Il Diario storico
Alle ore 9,30 il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi giungono con il treno presidenziale, in forma privata, alla stazione di Torino Dora ove ricevono il saluto e l'omaggio del Prefetto. Lasciano quindi la stazione in automobile accompagnati dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica
Consigliere di Stato Carbone e dal Prefetto Chiaramonte per recarsi all'Istituto del Cottolengo.
Giunti inattesi, gli illustri ospiti vengono ricevuti dal Canonico Accomassi che Li accompagna dal Padre Superiore Don Chiesa con il quale il Presidente si intrattiene a colloquio per una ventina di minuti e al quale consegna una offerta in danaro.
Quindi il Capo dello Stato e la Consorte visitano l'Istituto e sostano in breve preghiera nella cappella della chiesa interna.
Successivamente il Presidente e la Signora Einaudi si recano a visitare, sempre in forma privatissima, il Museo Egiziano e quindi alle ore 13,00 raggiungono l'alloggio del nipote Prof. Renato Einaudi ove si trattengono per la colazione e un breve riposo.
Alle ore 16,40 il Capo dello Stato e la Consorte giungono al Palazzo dell'Accademia delle Scienze, ricevuti alla porta d'ingresso dal Presidente dell'Accademia stessa Sen. Prof. Jannaccone il quale per mezzo dell'ascensore Li accompagna nel suo studio. Quivi il Presidente riceve brevemente il Dott. Franco Antonicelli, Commissario del Museo Nazionale del Risorgimento, unitamente all'Avv. Attilio Pacces Direttore generale della SIP e ai professori Bulferetti, Serini e Quazza i quali Gli offrono in omaggio la prima copia del volume di documenti diplomatici sardo-napoletani del 1848-49.
Alle ore 17,00 il Presidente fa il suo ingresso nel maggior salone della Accademia dove ha luogo l'adunanza solenne di inaugurazione del CLXX anno accademico e dove già si trovano riunite le principali autorità.
Il Capo dello Stato prende posto nella poltrona centrale della prima fila, avendo alla Sua destra il Cardinale Arcivescovo di Torino, il Prefetto, il Presidente della Giunta Provinciale, il Procuratore Generale della Corte di Appello e il Direttore del Politecnico e alla Sua sinistra la Signora Einaudi, la Signora Solari (vedova del Prof. Gioele Solari in memoria del quale viene tenuto il discorso inaugurale), il Sindaco, il Primo Presidente della Corte d'appello, il Rettore della Università e il Generale Pialorsi Comandante Militare del Territorio.
Ha inizio la cerimonia: il Prof. Jannaccone Presidente della Accademia legge la relazione sull'attività dell'anno decorso, indi il Prof. Norberto Bobbio pronuncia una dotta prolusione su "La filosofia civile di Gioele Solari".
Terminati i discorsi, il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, dopo essersi congratulati con gli oratori, lasciano il palazzo dell'Accademia e, seguiti dalle principali autorità, si recano in automobile a palazzo Rignon dove, nei locali dell'Istituto Giuridico, è stata sistemata la biblioteca del Prof. Solari, donata dalla vedova. Quivi il Capo dello Stato e la Consorte, avendo a Loro vicini la Signora Solari e il Prof. Jannaccone, assistono allo scoprimento di un medaglione dello scultore Rubino che riproduce l'effige dello scomparso Prof. Solari, mentre il Presidente della facoltà di giurisprudenza, Prof. Grosso, pronuncia un breve discorso annunciando, fra l'altro, che l'istituto giuridico si trasformerà in istituto di scienze politiche intitolato al nome di Gioele Solari e avrà cospicua dotazione offerta generosamente dalla vedova.
Il Presidente della Repubblica visita quindi le sale della biblioteca in cui sono raccolti settemila volumi e riceve in dono una pubblicazione del Prof. Segrè dal titolo "Scritti vari di Diritto Romano" con prefazione del prof. Grosso.
Alle ore 19,30 il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, ricevuto il saluto e l'omaggio delle autorità, lasciano il palazzo Rignon in forma privata e si recano all'abitazione del figlio Giulio dove pranzano e pernottano.
