Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 70.780 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 570 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 249.760 immagini; 25.111 immagini che documentano la storia d'Italia dalla Monarchia alla Repubblica; 2.910 audiovisivi; 12.519 complessi archivistici; 6.865 discorsi e interventi; 5.325 atti firmati; 55.759 Provvedimenti di grazia; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 59.402 comunicati dalle presidenze Gronchi a Scalfaro; 272 volumi in Materiali e pubblicazioni per un totale di 48.103 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 516 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 1.665.718 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 31 dicembre 2021)

 

martedì
15 marzo 2005

Brindisi del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in visita di Stato nel Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, in occasione del banchetto di Stato offerto da S.M. la Regina Elisabetta II e da S.A.R. il Principe Filippo Duca di Edimburgo

Esprimo a Lei ed a Sua Altezza Reale il Principe Filippo vivo apprezzamento per il caloroso benvenuto riservato a me e a mia moglie in occasione di questo nostro nuovo incontro: il secondo a Buckingham Palace, il terzo negli anni della mia Presidenza, dopo la visita di Stato che Vostra Maestà e Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo compirono al Quirinale nell'ottobre 2000.


Mia moglie ed io attendevamo con gioia questo momento.


Il rapporto fra i nostri due Paesi ha radici antiche. Gli ideali risorgimentali - ravvivati quest'anno dalla ricorrenza del duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini, che Ella ha avuto l'amabilità di ricordare - trovarono nell'Inghilterra liberale una rispondenza indimenticabile.


La profonda comunanza ed unitarietà d'intenti fra le nostre nazioni ci consentono oggi di affrontare, insieme, problemi cruciali: la crescita e la competitività dell'Europa; la stabilità della comunità internazionale minacciata dal terrorismo, dai divari nello sviluppo, dalle crisi ecologiche. Temi, questi ultimi, che il governo britannico intende porre al centro dell'attenzione del G8, di cui esercita quest'anno la presidenza.


Il popolo italiano ha una grande ammirazione per Vostra Maestà. Nei cinquantaquattro anni del Suo regno, Ella ha rappresentato il simbolo delle grandi virtù del Suo Paese: patria storica delle tradizioni parlamentari; nazione che ha tenuto alte, negli anni bui della storia del nostro continente, la libertà e la democrazia, essenza dell'identità europea.


Vostra Maestà salì al trono del Regno di Gran Bretagna e Irlanda del Nord nel 1952.


In quegli anni tutti ci interrogavamo, attoniti, su quello che sarebbe stato il nostro avvenire. Statisti come Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman vollero trasformare il nostro continente in uno spazio di pace e di progresso; creare una duratura solidarietà fra i popoli europei e fra le due rive dell'Atlantico.


Quella duplice solidarietà guida tuttora il destino delle nostre nazioni; è sostenuta da una comune piattaforma di civiltà.


L'Italia, membro fondatore della CECA e della Comunità Economica Europea, non dimentica le parole che, già nel 1946, aveva pronunciato Winston Churchill: under and within the world concept of the United Nations, we must re-create the European family in a regional structure called, it may be, the United States of Europe.


Più di recente, i nostri Paesi hanno promosso l'avanzamento del progetto politico europeo: attraverso la ricomposizione dell'unità storica e della democrazia sancita dall'allargamento a 25 Stati membri; attraverso il Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, firmato il 29 ottobre scorso a Roma.


L'Alleanza Atlantica ha garantito all'Europa, per oltre mezzo secolo, stabilità, sicurezza, libertà; ha assunto importanti responsabilità in aree di crisi.


Il recente Vertice euro-atlantico di Bruxelles ha dato nuovo slancio al rapporto transatlantico. Esprime la volontà di un dialogo più intenso fra Stati Uniti ed Unione Europea. Questo consentirà di perseguire più efficacemente insieme i comuni obiettivi per la stabilità ed il progresso nel mondo.


Il nostro comune sentire si rinsalda nella solidarietà con cui i nostri soldati operano, fianco a fianco ed in difficili terreni d'operazione, per il mantenimento della pace.


Maestà,


i rapporti fra Italia e Regno Unito sono sempre stati caratterizzati da una straordinaria vitalità e continuità. Hanno trovato significative espressioni negli antichi legami fra università inglesi ed italiane; nell'intreccio dello spirito rinascimentale italiano con il genio di Shakespeare; nel contributo del Regno Unito alla diffusione ed alla valorizzazione dell'arte italiana, anche attraverso le splendide collezioni Reali; nella vitalità dei nostri legami economici, scientifici e finanziari.


Ella ha avuto l'attenzione di evocare l'insieme delle relazioni fra i nostri due Paesi con parole che mi hanno toccato.


L'intensità di queste relazioni é riflesso, non soltanto degli interessi, ma anche e soprattutto del sentimento profondo dei nostri due popoli. Le loro risorse, la complementarità dei sistemi economici ci spronano ad unire le forze, ci infondono fiducia nel successo delle iniziative che stiamo realizzando insieme.


Maestà,


in questo spirito e con sentimenti di sincera amicizia, levo il calice, Maestà, anche a nome di mia moglie, alla personale felicità Sua e del Principe Filippo, al benessere della Famiglia reale, all'amicizia e alla collaborazione tra il Regno Unito e l'Italia, alla prosperità dei nostri due Popoli.


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