Testo dell'intervento del Presidente Ciampi nel corso dell'incontro, al Palazzo del Quirinale, con il Presidente e i componenti della Commissione Affari Esteri e Difesa del Parlamento Europeo
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel corso
dell'incontro, al Palazzo del Quirinale, con il Presidente e i componenti della
Commissione Affari Esteri e Difesa del Parlamento Europeo:
Signor Presidente, Signore e Signori Deputati,
so con quanta attenzione il Parlamento Europeo sta seguendo i lavori della
Conferenza intergovernativa e con quanta profondità di impegno ha operato
affinché i risultati della Convenzione fossero ambiziosi e all'altezza delle
attese dei cittadini.
In questo spirito ho apprezzato, caro Presidente, quanto Ella ha detto a nome
della delegazione Affari Esteri del Parlamento Europeo.
L'Unione Europea attraversa una fase cruciale per il nostro futuro. Il nostro
obiettivo improcrastinabile deve essere quello di varare riforme istituzionali
capaci di assicurare governabilità ad un'Unione ampliata.
Solo una forte coesione interna potrà sorreggere un'efficace azione esterna
dell'Unione, dare sostanza e credibilità alla PESC, e creare le premesse per
uno sviluppo autentico della politica di difesa europea.
Come Ella ha detto, gli eventi recenti debbono spingerci a che l'Europa diventi
una protagonista nella politica internazionale.
Il progetto di una "Costituzione per l'Europa" elaborato dalla
Convenzione europea ha predisposto il quadro giuridico e gli strumenti perché
tali sviluppi possano effettivamente verificarsi.
La Conferenza ora deve mantenerli.
Occorre consolidare il consenso raggiunto, e limitarsi a migliorare o precisare
il Testo solo laddove necessario, mantenendo fermo il rispetto di alcuni
principi essenziali.
I punti che necessitano di ulteriori approfondimenti sono pochi: la composizione
della Commissione, la maggioranza qualificata e la politica estera e di difesa.
La maggioranza qualificata deve applicarsi al maggior numero di settori
possibili, ed essere calcolata secondo il sistema lineare, quale quello proposto
dalla Convenzione.
Esso appare il più idoneo ad assicurare la contemporanea salvaguardia degli
interessi dei grandi e dei piccoli paesi.
Le clausole cosiddette passerella o evolutive devono essere mantenute, perché
nell'ambito dell'attuale disegno costituzionale si configurano come la chiave di
volta per preservare le capacità di evoluzione del sistema.
La Commissione deve restare un Collegio efficiente.
Qualunque soluzione si voglia dare alla questione della sua composizione, la
Commissione non può essere snaturata trasformandosi in una grande assemblea di
tipo intergovernativo.
Un Presidente del Consiglio Europeo di lunga durata potrà imprimere maggiore
continuità ai lavori del Consiglio.
Le clausole previste in materia di difesa costituiscono preziose novità. Esse
vanno salvaguardate, sia pure in piena complementarità con l'alleanza
atlantica.
Le cooperazioni strutturate devono essere permesse purché aperte e occorre
evitare che si sviluppino iniziative all'esterno del quadro del Trattato.
La figura del Ministro degli Affari Esteri, così come delineata dalla
Convenzione, deve essere preservata.
Egli dovrà poter esercitare il doppio mandato della Commissione e del Consiglio
e presiedere il Consiglio Relazioni Esterne.
Solo in questo modo egli potrà assicurare il coordinamento delle politiche e
degli strumenti dell'Unione, e dare maggiore coerenza alle nostre azioni, sia
sul piano interno che su quello dei comportamenti esterni.
L'istituzione di questa nuova figura rappresenta indubbiamente una delle
innovazioni più significative suggerite dalla Convenzione. Essa è di fatti una
delle porte più importanti aperte sul nostro futuro. Nelle prossime settimane
il vostro ruolo sarà di fondamentale importanza:
Ella, Presidente, ha chiaramente espresso la determinazione di incoraggiare e
sostenere i lavori della Conferenza Intergovernativa, perché essi ci conducano
ad una conclusione entro quest'anno, per permettere così la firma del nuovo
Trattato prima delle elezioni per il nuovo Parlamento Europeo. Quanto più
intensamente svolgerete questo compito, tanto più dimostrerete che il
Parlamento Europeo è un pilastro essenziale della nuova Europa.
Grazie a Loro tutti per questo incontro, che mi ha confermato la sostanziale
identità di posizioni.
Nelle prossime settimane lottiamo insieme con ogni nostra forza perché l'Unione
Europea veda la luce e si possa avere una Unione Europea ampliata, efficiente,
operativa, governabile, che dia fiducia a tutti i suoi cittadini.
Mi auguro in particolare che i sei Paesi fondatori, che sono i testimoni di come
e con quale spirito fin dall'inizio si è creata e formata la costruzione
europea, siano particolarmente attivi, perché - e lo sostengo da sempre - il
futuro si crea sulla memoria e sulla testimonianza del passato. E' con questo
spirito che vi auguro buon lavoro.
Roma, 28 ottobre 2003
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel corso
dell'incontro, al Palazzo del Quirinale, con il Presidente e i componenti della
Commissione Affari Esteri e Difesa del Parlamento Europeo:
Signor Presidente, Signore e Signori Deputati,
so con quanta attenzione il Parlamento Europeo sta seguendo i lavori della
Conferenza intergovernativa e con quanta profondità di impegno ha operato
affinché i risultati della Convenzione fossero ambiziosi e all'altezza delle
attese dei cittadini.
In questo spirito ho apprezzato, caro Presidente, quanto Ella ha detto a nome
della delegazione Affari Esteri del Parlamento Europeo.
L'Unione Europea attraversa una fase cruciale per il nostro futuro. Il nostro
obiettivo improcrastinabile deve essere quello di varare riforme istituzionali
capaci di assicurare governabilità ad un'Unione ampliata.
Solo una forte coesione interna potrà sorreggere un'efficace azione esterna
dell'Unione, dare sostanza e credibilità alla PESC, e creare le premesse per
uno sviluppo autentico della politica di difesa europea.
Come Ella ha detto, gli eventi recenti debbono spingerci a che l'Europa diventi
una protagonista nella politica internazionale.
Il progetto di una "Costituzione per l'Europa" elaborato dalla
Convenzione europea ha predisposto il quadro giuridico e gli strumenti perché
tali sviluppi possano effettivamente verificarsi.
La Conferenza ora deve mantenerli.
Occorre consolidare il consenso raggiunto, e limitarsi a migliorare o precisare
il Testo solo laddove necessario, mantenendo fermo il rispetto di alcuni
principi essenziali.
I punti che necessitano di ulteriori approfondimenti sono pochi: la composizione
della Commissione, la maggioranza qualificata e la politica estera e di difesa.
La maggioranza qualificata deve applicarsi al maggior numero di settori
possibili, ed essere calcolata secondo il sistema lineare, quale quello proposto
dalla Convenzione.
Esso appare il più idoneo ad assicurare la contemporanea salvaguardia degli
interessi dei grandi e dei piccoli paesi.
Le clausole cosiddette passerella o evolutive devono essere mantenute, perché
nell'ambito dell'attuale disegno costituzionale si configurano come la chiave di
volta per preservare le capacità di evoluzione del sistema.
La Commissione deve restare un Collegio efficiente.
Qualunque soluzione si voglia dare alla questione della sua composizione, la
Commissione non può essere snaturata trasformandosi in una grande assemblea di
tipo intergovernativo.
Un Presidente del Consiglio Europeo di lunga durata potrà imprimere maggiore
continuità ai lavori del Consiglio.
Le clausole previste in materia di difesa costituiscono preziose novità. Esse
vanno salvaguardate, sia pure in piena complementarità con l'alleanza
atlantica.
Le cooperazioni strutturate devono essere permesse purché aperte e occorre
evitare che si sviluppino iniziative all'esterno del quadro del Trattato.
La figura del Ministro degli Affari Esteri, così come delineata dalla
Convenzione, deve essere preservata.
Egli dovrà poter esercitare il doppio mandato della Commissione e del Consiglio
e presiedere il Consiglio Relazioni Esterne.
Solo in questo modo egli potrà assicurare il coordinamento delle politiche e
degli strumenti dell'Unione, e dare maggiore coerenza alle nostre azioni, sia
sul piano interno che su quello dei comportamenti esterni.
L'istituzione di questa nuova figura rappresenta indubbiamente una delle
innovazioni più significative suggerite dalla Convenzione. Essa è di fatti una
delle porte più importanti aperte sul nostro futuro. Nelle prossime settimane
il vostro ruolo sarà di fondamentale importanza:
Ella, Presidente, ha chiaramente espresso la determinazione di incoraggiare e
sostenere i lavori della Conferenza Intergovernativa, perché essi ci conducano
ad una conclusione entro quest'anno, per permettere così la firma del nuovo
Trattato prima delle elezioni per il nuovo Parlamento Europeo. Quanto più
intensamente svolgerete questo compito, tanto più dimostrerete che il
Parlamento Europeo è un pilastro essenziale della nuova Europa.
Grazie a Loro tutti per questo incontro, che mi ha confermato la sostanziale
identità di posizioni.
Nelle prossime settimane lottiamo insieme con ogni nostra forza perché l'Unione
Europea veda la luce e si possa avere una Unione Europea ampliata, efficiente,
operativa, governabile, che dia fiducia a tutti i suoi cittadini.
Mi auguro in particolare che i sei Paesi fondatori, che sono i testimoni di come
e con quale spirito fin dall'inizio si è creata e formata la costruzione
europea, siano particolarmente attivi, perché - e lo sostengo da sempre - il
futuro si crea sulla memoria e sulla testimonianza del passato. E' con questo
spirito che vi auguro buon lavoro.
Roma, 28 ottobre 2003
