Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del ventennale della riforma della Polizia penitenziaria
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di celebrazione dei "Venti anni di Riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria", ha inviato al Capo del Dipartimento Franco Ionta e a tutti gli appartenenti del Corpo, un messaggio in cui esprime: "sentimenti di apprezzamento e gratitudine per l'impegno che le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria quotidianamente pongono nell'esercizio dei loro delicati compiti. La riforma del 1990 ha affidato alla Polizia penitenziaria, accanto al tradizionale compito di garantire la sicurezza all'interno degli istituti, anche la partecipazione al trattamento rieducativo previsto dall'art. 27 della Costituzione. E' doveroso dare atto agli appartenenti al Corpo di aver contribuito, con entusiasmo e senso di responsabilità - grazie anche alla intensa attività di formazione svolta in questi anni - al raggiungimento degli obiettivi della riforma. Essi operano in un contesto reso oggi ancor più difficile e problematico dal sovraffollamento degli istituti, ma partecipano egualmente, con assiduità - accanto alle figure professionali degli operatori e assistenti sociali - alle attività di osservazione e trattamento rieducativo dei detenuti e dimostrano di essere in grado di offrire risposte differenziate ai detenuti stranieri, numerosi e di diverse etnie, presenti nel circuito carcerario, affrontando in modo flessibile ed efficace le situazioni di disagio e di tensione".
Roma, 15 dicembre 2010
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di celebrazione dei "Venti anni di Riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria", ha inviato al Capo del Dipartimento Franco Ionta e a tutti gli appartenenti del Corpo, un messaggio in cui esprime: "sentimenti di apprezzamento e gratitudine per l'impegno che le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria quotidianamente pongono nell'esercizio dei loro delicati compiti. La riforma del 1990 ha affidato alla Polizia penitenziaria, accanto al tradizionale compito di garantire la sicurezza all'interno degli istituti, anche la partecipazione al trattamento rieducativo previsto dall'art. 27 della Costituzione. E' doveroso dare atto agli appartenenti al Corpo di aver contribuito, con entusiasmo e senso di responsabilità - grazie anche alla intensa attività di formazione svolta in questi anni - al raggiungimento degli obiettivi della riforma. Essi operano in un contesto reso oggi ancor più difficile e problematico dal sovraffollamento degli istituti, ma partecipano egualmente, con assiduità - accanto alle figure professionali degli operatori e assistenti sociali - alle attività di osservazione e trattamento rieducativo dei detenuti e dimostrano di essere in grado di offrire risposte differenziate ai detenuti stranieri, numerosi e di diverse etnie, presenti nel circuito carcerario, affrontando in modo flessibile ed efficace le situazioni di disagio e di tensione".
Roma, 15 dicembre 2010
