Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 49.538 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 357 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 184.277 fotografie; 1.416 audiovisivi; 12.012 complessi archivistici; 6.523 discorsi e interventi; 5.249 atti firmati; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 109 volumi in Biblioteca digitale per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 762 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 786.871 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 23 luglio 2019)

 

 

Antonio Maccanico

biografia

Nacque ad Avellino il 4 agosto 1924.
Coniugato con Marina Ciucci. Padre di un figlio: Nicola.
Laureato in Giurisprudenza nel 1946 presso l'Università di Pisa.
Vincitore del concorso presso la Camera dei deputati (1° giugno 1947) è stato immesso nel ruolo organico in data 30 gennaio 1948.
È stato nominato Segretario della Commissione giustizia dell'Assemblea Costituente.
Quindi assegnato al Servizio resoconti parlamentari dal 30 gennaio 1948 al 22 marzo 1962.
Successivamente nominato Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero del bilancio (Ministro Ugo La Malfa), dal 23 marzo 1962 al 30 giugno 1963, nel IV Governo presieduto da Amintore Fanfani.
Dal 3 luglio 1963 al 30 aprile 1964 è stato assegnato all'Ufficio studi legislativi.
Quindi nominato Direttore del Servizio delle Commissioni parlamentari (1° maggio 1964).
Dal 1° gennaio 1969 è stato nominato Estensore del processo verbale.
Successivamente nominato Vice Segretario generale della Camera dei deputati (1° luglio 1972).
È stato Rappresentante dell'Italia e Presidente del Comitato di Bruxelles per la preparazione della Convenzione europea per le elezioni dirette del Parlamento Europeo (settembre - dicembre 1975).
È divenuto Segretario generale della Camera dei deputati in data 22 aprile 1976, incarico che ha mantenuto fino al 15 luglio 1978.
È stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce nell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" il 4 giugno 1976.
Il 15 luglio 1978 è stato nominato Consigliere di Stato e, contestualmente, Segretario generale della Presidenza della Repubblica con D.P.R. 15 luglio 1978 (G.U. 24 luglio 1978, n. 205) e collocato fuori del ruolo della Magistratura del Consiglio di Stato (nella medesima data).
Assegnato alla Sezione I (consultiva) nel 1982 e alla Sezione II (consultiva) negli anni 1995 e 1996.
È stato confermato Segretario generale della Presidenza della Repubblica il 4 luglio 1985 con D.P.R. 4 luglio 1985 (G.U. 25 luglio 1985, n. 174).
Ha rassegnato le dimissioni da Segretario generale della Presidenza della Repubblica il2 marzo 1987 accolte con D.P.R. 2 marzo 1987 (G.U. 17 marzo 1987, n. 63).
Antonio Maccanico è stato Segretario generale nel corso del mandato del Presidente Alessandro Pertini, esponente storico della tradizione socialista.
Successivamente, per circa un biennio, è stato Segretario generale anche del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, esponente del mondo cattolico e della democrazia cristiana.
Uomo di grande cultura e preparazione nel campo giuridico-istituzionale, Antonio Maccanico è stato il Segretario generale che, dopo aver abbandonato tale funzione, ha ricoperto numerosi incarichi e, per primo, si è dedicato all'attività politica attiva entrando a far parte di compagini governative.
È stato nominato Presidente di Mediobanca nel marzo 1987; incarico mantenuto fino al 1988.
Successivamente è divenuto Ministro per gli affari regionali e per i problemi istituzionali nel Governo presieduto da Ciriaco De Mita (aprile 1988).
Ha mantenuto lo stesso incarico nel III Governo presieduto da Giulio Andreotti, fino al 1991.
È risultato, quindi, eletto Senatore della Repubblica per il Partito Repubblicano Italiano dal 1992 al 1994 (XI legislatura). Nella stessa legislatura è stato Presidente della I Commissione permanente affari costituzionali e della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali.
È stato poi nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi (aprile 1993 maggio 1994).
Ha fondato l'Unione Democratica nel 1995.
È stato incaricato di formare il Governo il 10 febbraio 1996 dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Dopo aver effettuato una serie di consultazioni, il 14 febbraio ha rinunciato all'incarico: subito dopo sono state sciolte anticipatamente le due Camere.
È stato eletto Deputato al Parlamento nel 1996 nella XIII legislatura.
È stato nominato Ministro delle poste e delle telecomunicazioni nel I Governo presieduto da Romano Prodi (1996 - 1998).
Successivamente è stato nominato Ministro per le riforme istituzionali nei due Governi presieduti da Massimo D'Alema (giugno 1999 - 2000). Ha mantenuto tale incarico nel II Governo presieduto da Giuliano Amato (2000 - 2001).
Ha ricoperto la carica di Presidente della Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati dal novembre 1998 al giugno 1999.
È stato eletto Deputato al Parlamento nel 2001 nelle liste della Margherita (XIV legislatura). È stato componente della I Commissione permanente affari costituzionali, Presidenza del Consiglio dei ministri, interni.
È stato eletto Senatore della Repubblica nel 2006 nelle liste della Margherita (XV legislatura).
Iscritto al Gruppo parlamentare dell'Ulivo è stato componente della IV Commissione difesa.
È morto a Roma il 23 aprile 2013.