archivio storico, formalizzata con legge 13 novembre 1997, n. 395, che modifica il titolo della legge del 1971 istitutiva degli archivi storici delle due Camere del Parlamento in "Archivi storici degli organi costituzionali", costituisce il punto di arrivo di una evoluzione complessa avviata con la proclamazione dei risultati del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 che, decretando la vittoria della Repubblica sulla Monarchia, diedero inizio ad una nuova fase della storia politico - costituzionale del nostro Paese.
La vicenda dell'Archivio storico si apre infatti idealmente con la nascita della Repubblica e la partenza di Umberto II, che lasciò definitivamente il Paese ed il Palazzo del Quirinale il 13 giugno 1946, e, nella sua fase iniziale, si lega alle esigenze di tutela dell'archivio della Real Casa, collocato dalla monarchia sabauda nel Palazzo Sant'Andrea, lo stesso ove oggi ha sede l'Archivio storico, ed alla imprescindibile necessità di conservare gli archivi della più alta magistratura dell'Italia repubblicana.
Ai sensi del regolamento vigente, l'Archivio storico, "struttura dotata di autonomia organizzativa ... provvede alla conservazione, inventariazione, fruizione e valorizzazione della documentazione, su qualsiasi supporto, prodotta o ricevuta nell'ambito delle attività della Presidenza della Repubblica, relativa ad affari conclusi ... promuove l'acquisizione in originale o in copia di fondi conservati in altri Archivi pubblici o privati, italiani o stranieri, di rilevante interesse per la storia dei Capi dello Stato italiano ... può ricevere donazioni di fondi archivistici ..." ed è aperto al pubblico.

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Cenni storici

Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum sulla forma istituzionale dello Stato, che con il voto popolare condusse alla nascita della Repubblica e alla elezione di un'Assemblea Costituente, a conclusione di un complesso periodo di transizione segnato dalle azioni di movimenti e partiti antifascisti e dall'avanzata degli alleati in un Paese diviso e devastato dalla guerra.
Dopo la proclamazione dei risultati del referendum, nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Alcide De Gasperi, in qualità di Presidente del Consiglio in carica, esercita "ope legis" le funzioni di Capo dello Stato fino al 30 giugno. Il 28 giugno l'Assemblea elegge il Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, che assume la carica il 1° luglio.
Il 27 dicembre 1947 viene promulgata la Costituzione italiana. A norma della prima delle disposizioni finali e transitorie, il Capo provvisorio dello Stato assume la denominazione di Presidente della Repubblica dal 1° gennaio 1948. In questa data entra in vigore la nuova Costituzione che, nel titolo II della Parte II, relativa all'Ordinamento della Repubblica, dedica gli artt. 83-91 al Presidente della Repubblica.
Le prime elezioni politiche si svolgono il 18 aprile 1948. L'11 maggio 1948 Luigi Einaudi viene eletto Presidente della Repubblica dal Parlamento e presta giuramento il giorno successivo. Durante la Presidenza Einaudi il Palazzo del Quirinale diventa sede della Presidenza della Repubblica. Nell'agosto del 1948, con L. 9 agosto, n. 1077, viene istituito il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, in cui "sono inquadrati tutti gli uffici e i servizi necessari per l'espletamento delle funzioni del Presidente della Repubblica e per l'amministrazione della dotazione".

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La formazione dell'Archivio storico

L'esigenza di conservare e riordinare gli archivi storici si delinea subito dopo l'insediamento della Presidenza nel Palazzo del Quirinale, nel 1948, anche se in concreto inizialmente si deve fare riferimento alla documentazione della Real Casa ancora qui conservata. Successivamente l'archivio della Real Casa è trasferito all'Archivio centrale dello Stato, salvo quelle serie, per lo più attinenti al personale, al patrimonio artistico, agli edifici e alle tenute della Presidenza della Repubblica, necessarie per la prosecuzione dell'attività di gestione amministrativa e tecnica e di conservazione e manutenzione dei beni artistici.
Di fatto, in una prima fase, l'archiviazione dei documenti prodotti e acquisiti dal Segretariato generale, nel corso dello svolgimento delle funzioni del Presidente della Repubblica e della gestione del patrimonio, è venuta a formarsi nell'ambito dei rispettivi uffici, mentre una generica competenza sugli archivi storici è affidata al settore dell'Amministrazione e patrimonio.
Nel 1978, durante la Presidenza Leone, gli archivi storici risultano inclusi nel Servizio biblioteca, studi e documentazione.
Nel 1981, sotto la Presidenza Pertini, viene istituito l'Archivio di deposito del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, nel quale sarebbero dovuti confluire gli atti di tutti i servizi relativi a pratiche concluse. L'iniziativa, però, non ha seguito. Sotto il profilo formale, le funzioni relative alla conservazione dei documenti e al loro ordinamento risultano affidate al Servizio biblioteca e documentazione, presso cui si costituisce un Ufficio biblioteca e archivi. Inoltre, viene istituita la Commissione di sorveglianza sugli archivi del Segretariato generale, di cui fa parte, tra gli altri, il sovrintendente all'Archivio centrale dello Stato. Il decreto istitutivo della Commissione fa esplicito riferimento alla legge archivistica del 1963 (D.P.R. 30 settembre, n. 1409) e successive integrazioni o modifiche.
Durante la Presidenza Cossiga - in cui viene distinta nettamente l'organizzazione del Segretariato generale in Uffici e Servizi, assegnando ai primi le attività riconducibili alle funzioni del Presidente e ai secondi quelle relative all'amministrazione della dotazione e agli altri compiti amministrativi e tecnici - l'Ufficio biblioteca e archivi diviene Divisione biblioteca e archivi, sempre nell'ambito del Servizio biblioteca e documentazione.
Nel 1996, durante la Presidenza Scalfaro, viene istituito l'Archivio storico e il Servizio assume la denominazione di Servizio Archivio storico, documentazione e biblioteca, di cui fa parte la Divisione archivio e documentazione. In base alla L. 13 novembre 1997, n. 395, che modifica in "Archivi storici degli organi costituzionali" il titolo della legge del 1971 con cui erano stati istituiti gli Archivi storici del Senato e della Camera dei deputati, anche la Presidenza della Repubblica "conserva i suoi atti presso il proprio Archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Segretario generale". Viene nominato un consulente del Presidente della Repubblica per l'Archivio storico, cui è affiancato personale specializzato.
Con la Presidenza Ciampi il Demanio consegna in uso alla Presidenza della Repubblica il Palazzo Sant'Andrea, individuato su suggerimento del consulente prof. Giuliana Limiti come sede idonea per l'Archivio storico.
Durante la Presidenza Napolitano vengono affrontate secondo un progetto organico le questioni inerenti all'ordinamento e alla sede dell'Archivio storico. Con decreto presidenziale 31 dicembre 2007, n. 17/N, l'Archivio storico, scorporato dal Servizio Archivio storico documentazione e biblioteca, assume la denominazione di Archivio storico della Presidenza della Repubblica, posto alle dirette dipendenze del Segretario generale. La direzione è affidata a un sovrintendente nominato con decreto presidenziale. Con decreto in pari data, n. 18/N, è approvato il nuovo regolamento. Il 25 giugno 2009 viene inaugurata la nuova sede nel Palazzo Sant'Andrea.

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Le funzioni

Il regolamento che stabilisce le funzioni dell'Archivio storico è stato emanato con decreto presidenziale 31 dicembre 2007, n. 18/N.
Ai sensi del regolamento vigente, l'Archivio storico, "struttura dotata di autonomia organizzativa … provvede alla conservazione, inventariazione, fruizione e valorizzazione della documentazione, su qualsiasi supporto, prodotta o ricevuta nell'ambito delle attività della Presidenza della Repubblica, relativa ad affari conclusi … promuove l'acquisizione in originale o in copia di fondi conservati in altri Archivi pubblici o privati, italiani o stranieri, di rilevante interesse per la storia dei Capi dello Stato italiano… può ricevere donazioni di fondi archivistici … " ed è aperto al pubblico.
Il regolamento istituisce una Commissione archivistica, nominata e presieduta dal Segretario generale, con funzioni consultive; la Commissione decide altresì in merito alle proposte di scarto e approva i massimari di conservazione. L'Archivio storico è aperto al pubblico e svolge anche funzioni di supporto all'attività del Presidente della Repubblica e all'attività interna del Segretariato generale.
Con decreto del Segretario generale 26 febbraio 2009, n. 48, è stato approvato il regolamento di ammissione del pubblico all'Archivio storico .

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