Testo del saluto del Presidente Ciampi al contingente italiano in occasione della visita in Kosovo
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo del
saluto del Presidente Ciampi al contingente italiano in occasione della visita
in Kosovo.
Ufficiali. Sottufficiali, Soldati,
sono con Voi, a Pec, in questa vigilia di Natale, perché assolvete un
compito estremamente delicato, ma sono anche con Voi perché attraverso il
contingente italiano più numeroso all'estero mi rivolgo a tutti i militari
italiani - soldati. carabinieri, marinai e avieri - che operano nel mondo al
servizio della pace e per la sicurezza di popolazioni inermi. Dall'Europa al
Medio Oriente, dall'Africa all'Asia, svolgete la Vostra missione con entusiasmo,
professionalità ed umanità: fornite una splendida immagine dell'Italia ed
anticipate la figura del soldato del XXI secolo impegnato nelle operazioni per
il mantenimento della pace e della legalità internazionale.
E' la quarta volta che vengo nei Balcani per incontrare i militari italiani
che operano in queste terre che erano dilaniate da drammatici conflitti prima
della Vostra presenza. Il successo della vostra missione è essenziale per
l'Italia, per l'Europa, per il mondo: dai Balcani attendiamo stabilità,
collaborazione e, soprattutto, normalità, ritorno alla piena normalità.
Il consolidamento della pace e del dialogo può essere raggiunto solo
attraverso un impegno quotidiano sul terreno, attraverso la convivenza e la
riconciliazione tra etnie differenti, la protezione e il restauro dei luoghi di
culto, la promozione e la salvaguardia dei diritti dell'uomo.
Vorrei ricordare i principali risultati ottenuti affinché ciascuno di Voi
sia consapevole del proprio personale contributo nell'espletamento delle
mansioni affidate. In Kosovo, le elezioni di novembre, pacifiche, democratiche e
multietniche, aprono la strada alla formazione di istituzioni locali di
autogoverno che ci auguriamo divengano al più presto effettive. la Vostra
presenza ha reso possibili quelle elezioni e rende possibili oggi l'assunzione
di responsabilità da parte delle nuove amministrazioni del Kosovo, che ci
auguriamo che avvengano, sia pure con gradualità, ma con rapidità. Quella
rapidità che finora è mancata. Sotto il Vostro sguardo vigile, la Bosnia
Erzegovina compie progressi sulla strada della normalizzazione. In Macedonia
procede, non senza fatica, e grazie all'intervento determinante che avete
compiuto la scorsa estate, l'attuazione degli accordi di convivenza multietnica.
In Albania, la presenza della NATO, con i contingenti italiani in prima fila,
ha fornito garanzie al processo di stabilizzazione.
Nei Balcani, la Comunità internazionale opera compatta attraverso uno sforzo
solidale: lo dimostrano i reparti spagnoli, argentini - e qui invio un
particolare saluto ai commilitari argentini, guardando con preoccupazione, ma al
tempo stesso con speranza e fiducia, agli eventi della loro patria - e
portoghesi inquadrati, fianco a fianco con i nostri, nella Brigata
Multinazionale Ovest, lo confermano i gendarmi francesi ed estoni che fanno
parte dell'Unità Multinazionale Specializzata cui danno vita i carabinieri. A
tutti vanno il nostro pensiero ed il nostro ringraziamento.
Nei Balcani si comprende, forse più che altrove, che l'unità europea
costituisce un esempio, un modello di riconciliazione storica, di avanzamento
comune di paesi, un tempo non lontano nemici, un progetto per il futuro. Nei
Balcani si fa anche le ossa la capacità europea di gestione delle crisi.
Accanto a Voi rivolgo un saluto grato ai rappresentanti delle Organizzazioni
Non governative ed umanitarie che operano, in circostanze difficili, con
abnegazione ed altruismo, per portare sollievo alle popolazioni civili e dare
una prospettiva concreta alla ricostruzione.
Ufficiali, Sottufficiali, Soldati,
L'Italia è orgogliosa dei suoi 10.000 uomini e donne delle quattro Forze
Armate che operano con autentica dedizione in tanti Paesi. Svolgete in maniera
straordinaria il Vostro gravoso compito. Siete anche in prima fila nella lotta
contro il terrorismo e, fra pochi giorni, nel mantenimento della sicurezza in
Afghanistan. L'impegno aggiuntivo contro il terrorismo non diminuisce, e non
diminuirà, la presenza italiana nei Balcani.
So quali sentimenti si provino quando si devono trascorrere queste festività
lontano dai propri cari. Questo aumenta ancora di più il mio apprezzamento e la
mia partecipazione al Vostro servizio. Con questi sentimenti Vi porto
dall'Italia, dall'Italia tutta, i più affettuosi auguri per il Natale e per il
prossimo anno. Lo porto a Voi e con Voi a tutti i militari italiani in missione
nel mondo.
Viva l'Italia e Viva le Forze Armate italiane.
Un saluto e un augurio particolarmente affettuoso a tutti i militari di altri
paesi, europei e non europei, accomunati con noi in questa fondamentale opera di
pace nei Balcani. Credete, il dimostrare come i Balcani che nei decenni sono
stati all'origine di tante guerre, di tanti conflitti che hanno coinvolto e
l'intera Europa e il mondo, dimostrare come si possa, con la buona volontà, con
l'impegno di tutti, con la solidarietà, riuscire a soffocare ogni intendimento
conflittuale, riuscire a dimostrare, con la presenza, con l'esempio di umanità
e rispetto dei diritti dell'uomo, come i popoli possano convivere per un
maggiore benessere di tutti, è un'opera fondamentale. Ve ne sono a tutti
particolarmente grato.
Roma, 21 dicembre 2001
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo del
saluto del Presidente Ciampi al contingente italiano in occasione della visita
in Kosovo.
Ufficiali. Sottufficiali, Soldati,
sono con Voi, a Pec, in questa vigilia di Natale, perché assolvete un
compito estremamente delicato, ma sono anche con Voi perché attraverso il
contingente italiano più numeroso all'estero mi rivolgo a tutti i militari
italiani - soldati. carabinieri, marinai e avieri - che operano nel mondo al
servizio della pace e per la sicurezza di popolazioni inermi. Dall'Europa al
Medio Oriente, dall'Africa all'Asia, svolgete la Vostra missione con entusiasmo,
professionalità ed umanità: fornite una splendida immagine dell'Italia ed
anticipate la figura del soldato del XXI secolo impegnato nelle operazioni per
il mantenimento della pace e della legalità internazionale.
E' la quarta volta che vengo nei Balcani per incontrare i militari italiani
che operano in queste terre che erano dilaniate da drammatici conflitti prima
della Vostra presenza. Il successo della vostra missione è essenziale per
l'Italia, per l'Europa, per il mondo: dai Balcani attendiamo stabilità,
collaborazione e, soprattutto, normalità, ritorno alla piena normalità.
Il consolidamento della pace e del dialogo può essere raggiunto solo
attraverso un impegno quotidiano sul terreno, attraverso la convivenza e la
riconciliazione tra etnie differenti, la protezione e il restauro dei luoghi di
culto, la promozione e la salvaguardia dei diritti dell'uomo.
Vorrei ricordare i principali risultati ottenuti affinché ciascuno di Voi
sia consapevole del proprio personale contributo nell'espletamento delle
mansioni affidate. In Kosovo, le elezioni di novembre, pacifiche, democratiche e
multietniche, aprono la strada alla formazione di istituzioni locali di
autogoverno che ci auguriamo divengano al più presto effettive. la Vostra
presenza ha reso possibili quelle elezioni e rende possibili oggi l'assunzione
di responsabilità da parte delle nuove amministrazioni del Kosovo, che ci
auguriamo che avvengano, sia pure con gradualità, ma con rapidità. Quella
rapidità che finora è mancata. Sotto il Vostro sguardo vigile, la Bosnia
Erzegovina compie progressi sulla strada della normalizzazione. In Macedonia
procede, non senza fatica, e grazie all'intervento determinante che avete
compiuto la scorsa estate, l'attuazione degli accordi di convivenza multietnica.
In Albania, la presenza della NATO, con i contingenti italiani in prima fila,
ha fornito garanzie al processo di stabilizzazione.
Nei Balcani, la Comunità internazionale opera compatta attraverso uno sforzo
solidale: lo dimostrano i reparti spagnoli, argentini - e qui invio un
particolare saluto ai commilitari argentini, guardando con preoccupazione, ma al
tempo stesso con speranza e fiducia, agli eventi della loro patria - e
portoghesi inquadrati, fianco a fianco con i nostri, nella Brigata
Multinazionale Ovest, lo confermano i gendarmi francesi ed estoni che fanno
parte dell'Unità Multinazionale Specializzata cui danno vita i carabinieri. A
tutti vanno il nostro pensiero ed il nostro ringraziamento.
Nei Balcani si comprende, forse più che altrove, che l'unità europea
costituisce un esempio, un modello di riconciliazione storica, di avanzamento
comune di paesi, un tempo non lontano nemici, un progetto per il futuro. Nei
Balcani si fa anche le ossa la capacità europea di gestione delle crisi.
Accanto a Voi rivolgo un saluto grato ai rappresentanti delle Organizzazioni
Non governative ed umanitarie che operano, in circostanze difficili, con
abnegazione ed altruismo, per portare sollievo alle popolazioni civili e dare
una prospettiva concreta alla ricostruzione.
Ufficiali, Sottufficiali, Soldati,
L'Italia è orgogliosa dei suoi 10.000 uomini e donne delle quattro Forze
Armate che operano con autentica dedizione in tanti Paesi. Svolgete in maniera
straordinaria il Vostro gravoso compito. Siete anche in prima fila nella lotta
contro il terrorismo e, fra pochi giorni, nel mantenimento della sicurezza in
Afghanistan. L'impegno aggiuntivo contro il terrorismo non diminuisce, e non
diminuirà, la presenza italiana nei Balcani.
So quali sentimenti si provino quando si devono trascorrere queste festività
lontano dai propri cari. Questo aumenta ancora di più il mio apprezzamento e la
mia partecipazione al Vostro servizio. Con questi sentimenti Vi porto
dall'Italia, dall'Italia tutta, i più affettuosi auguri per il Natale e per il
prossimo anno. Lo porto a Voi e con Voi a tutti i militari italiani in missione
nel mondo.
Viva l'Italia e Viva le Forze Armate italiane.
Un saluto e un augurio particolarmente affettuoso a tutti i militari di altri
paesi, europei e non europei, accomunati con noi in questa fondamentale opera di
pace nei Balcani. Credete, il dimostrare come i Balcani che nei decenni sono
stati all'origine di tante guerre, di tanti conflitti che hanno coinvolto e
l'intera Europa e il mondo, dimostrare come si possa, con la buona volontà, con
l'impegno di tutti, con la solidarietà, riuscire a soffocare ogni intendimento
conflittuale, riuscire a dimostrare, con la presenza, con l'esempio di umanità
e rispetto dei diritti dell'uomo, come i popoli possano convivere per un
maggiore benessere di tutti, è un'opera fondamentale. Ve ne sono a tutti
particolarmente grato.
Roma, 21 dicembre 2001
