Il Diario storico
Il Decano del Corpo Diplomatico, Monsignor Giuseppe Fietta, Nunzio Apostolico, ha espresso, tramite il Ministero degli Affari Esteri, il desiderio delle rappresentanze diplomatiche accreditate presso la Repubblica Italiana di porgere gli auguri per il nuovo anno al Capo dallo Stato.
Alle ore 10,50 le macchine delle rappresentanze diplomatiche incominciano ad accedere al Palazzo del Quirinale dall'ingresso principale e sostano dinanzi all'atrio dell'Ufficio del Consigliere Militare. La Guardia al palazzo è schierata con bandiera nel cortile principale e all'arrivo della prima missione rende gli onori militari e rimane quindi nella posizione di attenti durante l'arrivo di tutte le missioni.
Le missioni salgono dallo scalone d'onore, ove sono disposti alternativamente corazzieri e staffieri (livrea di gala); all'ingresso del salone dei corazzieri sono prima ricevute e poi accompagnate da funzionari del Cerimoniale del Ministero degli Affari Esteri e della Presidenza della Repubblica, nonché da ufficiali Consiglieri Militari aggiunti del Presidente, lungo la galleria sino alla sala da ballo ove si dispongono per ordine di grado o di anzianità con in testa il rispettivo Ambasciatore o Ministro che prende posto in apposita poltrona.
Gli incaricati d'affari ad interim si dispongono subito dopo i Ministri plenipotenziari.
Alle ore 11 il Presidente della Repubblica giunge nel salone da ballo accompagnato dal Segretario generale Picella, dal Consigliere Militare Gen. Marazzani, dall'Ambasciatore Scammacca, Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, e dal Ministro Plenipotenziario Dr. Bernardo Mosca.
All'ingresso del Capo dello Stato, che l'Ambasciatore Scammacca annuncia ad alta voce, tutte le missioni si alzano in piedi e il Presidente della Repubblica prende posto nella poltrona centrale, situata lungo uno dei lati corti del salone, avendo alla Sua destra il Nunzio Apostolico, Monsignor Fietta ed alla sua sinistra l'On. Benvenuti, Sottosegretario agli Affari Esteri. Nello spazio fra le poltrone ove siedono il Presidente della Repubblica e il Nunzio Apostolico prende posto l'Ambasciatore Scammacca, mentre nello spazio tra le poltrone ove siedono il Presidente della Repubblica e l'On. Benvenuti Sottosegretario agli Affari esteri, prende posto il Vice Capo del Cerimoniale Dott. Cippico. Dietro la poltrona ove siede il Presidente della Repubblica prendono posto il Segretario generale Picella, il Consigliere Militare Gen. Marazzani ed il Ministro plenipotenziario Dott. Mosca. Quindi il Nunzio Apostolico si alza, ed insieme si alzano tutte le missioni diplomatiche, e pronuncia il seguente indirizzo augurale:
"Monsieur le Président de la République,
A la veille des Fètes de Noel et presque au seuil de la nouvelle année, l'honneur m'échoit de nouveau, en ma qualité de Doyen, de présenter à Votre Excellence les voeux les plus ardents et les plus étendus des Membres du Corps Diplomatique accrédité auprès de la République Italienne.
En jetant un coup d'oeil rétrospectif sur l'année qui s'achève, nous no pouvons omettre de rappeler deux événements qui, chacun à sa manière, ont douloureusement affecté l'Italie: les récentes et combien terribles inondations provocant la ruine de quelques-unes des plus belles régions d'Italie ed la mort prématurée de monsieur Alcide De Gasperi, l'éminent homme d'Etat, qui s'était employé jusqu'à l'extrème limite de ses forces à asseoir, dans un monde bouleversé, la paix rendue chancelante par le fléau de la dernière guerre.
Si la figure de Monsieur De Gasperi reste comme le témoignage et le symbole du noble effort de tout un peuple pour réaliser la démocratie et maintenir la paix, la douloureuse épreuve des récentes désastres a permis de constater, une fois encore, l'esprit de vigilante solidarité et de charité qui anime les hommes face au malheur.
Ce riche patrimoine d'attachement aux valeurs fondamentales de la vie en société nous permet d'envisager avec moins d'appréhension l'année i qui s'ouvre devant nous.
Dieu veuille que dans l'aspiration constante vers une paix sincère et universelle, dans le sentiment vif et agissant de la solidarité humaine, tous les peuples reconnaissent qu'ils sont frères et toutes les Nations membres d'une seule famille.
Dans cet espoir, mes Collègues et moi sommes profondément heureux de vous transmettre, Monsieur le Président, les voeux et les souhaits de nos respectifs Souverains ez Chefs d'Etat, et d'y joindre ceux que nous-memes, à titre personnel, formons pour votre bonheur et pour la prospérité, dans un avenir glorieux, de la grande Nation Italienne".
Il Presidente della Repubblica, che ha ascoltato in piedi l'indirizzo del Nunzio Apostolico, così risponde:
"Signor Nunzio,
la Sua alta allocuzione mi torna in particolar modo accetta per il riflesso che in essa mi piace ravvisare di quei mutui affetti ai quali persuade individui e popoli questa vigilia delle annuali solennità universalmente più care.
E' ancor questo un segno di quello spirito di fratellanza che, al di là di ogni barriera territoriale, accomuna nel loro intimo tutti gli uomini ascesi a civiltà, ed è lecito trarne l'auspicio che l'anno che sta per iniziare vedrà ancor più rinsaldati - in una operante associazione di elette energie - i vincoli di solidarietà fra le genti sollecite del pacifico progresso.
Ella - nel riandare agli avvenimenti seguiti nell'anno che volge al suo termine - ha avuto accorate parole per la grave calamità abbattutasi sul territorio salernitano ed è pertanto giusto che io - sicuro interprete dei sentimenti delle popolazioni colpite e dell'intero Paese - rinnovi oggi le espressioni della riconoscenza che ogni Italiano serba par quanti oltre confine ci sono stati affettuosamente vicini in tanta sciagura.
Le debbo poi grazie, Signor Nunzio, per l'omaggio che Ella ha voluto qui rendere alla memoria del Presidente De Gasperi, la cui scomparsa ci ha tanto contristati, come quella che ha privato l'Italia di uno dei suoi più generosi servitori e l'Europa di un tenace propugnatore di più valide strutture politiche ed economiche.
Temprata dalle nuove prove superate, fiera dei progressi realizzati con il lavoro dei suoi figli, l'Italia muove in ogni modo serena verso il nuovo anno e fa suo il voto, così nobilmente formulato da Vostra Eccellenza Reverendissima, di poter conseguire un domani più prospero in una sempre più intima unione con tutte le genti della terra partecipi dei medesimi ideali.
Da parte mia ricambio di cuore a Loro tutti, signori ambasciatori, signori ministri, signori incaricati di affari, i voti più calorosi, mentre Li prego di voler recare ai Capi degli Stati rappresentati l'espressione dei miei cordiali sentimenti ed ogni più lieto augurio per la loro prosperità personale e per l'operosa e feconda vita dei loro popoli.
A Vostra Eccellenza Reverendissima, Signor Nunzio, una speciale preghiera: quella di volersi far eco della filiale sollecitudine con la quale il popolo italiano volge trepido il pensiero al Sommo Pontefice Pio XII nonché dei voti fervidissimi che esso, insieme con me, ancora una volta formula perché il di lui prezioso apostolato possa venire a lungo conservato alla cristianità e ai mondo".
Quindi il Capo dello Stato si avvicina a Monsignor Fietta, e, dopo avergli stretta cordialmente la mano, prosegue salutando tutti i capi missione e i componenti le singole missioni, secondo l'ordine delle precedenze. Dopo di che il Presidente della Repubblica invita gli ospiti a passare nella sala adiacente (salone degli specchi) ove viene offerto un vermouth.
Il Capo dello Stato s'intrattiene cordialmente per oltre mezz'ora con i diplomatici e quindi, dopo aver ancora ringraziato il Decano del Corpo Diplomatico, Monsignor Fietta, per le gentili espressioni augurali, ed aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle personalità presenti, lascia il salone degli specchi per far ritorno, accompagnato dal Segretario Generale Picella, dal Generale Marazzani e dal Ministro Mosca, alla Palazzina.
Alle ore 12,00 le rappresentanze diplomatiche, percorrendo lo stesso itinerario dell'arrivo, lasciano il Palazzo del Quirinale, accompagnate da funzionari del Cerimoniale del Ministero degli Affari Esteri e della Presidenza della Repubblica e dai Consiglieri Militari aggiunti.
