Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 70.780 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 570 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 217.442 immagini; 25.111 immagini che documentano la storia d'Italia dalla Monarchia alla Repubblica; 1.416 audiovisivi; 12.519 complessi archivistici; 6.083 discorsi e interventi; 5.325 atti firmati; 55.759 Provvedimenti di grazia; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 165 volumi in Materiali e pubblicazioni per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 516 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 1.379.618 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 23 dicembre 2020)

 

giovedì
26 giugno 2003

Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della cerimonia di inaugurazione della sede restaurata dell'Ambasciata d'Italia a Berlino

Signor Presidente della Repubblica Federale di Germania,
Autorità,
Signore e Signori,


la sede dell'Ambasciata d'Italia a Berlino viene oggi inaugurata dopo un complesso intervento di restauro e di recupero.


Mai utilizzato per lo scopo per cui era stata progettato e costruito, l'edificio, sede del Consolato Generale d'Italia dagli anni del dopoguerra al trasferimento dell'Ambasciata d'Italia a Berlino nel '99, è ora restituito come insieme architetturale alla sua funzionalità di sede diplomatica italiana.


Un'Ambasciata è il riferimento per gli interessi del Paese: ad essa si rivolgono, per la tutela dei loro diritti, i 600.000 connazionali che vivono e lavorano in Germania; è un luogo di valorizzazione della cultura; è anche un luogo di pensiero, di coordinamento, di progettualità, di rapporti umani.


Il restauro della nostra Ambasciata a Berlino si iscrive in un solco storico: iniziato dopo la caduta del muro e il superamento della guerra fredda, è approdato alla ritrovata unità dell'Europa. Esso sottolinea il rilancio della città di Berlino, del cui straordinario sistema urbanistico la sede diplomatica italiana è parte integrante e qualificante.


In questo edificio, imponente ma ora anche funzionale, non avverto il peso del passato, ma la sfida esaltante di operare per il futuro. E per noi europei il futuro, che ha di fronte le sfide globali del XXI secolo, è fatto, sempre di più, d'interessi condivisi, d'azioni da intraprendere insieme, di una sentita e concreta comunanza di obiettivi e di strumenti per raggiungerli.


Gli ideali di libertà e di democrazia, ancorati alla matrice umanistica e cristiana della civiltà europea, ispirazione per generazioni di pensatori italiani e tedeschi, sono sopravvissuti al disegno di potere che umiliava la civiltà occidentale. Essi sono rimasti riferimenti costanti; ci hanno guidato, nella ribellione contro gli orrori dei totalitarismi e dei nazionalismi, alla riconquista della libertà, della democrazia, della pace, della dignità umana.


La profondità con cui questi valori sono radicati nella nostra coscienza civile e politica permette di rientrare oggi, con orgoglio, nei locali della nostra Ambasciata. La memoria del passato è indelebile. Ma domina in noi la serena consapevolezza di aver tratto dalla reazione a quel passato la visione e la volontà di costruire nell'Europa unita un futuro di pace e di solidarietà.


L'Italia e la Germania sono accomunate dal percorso compiuto parallelamente nella ricomposizione della democrazia dopo la tragedia del conflitto mondiale. Esse avvertono oggi la responsabilità, davvero non comune, della costruzione di un' Europa unita.


E' importante che la loro azione, sviluppata con successo alla Convenzione, continui, nello spirito comunitario dei Paesi Fondatori, per rafforzarne i risultati e farne la solida base di una vera Costituzione europea.


Nei passaggi fondamentali per la vita delle istituzioni europee, Italia e Germania hanno lavorato insieme: dalla maturazione dell'idea comunitaria al processo di riforma culminato con l'Atto Unico Europeo dell'86, alla Dichiarazione che ha dato il via al processo di Laeken, fino al comune impegno del Presidente Rau e mio personale per la Costituzione Europea. Tutto questo ci consente di guardare oggi con fiducia anche all'attuale impegno per il necessario consolidamento istituzionale dell'Unione.


Nelle linee architettoniche dell'Ambasciata restaurata vogliamo riconoscere sia i tratti di una cultura che sopravvive alla prepotenza sia la luminosità della democrazia.


Siamo grati ai Dicasteri degli affari esteri, dei lavori pubblici, dei beni culturali, in particolare la Galleria Barberini, ai realizzatori del progetto di restauro, lo studio dell' Architetto De Feo, all'Ambasciatore Fagiolo e ai suoi collaboratori, che hanno lavorato con energia e dedizione per restituirci questa sede.


Essa testimonia uno sviluppo storico e di pensiero, che ha trasformato una drammatica esperienza in insegnamento di civiltà per il nostro futuro e per quello dell'intera Europa.


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