Il Diario storico
Visita di Stato in Italia del Presidente uruguayano Julio Maria Sanguinetti
Il Presidente dell'Uruguay Julio Maria Sanguinetti, leader del "Partito Colorado" al suo secondo mandato presidenziale, è arrivato a Roma per una visita di Stato di sei giorni in Italia. Accompagnato dalla moglie Marta Canessa, dal ministro degli Esteri Alvaro Ramos, dal Presidente della Suprema corte di giustizia di Montevideo, Juan Marino Chiarlone, dal ministro del Turismo Benito Sterne e da una folta delegazione di politici ed imprenditori, Sanguinetti è stato accolto a Fiumicino dal ministro per il Commercio con l'estero, Augusto Fantozzi.
Fitta l'agenda del sessantenne Capo di Stato sudamericano che domani mattina sarà ricevuto in udienza privata dal Papa, in quella che rappresenta la prima visita ufficiale alla Santa Sede di un Presidente dell'Uruguay, il Paese più laico dell'America latina. Subito dopo offrirà una colazione in onore del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Angelo Sodano, all'hotel Lord Byron di Roma.
L'Uruguay, un paese di tre milioni di abitanti vorrebbe incrementare i rapporti economici con l'Italia e con l'Unione europea, anche sfruttando l'accordo di cooperazione tra i 15 e il Mercosur firmato il dicembre scorso. "L'Uruguay- ha detto Sanguinetti- offre prospettive di investimento che ancora non sono adeguatamente conosciute".
"L'Unione europea deve promuovere una politica agricola che permetta una parità di condizioni per i nostri prodotti: non vogliamo privilegi, ma essere trattati equamente": lo ha dichiarato oggi il Presidente dell'Uruguay, Julio Maria Sanguineti, nella prima giornata della sua visita in Italia.
Sanguinetti ha incontrato la stampa e, nella prima di una lunga serie di riunioni con imprenditori italiani, ha ricevuto rappresentanti del settore turistico, nell'ambito della promozione degli scambi economici e commercial, fra i principali obiettivi della visita del presidente sudamericano.
"Noi non applichiamo alcun tipo di dumping, non concediamo sussidi e anche l'adesione al Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay) no è dovuta auna volontà protezionista, bensì alla necessità di rafforzare l'integrazione internazionale del nostro paese", ha detto il Presidente del piccolo Paese latinoamericano.
