Il Diario storico
Il Presidente della Repubblica lascia in auto la propria abitazione di Piazza Trevi per recarsi a Viterbo (corteo privato: alleg. «A»).
vettura del cerimoniale
Consigliere Militare Aggiunto di servizio, Comandante dei Corazzieri;
vettura presidenziale (Maserati 5000 con scorta ridotta, nei percorsi urbani, di Corazzieri in motocicletta)
Presidente della Repubblica, Capo del Servizio Stampa del Quirinale, Capo dell'Ufficio Cerimonie della Presidenza della Repubblica;
vetture di servizio con l'Ispettore Generale di P.S. del Quirinale ed il Comandante del Nucleo Carabinieri Presidenziale;
A) Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Consigliere per i problemi dell'ordine democratico e della sicurezza.
Il corteo presidenziale giunge a Viterbo. Disceso dalla vettura di fronte al Palazzo Comunale, il Presidente della Repubblica viene ricevuto dai Rappresentanti della Camera, del Senato, del Governo e della Corte costituzionale, dal Commissario del Governo nella Regione Lazio, dal Prefetto e dal Sindaco di Viterbo ed accompagnato, salendo per lo Scalone, al piano di rappresentanza. Il Presidente della Repubblica fa quindi ingresso nella Sala Regia e prende posto nella poltrona centrale della prima fila. Indirizzo di saluto del Sindaco di Viterbo, Dott. Silvio Ascensi.
Al termine, il Capo dello Stato - unitamente alle Autorità che erano a riceverlo ed al Seguito - lascia il Palazzo Comunale per recarsi a piedi a Piazza dei Caduti.
Il Presidente della Repubblica giunge a Piazza dei Caduti e sosta in raccoglimento dinanzi alla lapide che ricorda i partigiani della città caduti durante la lotta di Liberazione, posta sulla facciata della Chiesa di S. Giovanni Decollato. Subito dopo, il Capo dello Stato depone una corona d'alloro davanti al Sacrario dei Caduti di tutte le guerre.
Al termine, il Presidente della Repubblica prende posto in auto per recarsi all'Università degli Studi della Tuscia (corteo ufficiale: alleg. «B»).
Allegato «B»: corteo ufficiale
vettura del Cerimoniale
Capo dell'Ufficio Cerimonie della Presidenza della Repubblica, Consigliere Militare Aggiunto di servizio, Comandante dei Corazzieri;
vettura presidenziale (Maserati 5000 con scorta di Corazzieri in motocicletta)
Presidente della Repubblica, Prefetto di Viterbo;
vetture di servizio con l'Ispettore Generale di P.S. del Quirinale ed il Comandante del Nucleo Carabinieri Presidenziale;
1) Rappresentante della Camera dei deputati, Rappresentante del Senato della Repubblica;
2) Rappresentante del Governo, Rappresentante della Corte costituzionale;
3) Commissario del Governo nella Regione Lazio, Prefetto di Viterbo;
A) Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Consigliere per i problemi dell'ordine democratico e della sicurezza, Capo del Servizio Stampa del Quirinale.
Il corteo presidenziale giunge alla sede dell'Università degli Studi della Tuscia (ingresso da Piazza della Trinità). Disceso dalla vettura, il Capo dello Stato viene ricevuto dal Rettore dell'Università degli Studi della Tuscia ed Senato Accademico ed i Rettori delle Università presenti alla cerimonia. Subito dopo, il Presidente della Repubblica - accompagnato dal Rettore e dalle Personalità del corteo ufficiale - percorre il porticato di destra del Chiostro del Convento dei Padri Agostiniani e giunge nell'Aula Magna, dove prende posto nella poltrona centrale della prima fila. Ha inizio la cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 1984-85 dell'Università degli Studi della Tuscia:
- relazione del Rettore dell'Università, Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza;
- prolusione del Prof. Massimo Miglio sul tema: "Leggenda, cronaca e storia negli scrittori viterbesi del Quattrocento".
Al termine, il Capo dello Stato, accompagnato sino all'uscita dal Rettore dell'Università degli Studi della Tuscia, lascia in auto la sede dell'Università (corteo ufficiale: alleg. «B»).
Colazione in città presso il Ristorante "La Zaffera".
Al termine, il Presidente della Repubblica, dopo aver preso congedo dalle Autorità, effettua una visita - accompagnato dal Prefetto, dal Sindaco di Viterbo e dal Seguito - al quartiere medioevale San Pellegrino.
Il Capo dello Stato, dopo aver preso congedo dal Prefetto e dal Sindaco di Viterbo, lascia in auto la città per fare ritorno a Roma (corteo privato: alleg. «A»).
Il corteo presidenziale giunge al Palazzo del Quirinale.
Nota: Il Segretario generale non è intervenuto perché coinvolto in un incidente stradale.
