Visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in Spagna. Dichiarazioni al termine dell'incontro con il Primo ministro José Maria Aznar
Desidero esprimere, in primo luogo, la mia gioia di essere qui in Spagna per questa visita. Avrò, questa sera, il piacere e l'onore di essere ospite di Sua Maestà. E fui lieto che, proprio all'indomani della mia elezione a Presidente della Repubblica, il Re di Spagna, che era in visita privata in Italia, volle venire al Quirinale per una cena simpaticissima ed estremamente cordiale.
La mia presenza oggi qui in Spagna mi ha dato la possibilità di incontrare di nuovo il Presidente Aznar. Ricordo che ero qui, poco più di sei mesi fa, come membro del Governo italiano in questa sala, quando il Presidente Aznar e il Presidente del Consiglio italiano, D'Alema, tennero la loro conferenza stampa.
Vi è una continuità di dialogo piena, aperta, produttiva, leale. Non sto a ripetere tutto quello che ha detto il Presidente Aznar del nostro incontro, perché egli ha espresso in maniera chiarissima quello che è stato il contenuto del colloquio che il Ministro degli Esteri Dini e il sottoscritto hanno avuto con lui e con i suoi collaboratori.
Vorrei solamente sottolineare alcuni punti. Prima di tutto, che questo incontro ha confermato l'intendimento di Spagna e Italia di cammino comune, di percorso comune per consolidare progressivamente, ma in modo concreto, l'Unione Europea in ogni suo aspetto.
Ormai tutti i problemi, anche dei nostri singoli Paesi, non sono altro che aspetti di comuni problemi europei. Quindi, i passi avanti si fanno insieme, affrontando con questa mentalità i temi che anche a livello nazionale ci si presentano.
Quindi, un avanzamento che deve essere nelle istituzioni europee per rafforzare quello che abbiamo già fatto. In primo luogo, noi abbiamo fatto questo enorme passo avanti con la creazione dell'Euro, che ha significato una tappa importante, perché per la prima volta undici Paesi hanno rinunciato in modo pieno a un aspetto della loro sovranità nazionale creando una moneta comune. E gli effetti di questa moneta si avvertiranno sempre di più, mano a mano che la moneta, nella sua materialità come banconote, diventerà un qualcosa che ci accomuna tutti quanti.
Fra poco più di due anni spagnoli, italiani, francesi, tedeschi, olandesi e così via, opereranno con le stesse monete, coniate con le stesse banconote. E' un fatto, anche psicologicamente, di fondamentale importanza.
Accanto a questo aspetto, che è stato il progresso fondamentale dell'Euro, bisogna accompagnare anche un Governo comune dell'economia europea. Questo significa il rispetto delle autonomie di Governo di ciascun Paese, affrontando con impostazioni comuni i problemi che abbiamo in comune. Per esempio il miglioramento della competitività dell'Europa, l'adeguamento del sistema caratteristico dell'Europa, che è quello dell'economia sociale di mercato, alla realtà dei nuovi tempi. Quindi, le modifiche dei propri assetti, anche assistenziali e previdenziali, in armonia con un'economia che deve progredire. Sul tema fondamentale della difesa e della politica estera, sul tema del far fronte insieme, Paesi come la Spagna e l'Italia che vivono nel Mediterraneo, devono affrontare insieme i problemi del Mediterraneo, i problemi fra Nord e Sud, che sono e saranno i problemi principali del prossimo secolo. Questo aspetto investe non solo il problema dell'immigrazione, ma anche quello del dialogo pieno con l'altra sponda del Mediterraneo.
Certo in un'Europa nella quale, proprio per quanto stiamo facendo, gli spazi di libertà, di democrazia, di giustizia sociale trovano maggiore possibilità di soddisfazione, sono impensabili atti di violenza. Per questo la solidarietà dell'Italia è piena con la Spagna nella lotta contro la violenza, contro il terrorismo.
L'Europa si presenta al mondo come un'Europa di pace, l'Europa che è capace di portare la pace europea in tutta Europa. E abbiamo visto l'azione che abbiamo svolto e stiamo svolgendo nei Balcani. Se vogliamo portare questa presenza di pace in tutto il mondo - l'Europa è stata presente anche nella crisi di Timor Est - è impensabile che l'Europa dei Quindici, l'Europa degli Undici possa avere al suo interno delle manifestazioni di violenza. Di qui la piena solidarietà alla Spagna in questo campo.
Queste sono le problematiche che abbiamo affrontato, ponendoci anche degli obiettivi - e l'ho detto chiaramente al Presidente Aznar - degli obiettivi precisi. Bisogna un po' calendarizzare il percorso che l'Europa deve seguire insieme nei prossimi anni.
Con questi sentimenti sono qui in Spagna. I rapporti bilaterali fra i nostri due Paesi sono ottimi. Noi cercheremo di imitare la Spagna per quanto riguarda la crescita, che è il punto sul quale l'Italia sa di dovere accelerare il proprio passo; ma sono tutti temi che avranno soluzione migliore quanto più saranno i problemi che noi insieme affrontiamo e per i quali insieme cerchiamo soluzioni congiunte.
Grazie di nuovo al Presidente Aznar per la sua accoglienza. Sono convinto che questi due giorni in terra di Spagna, io che mi considero cittadino europeo nato in terra d'Italia, siano occasione di poter ulteriormente convincermi - ma ne sono già profondamente convinto - di quello che significa, per i nostri due Paesi, il tema accennato appena, in particolare per quanto riguarda il tema di fondamentale importanza che è l'identità culturale europea.
E' una delle nostre grandi forze quello che i nostri Paesi hanno significato nel passato, nella cultura europea, nella cultura del mondo, nei rapporti, particolarmente intensi, che Spagna e Italia ad esempio hanno con tutta l'America Latina. E' un tema, questo, sul quale la presenza e il lavoro congiunto di Spagna e Italia possono essere di grande utilità per l'intera Europa e per l'intero mondo.
leggi tutto
La mia presenza oggi qui in Spagna mi ha dato la possibilità di incontrare di nuovo il Presidente Aznar. Ricordo che ero qui, poco più di sei mesi fa, come membro del Governo italiano in questa sala, quando il Presidente Aznar e il Presidente del Consiglio italiano, D'Alema, tennero la loro conferenza stampa.
Vi è una continuità di dialogo piena, aperta, produttiva, leale. Non sto a ripetere tutto quello che ha detto il Presidente Aznar del nostro incontro, perché egli ha espresso in maniera chiarissima quello che è stato il contenuto del colloquio che il Ministro degli Esteri Dini e il sottoscritto hanno avuto con lui e con i suoi collaboratori.
Vorrei solamente sottolineare alcuni punti. Prima di tutto, che questo incontro ha confermato l'intendimento di Spagna e Italia di cammino comune, di percorso comune per consolidare progressivamente, ma in modo concreto, l'Unione Europea in ogni suo aspetto.
Ormai tutti i problemi, anche dei nostri singoli Paesi, non sono altro che aspetti di comuni problemi europei. Quindi, i passi avanti si fanno insieme, affrontando con questa mentalità i temi che anche a livello nazionale ci si presentano.
Quindi, un avanzamento che deve essere nelle istituzioni europee per rafforzare quello che abbiamo già fatto. In primo luogo, noi abbiamo fatto questo enorme passo avanti con la creazione dell'Euro, che ha significato una tappa importante, perché per la prima volta undici Paesi hanno rinunciato in modo pieno a un aspetto della loro sovranità nazionale creando una moneta comune. E gli effetti di questa moneta si avvertiranno sempre di più, mano a mano che la moneta, nella sua materialità come banconote, diventerà un qualcosa che ci accomuna tutti quanti.
Fra poco più di due anni spagnoli, italiani, francesi, tedeschi, olandesi e così via, opereranno con le stesse monete, coniate con le stesse banconote. E' un fatto, anche psicologicamente, di fondamentale importanza.
Accanto a questo aspetto, che è stato il progresso fondamentale dell'Euro, bisogna accompagnare anche un Governo comune dell'economia europea. Questo significa il rispetto delle autonomie di Governo di ciascun Paese, affrontando con impostazioni comuni i problemi che abbiamo in comune. Per esempio il miglioramento della competitività dell'Europa, l'adeguamento del sistema caratteristico dell'Europa, che è quello dell'economia sociale di mercato, alla realtà dei nuovi tempi. Quindi, le modifiche dei propri assetti, anche assistenziali e previdenziali, in armonia con un'economia che deve progredire. Sul tema fondamentale della difesa e della politica estera, sul tema del far fronte insieme, Paesi come la Spagna e l'Italia che vivono nel Mediterraneo, devono affrontare insieme i problemi del Mediterraneo, i problemi fra Nord e Sud, che sono e saranno i problemi principali del prossimo secolo. Questo aspetto investe non solo il problema dell'immigrazione, ma anche quello del dialogo pieno con l'altra sponda del Mediterraneo.
Certo in un'Europa nella quale, proprio per quanto stiamo facendo, gli spazi di libertà, di democrazia, di giustizia sociale trovano maggiore possibilità di soddisfazione, sono impensabili atti di violenza. Per questo la solidarietà dell'Italia è piena con la Spagna nella lotta contro la violenza, contro il terrorismo.
L'Europa si presenta al mondo come un'Europa di pace, l'Europa che è capace di portare la pace europea in tutta Europa. E abbiamo visto l'azione che abbiamo svolto e stiamo svolgendo nei Balcani. Se vogliamo portare questa presenza di pace in tutto il mondo - l'Europa è stata presente anche nella crisi di Timor Est - è impensabile che l'Europa dei Quindici, l'Europa degli Undici possa avere al suo interno delle manifestazioni di violenza. Di qui la piena solidarietà alla Spagna in questo campo.
Queste sono le problematiche che abbiamo affrontato, ponendoci anche degli obiettivi - e l'ho detto chiaramente al Presidente Aznar - degli obiettivi precisi. Bisogna un po' calendarizzare il percorso che l'Europa deve seguire insieme nei prossimi anni.
Con questi sentimenti sono qui in Spagna. I rapporti bilaterali fra i nostri due Paesi sono ottimi. Noi cercheremo di imitare la Spagna per quanto riguarda la crescita, che è il punto sul quale l'Italia sa di dovere accelerare il proprio passo; ma sono tutti temi che avranno soluzione migliore quanto più saranno i problemi che noi insieme affrontiamo e per i quali insieme cerchiamo soluzioni congiunte.
Grazie di nuovo al Presidente Aznar per la sua accoglienza. Sono convinto che questi due giorni in terra di Spagna, io che mi considero cittadino europeo nato in terra d'Italia, siano occasione di poter ulteriormente convincermi - ma ne sono già profondamente convinto - di quello che significa, per i nostri due Paesi, il tema accennato appena, in particolare per quanto riguarda il tema di fondamentale importanza che è l'identità culturale europea.
E' una delle nostre grandi forze quello che i nostri Paesi hanno significato nel passato, nella cultura europea, nella cultura del mondo, nei rapporti, particolarmente intensi, che Spagna e Italia ad esempio hanno con tutta l'America Latina. E' un tema, questo, sul quale la presenza e il lavoro congiunto di Spagna e Italia possono essere di grande utilità per l'intera Europa e per l'intero mondo.
