Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 70.780 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 570 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 440.500 immagini; 25.111 immagini che documentano la storia d'Italia dalla Monarchia alla Repubblica; 10.787 audiovisivi; 16.918 complessi archivistici; 6.865 discorsi e interventi; 5.325 atti firmati; 55.759 Provvedimenti di grazia; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 71.236 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 247.379 pagine di comunicati di cui 28.360 indicizzati dalle presidenze Gronchi a Scalfaro; 589 volumi in Materiali e pubblicazioni per un totale di 80.000 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 516 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 1.665.718 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 29 maggio 2026)

 

lunedì
20 maggio 2002

Dichiarazione stampa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al termine dell'incontro con il Presidente della Repubblica federativa del Brasile Fernando Henrique Cardoso

Ringrazio il Presidente Cardoso di questa visita in Italia, ben lieto di poterlo ricevere qui al Quirinale. Fra noi si è creato un legame di simpatia e di stima. Nel mio viaggio che compii due anni fa, in occasione del 500° anniversario del Brasile, ebbi modo di vedere le importanti realizzazioni e il ruolo trainante che il Brasile stava esercitando nelle Americhe del Sud. Mi sono anche reso conto del ruolo e dell'importanza che nella realtà brasiliana viene rappresentata dalla forte componente dei brasiliani di origine italiana, circa venticinque milioni, che sono leali cittadini brasiliani, orgogliosi della loro origine italiana.
Il Presidente Cardoso, che è all'ottavo anno del Suo mandato, può essere ben orgoglioso perché lascerà un Brasile più forte nella democrazia e più solido nell'economia.
Le nostre due Nazioni desiderano il rafforzamento della collaborazione bilaterale. Da quando ho compiuto quella mia visita in Brasile si è verificata una significativa e qualificata crescita degli investimenti italiani in Brasile. E i nostri imprenditori vi si recano per rimanere associati nel lungo periodo alla crescita della realtà brasiliana.
Sono convinto anche che si può fare un'azione ancora più forte per quanto riguarda gli aspetti della cultura. Vi è un grande stimolo reciproco per iniziative comuni nel campo delle varie realtà artistiche e del patrimonio culturale dei due Paesi.
Negli ultimi dieci anni, l'affermarsi della democrazia in America Latina ha ridato fiducia ai popoli e ha spronato gli ideali di integrazione continentale, dei quali è espressione maggiore il progetto del Mercosul.
Saluto nel Presidente Cardoso il promotore e il sostenitore di una stretta collaborazione fra le due realtà: Europa e America del Sud.
Sono due realtà che hanno sempre più bisogno l'una dell'altra. Col Vertice di Rio del 1999 l'Unione Europea ha fatto una scelta strategica, ribadita nei giorni scorsi a Madrid. Sono convinto che questo dialogo può essere ancora più fecondo e anche più intenso. Penso che possiamo fare molto di più in questo campo.
Quindi, auspico una politica realistica che affronti i problemi dei nostri mercati, che affronti i problemi delle nostre realtà economiche e sociali.
L'Europa vuole essere più forte e più presente in America Latina, ma chiediamo anche più America Latina, più Mercosul in Europa.
Questo significa liberalizzazione degli scambi maggiore e dei flussi di capitale, cooperazione nelle sfide globali, nella lotta contro la povertà, nella lotta a favore dell'ambiente, nella tutela dello Stato e dei diritti fondamentali dei cittadini.
Sappiamo che su queste linee Brasile e Italia, Europa e America Latina possono progredire insieme nell'interesse della intera umanità.
Con questi sentimenti rinnovo il mio saluto al Presidente Cardoso e agli autorevoli esponenti della Sua delegazione, che comprende fra l'altro, i Presidenti del Senato e della Camera brasiliana.
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