Scenari italiani 1946-1948
Le memorie della Repubblica, la Repubblica nelle memorie
Incontro di studio nel quadro delle iniziative organizzate dall'Archivio storico negli Ottant'anni della nascita della Repubblica e della entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana
Le memorie della Repubblica, la Repubblica nelle memorie
"...Avevo nel cuore, fin dal giorno del Settennato, una idea dell'Italia. Avevo in mente anche un'idea dell'Europa, che la nuova Italia democratica e repubblicana ha fin dall'inizio contribuito a costruire...Questi sentimenti, frutto delle esperienze di una vita iniziata, nella gioventù, negli anni drammatici della seconda guerra mondiale e della lotta di liberazione, mi hanno ispirato stati d'animo a cui, divenuto Capo dello Stato, ho dato spontanea espressione: l'amor di Patria, l'adesione istintiva ai simboli della Nazione italiana, l'inno di Mameli, la bandiera tricolore, il vessillo levato in alto dagli eroi del Risorgimento. Mi ha guidato il rispetto delle grandi istituzioni nazionali, create dalla Costituzione repubblicana: il Parlamento; gli Organi liberamente eletti cui è affidato il compito di governare la Cosa Pubblica, nell'ambito nazionale e in quello locale; la Corte Costituzionale, di cui abbiamo appena celebrato il cinquantesimo anniversario; il libero, autonomo e indipendente Ordine giudiziario; le Forze Armate e le Forze dell'Ordine. Proponendo ai miei compatrioti questi miei sentimenti e convinzioni, ho avuto una risposta popolare corale, al di là di ogni attesa. Nel mio lungo viaggio in tutte le province d'Italia mi sono sentito sostenuto ad ogni passo da un largo consenso, espressione di uno spontaneo, forte, sincero patriottismo..."
(ASPR, dal discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Cerimonia di consegna delle Medaglie d'Oro al Merito Civile nella ricorrenza del 61° anniversario della Liberazione, Palazzo del Quirinale 25 aprile 2006)
"...A chi vi parla, chiamato a rappresentare l'unità nazionale, spetta semplicemente trasmettere oggi un messaggio di fiducia, in risposta al bisogno di serenità e di equilibrio fattosi cosi acuto e diffuso tra gli italiani. Sono convinto che la politica possa recuperare il suo posto fondamentale e insostituibile nella vita del paese e nella coscienza dei cittadini. Può riuscirvi quanto più rifugga da esasperazioni e immeschinimenti che ne indeboliscono fatalmente la forza di attrazione e persuasione, e quanto più esprima moralità e cultura, arricchendosi di nuove motivazioni ideali. Tra esse, quella del costruire basi comuni di memoria e identità condivisa, come fattore vitale di continuità nel fisiologico succedersi di diverse alleanze politiche nel governo del paese.
Ma non si può dare memoria e identità condivisa, se non si ripercorre e si ricompone in spirito di verità la storia della nostra Repubblica nata sessanta anni fa come culmine della tormentata esperienza dello Stato unitario e, prima ancora, del processo risorgimentale.
Ci si può - io credo - ormai ritrovare, superando vecchie laceranti divisioni, nel riconoscimento del significato e del decisivo apporto della Resistenza, pur senza ignorare zone d'ombra, eccessi e aberrazioni. Ci si può ritrovare - senza riaprire le ferite del passato - nel rispetto di tutte le vittime e nell'omaggio non rituale alla liberazione dal nazifascismo come riconquista dell'indipendenza e della dignità della patria italiana.
Memoria condivisa, come premessa di una comune identità nazionale, che abbia il suo fondamento nei valori della Costituzione. Il richiamo a quei valori trae forza dalla loro vitalità, che resiste, intatta, ad ogni controversia. Parlo - ed è giusto farlo anche nel celebrare il sessantesimo anniversario dell'elezione dell'Assemblea Costituente - di quei "principi fondamentali" che scolpirono nei primi articoli della Carta Costituzionale il volto della Repubblica. Principi, valori, indirizzi che scritti ieri sono aperti a raccogliere oggi nuove realtà e nuove istanze...".
(ASPR, dal messaggio svolto da Presidente Giorgio Napolitano davanti alle Camere nel giorno del giuramento, Roma, Palazzo Montecitorio, 15 maggio 2006, I mandato)
"...Questo è un incontro dedicato al collegamento tra la Resistenza e la Cittadinanza attiva, la memoria, il presente e il futuro.... Memoria e futuro, come i vostri lavori scolastici dimostrano, sono collegati strettamente. La connessione tra memoria e futuro è compito della scuola, è compito dello studio, è compito della riflessione critica che ognuno di voi è chiamato a fare e che la scuola vi aiuta a fare. Così si crea cultura, così si crea una memoria condivisa che rafforza la convivenza, la comunità, mantenendo il ricordo di quel che è avvenuto perché la vita sia sempre migliore e non debba passare attraverso quelle fasi drammatiche e quei grandi, terribili sacrifici, di cui ho parlato poc'anzi. Anche perché, se vi è un pericolo in questo nostro tempo, è quello dell'appiattimento sul presente, che rimuove la memoria e che rischia di togliere il senso della storia e lo spirito critico..."
(ASPR, dall' Intervento svolto dal Presidente Sergio Mattarella nel corso della cerimonia di premiazione degli studenti vincitori del Concorso nazionale "Dalla Resistenza alla Cittadinanza attiva", Palazzo del Quirinale, 24 aprile 2015, I mandato)
Nel quadro delle iniziative seminariali organizzate dall'Archivio storico della Presidenza della Repubblica nella ricorrenza degli Ottant'anni della nascita della Repubblica, del primo voto delle donne e della elezione dei deputati dell'Assemblea costituente, il seminario intende sollecitare una riflessione sulle questioni sollevate dai temi della "memoria", delle "memorie della Repubblica" e della "memoria della Costituzione repubblicana", attraverso la chiave offerta dalla memorialistica e dai topoi identitari progressivamente maturati nel discorso pubblico nei confronti di talune date del nostro calendario civile ritenute emblematiche per il consolidamento dei valori unificanti del patriottismo repubblicano e costituzionale, nella certezza che la custodia della memoria favorisca e sostanzi un autentico e consapevole senso di appartenenza alla comunità nazionale.
Organizzato dall'Archivio Storico della Presidenza della Repubblica con l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, l'Incontro si colloca nel quadro ideale e culturale che ispira, sin dalla sua istituzione, la missione dell'Archivio storico intesa a promuovere la conoscenza della storia dei Presidenti della Repubblica e dell'Italia repubblicana, ad esercitare la tutela attiva della identità e del ruolo degli archivi del Quirinale, a favorirne la loro valorizzazione e fruizione attraverso il Portale storico della Presidenza della Repubblica, mediante pubblicazioni, edizioni di fonti, iniziative didattiche, seminari e convegni, acquisizione di fondi utili ad integrare il patrimonio archivistico e digitale conservato.
Si chiede di confermare la presenza entro il 2 marzo 2026 inviando i propri dati (nome, cognome, luogo e data di nascita) all'indirizzo [email protected]
La manifestazione sarà anche trasmessa in diretta streaming tramite il canale YouTube dell'Archivio storico della Presidenza della Repubblica
Diretta 4 marzo 2026
Diretta del 5 marzo 2026

