Visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla città di Pavia. Incontro con il mondo Accademico
Poche parole per esprimere di cuore il mio ringraziamento per l'accoglienza che mi avete voluto riservare. L'intera Pavia oggi mi ha fatto un'accoglienza veramente calorosa; così stamattina, nell'incontro nel vostro magnifico Teatro, coloro che hanno parlato, i rappresentanti del Comune, della Provincia, della Regione, hanno pronunciato nei miei confronti, come oggi voi, delle parole decisamente affettuose. E di questo ve ne sono grato.
Ho apprezzato molto quanto il Magnifico Rettore Stella, il Prof. Smith, il Prof. Bernasconi hanno voluto dire, anche per quanto riguarda naturalmente la storia, il passato di questa Università rivendicando la priorità dell'origine dell'Università italiana, ma anche quanto hanno espresso circa i vostri proponimenti.
Come ho detto stamattina, potrei essere onorato di aver avuto nel '91 il riconoscimento della Laurea ad Honorem di questa Università e, oggi, onorato di parlare in questo magnifico emiciclo di straordinaria bellezza e di straordinario contenuto storico, di quello che ha significato nella vita dell'Università di Pavia.
Apprezzo, in particolar modo, il vostro impegno a continuare questa caratteristica che avete di Università strettamente integrata nella vita cittadina, direi nella vita dell'intera area.
Ho avuto anch'io la fortuna di vivere la mia vita universitaria in una città di dimensioni limitate come Pavia, a Pisa, di vivere in un collegio, non così antico come i vostri storici Borromeo e Ghislieri, ma ugualmente, con la sua tradizione, importante come la Scuola Normale di Pisa, di origine napoleonica e, quindi, so che cosa significa vivere in un'Università, dipendere da un collegio universitario, ma anche coloro che vivono in quella Università e fan parte del Collegio universitario, tuttavia, beneficiano del particolare rapporto che si crea fra docenti e studenti nei collegi universitari. Vissuti in questo modo, non solamente come luogo di vita fisica, ma veramente con l'integrazione di relazioni più intense fra docente e discepolo, in quanto l'incontro con il docente non è sempre l'incontro occasionale nell'aula accademica, ma è nel seminario e nella vita quotidiana. Ed allora si apprezza appieno l'insegnamento universitario che non è solamente nozione, approfondimento di conoscenze, ma soprattutto è trasferimento di impegno e di valori, di valori che sono della ricerca stessa, ma che sono caratteristici della vita, della parte migliore di ciascun uomo.
Quindi, continuate in questo impegno di fusione tra Università, città, territorio, anzi ampliatelo. Questo, mi pare, che sia nel disegno chiaro che hanno stamattina espresso il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione, di questa ulteriore fusione e più avanzata fusione tra Università, mondo della ricerca e vita economica e politica. Su questo bisogna fare un passo avanti perché la ricerca sia più produttiva di effetti benefici nell'avanzamento del Paese. L'innovazione è legata alla ricerca, ed allora la ricerca pura è la base; ma accanto alla ricerca pura c'è la ricerca applicata che rende più intensa l'Università. Domanda e offerta: mondo dell'economia e mondo della ricerca e mondo dell'insegnamento.
Soprattutto ora prende disposizione, oltre ai collegi, anche questo studio a livello superiore la cui direzione sta per ricadere sul Prof. Smith che tanto ha fatto in questa Università nel lungo periodo di rettorato. Questo è ancora più importante perché a quel livello dia maggiormente impulso a questa realizzazione tra mondo dell'economia e mondo della ricerca.
Guardate, ho sperimentato personalmente che non c'è molto differenza tra lo studio delle discipline: anzi, qui è stato ricordato questa bellissima vicinanza tra la scienza sperimentale e la medicina e le discipline umanistiche. Sono nato studente di filologia classica e a quella mi sono applicato con impegno per quattro anni nella vita universitaria. Poi, la vita ha voluto che mi dedicassi ad altre cose e ho scoperto che ero portato forse più proficuamente ad occuparmi di fatti pratici, di economia e ho avuto incarichi, anche importanti, in quel campo.
Ricordo ancora che ho sempre considerato vitale quello che ho imparato, come metodo di lavoro, a fare la ricerca filologica. Quando poi sono passato allo studio della statistica, ho pensato che se uno ha avuto un'impostazione di serietà nella ricerca, conosce facilmente la nuova materia più pratica. È un metodo. Dico sempre metodo dell'attività della ricerca per l'approfondimento continuo. Rivolto ai giovani dico sempre: non astenetevi mai dal porre domande a voi stessi e ai vostri docenti. Non dovete mai essere soddisfatti della risposta avuta e cercare di avere una risposta sempre più alta.
L'altra cosa che raccomando ai giovani è quella che non è solamente la vendita che conta, ma per quanto conta. Dicevo poc'anzi allo studente: questo equilibrio entro di noi fra mente e cuore, fra valori razionali e valori che nascono dal nostro subcosciente e ci portano, anche nel campo della ricerca con la differenza del certo e del vero. La certezza del Krole non è detto che sia sempre senza verità: affinché diventi verità devi sentire la novità perché tante volte dici che non ritieni vero quello che io ho accertato. Quindi, questa profondità è solamente dentro quella realtà complessa che è la natura umana.
Insieme allo sviluppo della ricerca portate avanti questo affinamento dei valori etici religiosi che sono alla base della nostra vita.
Dedicatevi negli anni prossimi a far progredire questo legame tra Università e economia vissuta: questo è importante per l'avvenire della vostra comunità, non solamente pavese, ma dell'intera Lombardia e oltre, in quanto qui a Pavia non ci sono solo pavesi, ma giovani di tutta Italia e di tante altre parti del mondo.
Di nuovo grazie per la vostra accoglienza e buon lavoro a tutti.
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Ho apprezzato molto quanto il Magnifico Rettore Stella, il Prof. Smith, il Prof. Bernasconi hanno voluto dire, anche per quanto riguarda naturalmente la storia, il passato di questa Università rivendicando la priorità dell'origine dell'Università italiana, ma anche quanto hanno espresso circa i vostri proponimenti.
Come ho detto stamattina, potrei essere onorato di aver avuto nel '91 il riconoscimento della Laurea ad Honorem di questa Università e, oggi, onorato di parlare in questo magnifico emiciclo di straordinaria bellezza e di straordinario contenuto storico, di quello che ha significato nella vita dell'Università di Pavia.
Apprezzo, in particolar modo, il vostro impegno a continuare questa caratteristica che avete di Università strettamente integrata nella vita cittadina, direi nella vita dell'intera area.
Ho avuto anch'io la fortuna di vivere la mia vita universitaria in una città di dimensioni limitate come Pavia, a Pisa, di vivere in un collegio, non così antico come i vostri storici Borromeo e Ghislieri, ma ugualmente, con la sua tradizione, importante come la Scuola Normale di Pisa, di origine napoleonica e, quindi, so che cosa significa vivere in un'Università, dipendere da un collegio universitario, ma anche coloro che vivono in quella Università e fan parte del Collegio universitario, tuttavia, beneficiano del particolare rapporto che si crea fra docenti e studenti nei collegi universitari. Vissuti in questo modo, non solamente come luogo di vita fisica, ma veramente con l'integrazione di relazioni più intense fra docente e discepolo, in quanto l'incontro con il docente non è sempre l'incontro occasionale nell'aula accademica, ma è nel seminario e nella vita quotidiana. Ed allora si apprezza appieno l'insegnamento universitario che non è solamente nozione, approfondimento di conoscenze, ma soprattutto è trasferimento di impegno e di valori, di valori che sono della ricerca stessa, ma che sono caratteristici della vita, della parte migliore di ciascun uomo.
Quindi, continuate in questo impegno di fusione tra Università, città, territorio, anzi ampliatelo. Questo, mi pare, che sia nel disegno chiaro che hanno stamattina espresso il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione, di questa ulteriore fusione e più avanzata fusione tra Università, mondo della ricerca e vita economica e politica. Su questo bisogna fare un passo avanti perché la ricerca sia più produttiva di effetti benefici nell'avanzamento del Paese. L'innovazione è legata alla ricerca, ed allora la ricerca pura è la base; ma accanto alla ricerca pura c'è la ricerca applicata che rende più intensa l'Università. Domanda e offerta: mondo dell'economia e mondo della ricerca e mondo dell'insegnamento.
Soprattutto ora prende disposizione, oltre ai collegi, anche questo studio a livello superiore la cui direzione sta per ricadere sul Prof. Smith che tanto ha fatto in questa Università nel lungo periodo di rettorato. Questo è ancora più importante perché a quel livello dia maggiormente impulso a questa realizzazione tra mondo dell'economia e mondo della ricerca.
Guardate, ho sperimentato personalmente che non c'è molto differenza tra lo studio delle discipline: anzi, qui è stato ricordato questa bellissima vicinanza tra la scienza sperimentale e la medicina e le discipline umanistiche. Sono nato studente di filologia classica e a quella mi sono applicato con impegno per quattro anni nella vita universitaria. Poi, la vita ha voluto che mi dedicassi ad altre cose e ho scoperto che ero portato forse più proficuamente ad occuparmi di fatti pratici, di economia e ho avuto incarichi, anche importanti, in quel campo.
Ricordo ancora che ho sempre considerato vitale quello che ho imparato, come metodo di lavoro, a fare la ricerca filologica. Quando poi sono passato allo studio della statistica, ho pensato che se uno ha avuto un'impostazione di serietà nella ricerca, conosce facilmente la nuova materia più pratica. È un metodo. Dico sempre metodo dell'attività della ricerca per l'approfondimento continuo. Rivolto ai giovani dico sempre: non astenetevi mai dal porre domande a voi stessi e ai vostri docenti. Non dovete mai essere soddisfatti della risposta avuta e cercare di avere una risposta sempre più alta.
L'altra cosa che raccomando ai giovani è quella che non è solamente la vendita che conta, ma per quanto conta. Dicevo poc'anzi allo studente: questo equilibrio entro di noi fra mente e cuore, fra valori razionali e valori che nascono dal nostro subcosciente e ci portano, anche nel campo della ricerca con la differenza del certo e del vero. La certezza del Krole non è detto che sia sempre senza verità: affinché diventi verità devi sentire la novità perché tante volte dici che non ritieni vero quello che io ho accertato. Quindi, questa profondità è solamente dentro quella realtà complessa che è la natura umana.
Insieme allo sviluppo della ricerca portate avanti questo affinamento dei valori etici religiosi che sono alla base della nostra vita.
Dedicatevi negli anni prossimi a far progredire questo legame tra Università e economia vissuta: questo è importante per l'avvenire della vostra comunità, non solamente pavese, ma dell'intera Lombardia e oltre, in quanto qui a Pavia non ci sono solo pavesi, ma giovani di tutta Italia e di tante altre parti del mondo.
Di nuovo grazie per la vostra accoglienza e buon lavoro a tutti.
