Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 49.538 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 357 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 184.277 fotografie; 1.416 audiovisivi; 12.012 complessi archivistici; 6.523 discorsi e interventi; 5.249 atti firmati; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 109 volumi in Biblioteca digitale per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 762 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 786.871 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 23 luglio 2019)

 

Antonio Segni

Sassari, 02 febbraio 1891 — Roma, 01 dicembre 1972

Insigne giurista, fra i fondatori della Democrazia cristiana, nelle cui liste fu eletto Deputato all'Assemblea Costituente, più volte ministro, 2 volte Presidente del Consiglio dei ministri (1955-1957; 1959-1960), Segni fu eletto Presidente della Repubblica il 6 maggio 1962 con il concorso dei voti del MSI e dei Monarchici.

Coerentemente bipolare, convinto assertore della necessità di un Occidente coeso attraverso una partnership con la Nato e di un'unificazione europea strettamente connessa a una «sinergia euro-americana», Segni fu atlantista; fedele interprete dell'europeismo democristiano precedentemente tracciato da De Gasperi, Adenauer e Schuman[1]. E il Premio Carlo Magno, conferitogli ad Aquisgrana nel maggio 1964, ne costituì il solenne riconoscimento.

Nel discorso di insediamento, oltre a ribadire l'aspirazione all'unità dell'Europa e la convinta adesione alla Comunità atlantica, Segni delineò la sua interpretazione del ruolo presidenziale, secondo la quale il Capo dello Stato è garante dell'osservanza della Costituzione e della «unità civile e morale della nazione italiana una e indivisibile»; mentre la determinazione degli indirizzi politici nella vita dello Stato è prerogativa del Governo e in particolare del Parlamento. Nei suoi due anni di presidenza Segni rinviò per otto volte alle Camere dei progetti di legge sprovvisti di copertura finanziaria e contrastò i disegni di legge relativi alla nazionalizzazione dell'energia elettrica e ai contratti agrari. Ma non valicò mai i limiti del suo mandato.

L'11 maggio del 1963 il Pontefice Giovanni XXIII è al Quirinale, fu il primo Papa a fare visita alle autorità italiane dopo la nascita della Repubblica. Una visita storica che segnava la fine di un'epoca e una riconciliazione effettiva tra Stato e Chiesa.
Il 3 luglio del 1963, la visita al Quirinale del Presidente Kennedy, testimoniava i sentimenti di amicizia fra Stati Uniti e Italia.
Il 1963 fu anche un anno carico di tragici eventi (la tragedia del Vajont il 9 ottobre, la morte di Papa Giovanni XXIII il 3 giugno e l'assassinio del Presidente americano John Kennedy il 22 novembre).



_____________________________________________________________________________________________ [1]Come è noto Segni, il 25 marzo 1957, da Presidente del Consiglio, aveva firmato, congiuntamente al ministro degli esteri Gaetano Martino, i due Trattati di Roma che istituirono e disciplinarono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell'energia atomica (EURATOM).
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discorso di insediamento

11 maggio 1962 — testo

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