Messaggio del Presidente Ciampi nell'anniversario della tragedia di Marcinelle
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi, in occasione della ricorrenza della tragedia di Marcinelle,
ha inviato all'Onorevole Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani
nel Mondo, il seguente messaggio:
Anche quest'anno desidero associarmi a tutti
voi che rendete omaggio alla memoria dei cittadini italiani periti,
nell'agosto del 1956, insieme ad altri lavoratori,
nell'oscurità dei tunnel di Marcinelle.
Quel disastro minerario ha rappresentato una
delle più grandi tragedie nella storia dell'emigrazione
italiana.
E' una storia da cui tutti possiamo trarre
motivo di orgoglio, svoltasi, generazione dopo generazione, al
prezzo di dure rinunce ma con dignità e coraggio.
Se oggi le collettività italiane sono
così ben integrate nel tessuto sociale ed economico di tanti
Paesi, contribuiscono al loro progresso, rinsaldando ponti di
collaborazione con l'Italia, è a loro che dobbiamo esserne
riconoscenti: a quegli italiani che, per primi, lasciarono la
Patria, portando nei loro cuori, insieme al dispiacere per il
distacco dagli affetti familiari e dai luoghi natii, forza d'animo
e speranza.
Non dobbiamo dimenticarlo mai. Il loro esempio
trasmette alle nuove generazioni i valori che hanno nobilitato
quella emigrazione e che sono connaturati al carattere della nostra
Nazione: operosità, tenacia, solidarietà,
irrinunciabile bisogno di sentirsi italiani ovunque nel mondo.
Rivolgo a Lei, signor Ministro, ai
rappresentanti degli enti e delle istituzioni presenti, ai
familiari delle vittime e agli intervenuti il mio saluto cordiale
nel ricordo commosso dei nostri connazionali.
Roma, 8 agosto 2005
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi, in occasione della ricorrenza della tragedia di Marcinelle,
ha inviato all'Onorevole Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani
nel Mondo, il seguente messaggio:
Anche quest'anno desidero associarmi a tutti
voi che rendete omaggio alla memoria dei cittadini italiani periti,
nell'agosto del 1956, insieme ad altri lavoratori,
nell'oscurità dei tunnel di Marcinelle.
Quel disastro minerario ha rappresentato una
delle più grandi tragedie nella storia dell'emigrazione
italiana.
E' una storia da cui tutti possiamo trarre
motivo di orgoglio, svoltasi, generazione dopo generazione, al
prezzo di dure rinunce ma con dignità e coraggio.
Se oggi le collettività italiane sono
così ben integrate nel tessuto sociale ed economico di tanti
Paesi, contribuiscono al loro progresso, rinsaldando ponti di
collaborazione con l'Italia, è a loro che dobbiamo esserne
riconoscenti: a quegli italiani che, per primi, lasciarono la
Patria, portando nei loro cuori, insieme al dispiacere per il
distacco dagli affetti familiari e dai luoghi natii, forza d'animo
e speranza.
Non dobbiamo dimenticarlo mai. Il loro esempio
trasmette alle nuove generazioni i valori che hanno nobilitato
quella emigrazione e che sono connaturati al carattere della nostra
Nazione: operosità, tenacia, solidarietà,
irrinunciabile bisogno di sentirsi italiani ovunque nel mondo.
Rivolgo a Lei, signor Ministro, ai
rappresentanti degli enti e delle istituzioni presenti, ai
familiari delle vittime e agli intervenuti il mio saluto cordiale
nel ricordo commosso dei nostri connazionali.
Roma, 8 agosto 2005
