Il Diario storico
Visita di Stato delle LL. MM. il Re e la Regina di Spagna. Juan Carlos al Parlamento
Il re di Spagna Juan Carlos visita le istituzioni parlamentari. Il sovrano spagnolo è accolto a piazza Madama dal presidente del Senato, Nicola Mancino, con gli onori militari. Poi, Mancino sale con Juan Carlos lo scalone d'onore di Palazzo Madama, appena finito di restaurare, in cima al quale nella sala dei Postegali, il re incontra i capigruppo parlamentari. Successivamente nella sala Pannini, vengono presentati al Re di Spagna i vicepresidenti e i questori del Senato. Segue un breve colloquio con Nicola Mancino. Il Presidente del Senato entra, quindi, nell'aula, per annunciare l'ingresso del Re della regina Sofia di Spagna, che prendono posto al banco della Presidenza. Nell'aula di Palazzo Madama, il Re ascolta il discorso del Presidente Mancino, al quale risponde, essendo nato a Roma, in italiano. Alla cerimonia ufficiale in Senato assistono dalle tribune anche gli studenti del liceo spagnolo di Roma "Miguel Cervantes". L'amministrazione di Palazzo Madama ha già predisposto la traduzione in italiano della nostra Costituzione e del regolamento del Senato: verranno stampati in un volumetto insieme ai testi dei discorsi di Juan Carlos e Mancino e consegnati al Re, nel corso del ricevimento presso l'ambasciata di Spagna.
Se il discorso pronunciato da re Juan Carlos di Spagna è il primo di un Capo di Stato straniero nel Parlamento italiano, non altrettanto inusuali sono stati invece nel passato recente gli interventi del Presidente italiano Oscar Luigi Scalfaro in uno o entrambi i rami dei Parlamenti esteri. Proprio nel Paese di Juan Carlos, di fronte ai parlamentari della Cortes spagnole, il 28 giugno 1996, il Presidente della Repubblica mise al centro del suo discorso i principi e i valori della democrazia, i sacrifici di chi ha combattuto per la libertà e contro la dittatura, sia in Italia sia in Spagna. Accanto alla democrazia la costituzione, la "piattaforma di vita del popolo". "La libertà, la democrazia, la pace il rispetto dei diritti della persona" sono stati esaltati da Scalfaro il 15 aprile scorso nel saluto al Parlamento giapponese. Il 6 maggio successivo il Presidente espresse invece ai parlamentari svedesi la preoccupazione, pochi giorni dopo il sì all'euro, per cui "occorre impedire che sentimenti, anche comprensibili, di prestigio personale o nazionale possano emergere in contrasto con uno spirito comunitario". Al Senato messicano, il 30 marzo 1996, Scalfaro definì i parlamentari "portatori di diritti di altri". Aggiunse che bisogna "essere degni della carica di parlamentare e per questo occorre rispetto della verità". In diverse occasioni il Presidente della Repubblica ha esaltato invece il significato del consesso parlamentare. A Helsinki davanti ai 200 deputati finlandesi il 15 settembre: "il Parlamento è il segno della libertà e della democrazia. Quando il Parlamento sale nelle quotazioni politiche la democrazia sale nella sua forza". Il 6 maggio 1997 a Almaty parlando alle Camere riunite del Kazakistan: "Uno dei doveri del Parlamento è pensare alle fasce più deboli che non vivono i diritti della costituzione ". Ancora sul valore della democrazia e sulla ricchezza unica del voto era incentrato il discorso tenuto il 21 luglio 1990 al Parlamento uruguayano. L'intervento di fine novembre 1997 al Parlamento etiopico invece, come poi Scalfaro stesso sottolineò, valse più di una richiesta inutile e di scuse, con il riconoscimento di errori, di colpe, di attentato all'indipendenza a proposito della cooperazione italiana nel Corno d'Africa.
