Il Diario storico
Alle ore 8,00, dopo aver trascorsa la notte nel treno presidenziale, il Capo dello Stato riceve sul treno stesso l'On. Rubinacci, Ministro del Lavoro, gli On.li Gorini, Preti e Cavallari, il Prefetto di Ferrara, il Provveditore alle Opere Pubbliche e numerose altre autorità.
Alle ore 8,30 il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, accompagnati dalle autorità, si recano in automobile sulle zone dove si sono verificate le falle negli argini del Pò. Il corteo delle auto, percorrendo l'argine sinistro del fiume giunge nei pressi della "rotta" di Occhiobello. Quivi il Presidente e la Consorte discendono dalla macchina e si spingono a piedi sino al limite massimo consentito dall'argine franato dove il Capo del Genio Civile di Ferrara illustra la attuale situazione del fiume. Il corteo delle auto si dirige quindi, sempre lungo l'argine sinistro, alla località Dogana nei pressi di Paviole dove lo spettacolo è ancora più tragico. Anche qui il Capo dello Stato e la Consorte discendono dalla macchina e si intrattengono affabilmente con un gruppo di alluvionati ai quali rivolgono parole di conforto e fanno distribuire a tutti i capi famiglia una somma di danaro. Successivamente il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi e il seguito si recano a visitare il posto di ristoro della P.C.A. istituito presso l'Asilo di Pontelagoscuro dove in una grande stanza sono allineati decine di bambini sinistrati.
Quando fra le donne presenti, due, piangendo, hanno chiesto la possibilità di raggiungere Milano ove risiedono i loro parenti, il Presidente dispone immediatamente che vengono loro concessi i biglietti ferroviari gratuiti e fa consegnare alle due donne una somma in danaro. Le beneficate, profondamente commosse, chiedono di poter abbracciare i due illustri benefattori che subito aderiscono contraccambiando con effusione l'abbraccio.
Risaliti in automobile il Capo dello Stato con la Consorte e il seguito si recano al "Linificio" e alla "Veca", due centri di smistamento, attraverso i quali sono transitati finora trentamila profughi, e al ricovero di "S. Bartolo". Anche in queste località il Presidente della Repubblica e la Consorte si intrattengono affettuosamente con gli sfollati ai quali fanno distribuire somme in danaro e indumenti vari.
Da S. Bartolo il corteo delle macchine fa ritorno alla stazione di Ferrara. Salito in treno il Capo dello Stato riceve nel suo saloncino tutte le autorità che lo avevano accompagnato nel giro ed esprime al Ministro Rubinacci il suo compiacimento per l'opera svolta dal Governo, sia nell'assistenza alle popolazioni sfollate, sia nell'attività rivolta a limitare i danni del disastro.
Alle ore 12,15, dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle autorità, il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi lasciano con il treno presidenziale Ferrara diretti a Roma.
