Il Diario storico
La Missione straordinaria del Governo italiano di sei componenti guidati dal ministro degli Esteri Dini lascia in auto il Palazzo del Quirinale per recarsi al confine con lo Stato della Città del Vaticano.
Il corteo papale giunge al confine con lo Stato italiano ove il Sommo Pontefice riceve l'omaggio della Missione straordinaria del Governo italiano. In Piazza Pio XII un reparto militare, con trombettiere, presenta le armi. Dal confine dello Stato italiano a Piazza Venezia il corteo papale è scortato da Corazzieri in motocicletta; da Piazza Venezia il corteo è scortato da uno Squadrone di Corazzieri a cavallo.
Giungono al Palazzo del Quirinale (Porta Principale - lato opposto all'Ufficio per gli Affari Militari) i Vice Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, il Vice Presidente della Corte Costituzionale, i Giudici Costituzionali e gli altri invitati, i quali vengono accompagnati da Cerimonieri nel Salone delle Feste, ove convengono anche il Vice Segretario Generale Amministrativo, i Consiglieri ed i Collaboratori del Presidente della Repubblica ed i Capi Servizio della Presidenza della Repubblica.
Giungono al Palazzo del Quirinale (Porta Principale - ascensore degli Appartamenti Imperiali) l'ex Presidente della Repubblica, Sen. Prof. Francesco Cossiga, i Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, della Corte Costituzionale ed il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, i quali, accolti da Cerimonieri, vengono accompagnati nella Sala della Serra. Alla stessa ora, giunge il Presidente del Consiglio dei Ministri, incaricato, il quale accolto da un Cerimoniere, viene accompagnato nel Salone delle Feste.
Il Presidente della Repubblica, accompagnato dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica e dal Capo del Cerimoniale della Presidenza della Repubblica, giunge in auto nel Porticato della Porta Principale e si reca nell'androne della Casa Militare, dove si trovano ad attenderlo il Capo del Cerimoniale Diplomatico, il Consigliere Militare, l'Aiutante di Campo di servizio ed il Comandante del Reggimento Corazzieri.
Il corteo papale giunge al Palazzo del Quirinale. Il Santo Padre scende dalla vettura nel Cortile d'Onore e viene accolto dal Presidente della Repubblica. La bandiera pontificia viene issata sul Torrino al fianco delle bandiere italiana ed europea. La Guardia, schierata al centro del Cortile, rende gli onori; la banda esegue gli inni nazionali pontificio ed italiano. È presente il Cardinale Segretario di Stato, che, disceso dalla vettura nel Porticato della Porta Principale e ricevuto da un Cerimoniere, viene accompagnato nell'androne della Casa Militare. Le altre Personalità del Seguito pontificio ed i componenti della Missione straordinaria del Governo italiano, nel frattempo scesi anch'essi dalle loro vetture nel porticato della Porta Principale, raggiungono direttamente la Sala della Serra, salendo per lo Scalone d'Onore (lato opposto alla Casa Militare). Al termine degli onori, il Presidente della Repubblica ed il Sommo Pontefice ricevono il saluto, rispettivamente, del Cardinale Segretario di Stato e del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica. Il Santo Padre ed il Presidente della Repubblica prendono quindi posto a bordo delle rispettive auto e raggiungono l'ascensore della Serra, salendo nella Sala della Serra. Immediatamente prima, il Cardinale Segretario di Stato ed il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica raggiungono a loro volta, in auto, l'ascensore della Serra, salendo quindi nella Sala della Serra. Il Santo Padre ed il Presidente della Repubblica fanno ingresso nella Sala della Serra, dove vengono presentati, rispettivamente, al Capo dello Stato ed a Sua Santità - dal Reggente della Prefettura della Casa Pontificia e dal Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica - le Personalità del Seguito pontificio e l'ex Presidente della Repubblica, Sen. Prof. Francesco Cossiga, i Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri e della Corte Costituzionale, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Walter Veltroni, il Ministro degli Affari Esteri, il Ministro dell'Interno, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, con la Consorte, e gli altri componenti della Missione straordinaria del Governo italiano. Il Sommo Pontefice ed il Presidente della Repubblica si recano quindi nella Cappella allestita nella Sala Rossa, ove sono ricevuti dall'Ordinario Militare per l'Italia e dal Cappellano delle Cappelle del Quirinale. È presente anche il Cardinale Segretario di Stato. Sua Santità si sofferma in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento. Il Santo Padre ed il Capo dello Stato si recano quindi, attraverso la Sala del Brustolon, nella prima sala delle udienze degli Appartamenti Imperiali, ove si intrattengono in privato colloquio, durato circa 25 minuti. Nel frattempo, la Delegazione vaticana - composta dal Cardinale Segretario di Stato, dal Sostituto della Segreteria di Stato, dal Segretario per i Rapporti con gli Stati e dal Nunzio Apostolico in Italia - e la Delegazione italiana - composta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro degli Affari Esteri, dal Ministro dell'Interno e dall'Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede - raggiungono per i colloqui la Sala di Rappresentanza, transitando per il Salone dei Corazzieri. Le altre Personalità presenti nella Sala della Serra e non impegnate nei colloqui ed il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, con la Consorte, sostano nella Sala della Serra. Al termine del colloquio tra Sua Santità ed il Presidente della Repubblica, la Signorina Marianna Scalfaro viene introdotta nella prima sala delle udienze degli Appartamenti Imperiali per la presentazione al Sommo Pontificie. Successivamente, il Presidente della Repubblica consegna al Santo Padre una medaglia coniata per la solenne circostanza. Il Sommo Pontefice ed il Presidente della Repubblica fanno quindi ingresso nel Salone dei Corazzieri, dove hanno nel frattempo preso posto il Seguito pontificio, gli ex Presidenti della Repubblica, i Presidenti degli Organi Costituzionali, i componenti la Missione straordinaria del Governo italiano, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, con la Consorte, e le altre Personalità invitate. Discorso del Presidente della Repubblica. Discorso del Santo Padre.
Giovanni Paolo II rivolge un accorato appello alla società italiana per la difesa della famiglia, la vita dalla nascita alla sua naturale conclusione, la parità scolastica nel rispetto del pluralismo costituzionale. Questo impegnativo programma è stato inserito dal Papa nel contesto della cooperazione fra Stato e Chiesa che, lungo i secoli - ha detto nel discorso ufficiale in risposta al saluto del Presidente Scalfaro - ha sempre portato buoni frutti per il popolo italiano e che è stata rinnovata nel concordato del 1984. Proprio guardando al contributo straordinario dato dall'Italia alla diffusione del cristianesimo nel mondo lungo i secoli, da quando con San Pietro, primo Papa si è stabilito tra Roma e i successori di Pietro un legame strettissimo, Giovanni Paolo II, ha toccato le questioni più spinose che si chiamano, famiglia fondata sul matrimonio monogamico, rifiuto dell'aborto e dell'eutanasia, libertà di insegnamento. "Guardando all'opera formatrice della famiglia sento il dovere di rivolgere un accorato appello, perché nella società italiana venga in ogni modo difesa e sostenuta questa primordiale istituzione, secondo il progetto voluto dal creatore. Nella salda fedeltà dei coniugi e nella loro generosa apertura alla vita risiedono le risorse per la crescita morale e civile Paese. Famiglie sane, Paese sano", ha aggiunto il Pontefice secondo il quale "non ci si può illudere di poter avere l'uno senza preoccuparsi di fare quanto è necessario perché vi siano le altre. Una famiglia sana sa trasmettere i valori su cui si regge ogni ordinata convivenza, a cominciare dal fondamentale valore della vita, sul cui maggiore o minore rispetto si misura il grado di civiltà di un popolo".
"Mi auguro, ha poi detto Giovanni Paolo II, che tutto si faccia in vista della tutela pronta e illuminata di ogni espressione della vita umana, per vincere la piaga dell'aborto e scongiurare ogni forma di legalizzazione dell'eutanasia nell'ampio contesto di servizio alla vita. Auspico altresì che vengano tradotti in adeguati interventi legislativi e principi di libertà e di pluralismo contenuti nella costituzione italiana, anche in riferimento al diritto dei genitori di scegliere il modello educativo ritenuto più adatto per la crescita culturale dei figli. Tutto ciò comporta non solo la garanzia di un effettivo diritto allo studio, ma anche la possibilità di scelta del tipo di scuola preferito, senza discriminazioni e penalizzazioni, come del resto già avviene nella maggior parte dei paesi europei".
"Ho ben presente il non facile momento che l'Italia sta vivendo ed assicuro il mio costante ricordo al Signore per questo Popolo, a me tanto caro". Un'attenzione speciale, il Papa l'ha riservata ad alcune emergenze sociali, prima fra tutte la disoccupazione. "L'amore e la sollecitudine per l'Italia - ha detto - mi spingono a ricordare i gravi problemi che ancora affliggono la nazione, primo fra tutti quello della disoccupazione. Desidero altresì manifestare solidale attenzione ai tanti immigrati, alle vittime di sequestri e di violenze, ai giovani che si interrogano con preoccupazione sul loro futuro. Esprimo al riguardo vivo apprezzamento per quanti nelle istituzioni e nelle molteplici e benemerite forme d volontariato, si adoperano per la soluzione di tali problemi".
Parole di Giovanni Paolo II che ha dato l'impressione di conoscere il dibattito politico di questi giorni, ma indicando un orizzonte più ampia nel tempo e nello spazio per cogliere il secolare rapporto tra Chiesa e Stato per il bene comune del Paese.
Egli ha parlato di "una visita programmata da lungo tempo ed un mese fa ufficialmente annunciata". Anche l'odierna visita, ha detto nel discorso al Presidente della Repubblica, "si pone nel solco di altri fruttuosi incontri e testimonia che la collaborazione tra Chiesa e Stato in Italia può produrre benefici effetti nella vita concreta dei cittadini italiani e delle istituzioni". Il Papa ha indicato nel Giubileo una buona occasione pe confermare e rafforzare "l'operosa concordia tra l'Italia e la Chiesa cattolica". Dopo aver ricordato il Giubileo come "evento soprattutto spirituale", Giovani Paolo II lo ha indicato come "un'occasione di riconciliazione e di conversione".
"Il nostro secolo - ha poi aggiunto - ha conosciuto le tragedie prodotte da ideologie che, combattendo ogni forma di religione, si sono illuse di costruire una società senza Dio o addirittura contro Dio". Da questo ricordo storico, un auspicio: "Possa il prossimo Giubileo offrire a tutti l'opportunità di riflettere sull'urgente responsabilità di costruire un mondo che sia la Casa dell'uomo, di ogni uomo, nel pieno rispetto della vita umana dal suo nascere al suo naturale tramonto. I cristiani hanno al riguardo, la missione di proclamare e testimoniare che Cristo è il centro e il cuore della nuova umanità, protesa a realizzare la civiltà dell'amore".
Papa Wojtyla si è definito vescovo di Roma e primate d'Italia che, "pur venendo da lontano, mi sento pienamente romano e italiano" e ha sottolineato come i suoi legami con l'Italia siano precedenti all'inizio del Pontificato, ai suoi studi ed al Concilio. "Il mio coinvolgimento nella storia dell'Urbe e dell'Italia non rappresenta soltanto un fatto formale: col passare degli anni è cresciuta la mia partecipazione cordiale alla vita di un popolo, nel quale la Provvidenza mi ha introdotto sin dagli anni della giovinezza". E in venti anni di Pontificato "ho partecipato sempre più alle gioie ed alle sofferenze, ai problemi ed alle speranze della nazione Italiana". Il Papa sottolinea poi i legami tra "Roma e la sede di Pietro. Da duemila anni queste due realtà, pur nel succedersi delle persone e delle istituzioni, si incontrano. Alla presenza di Pietro e dei suoi successori - ha puntualizzato Giovanni Paolo II - Roma e la gente d'Italia devono la ricchezza più grande del loro patrimonio spirituale e della loro identità culturale: la fede cristiana".
"Nella nostra diretta responsabilità sono le scelte politiche, l'amministrare la cosa pubblica, il compito di governare e di decidere. La voce della Chiesa che prega è per noi lampada che dà luce e forza, ma non può togliere, né alleggerire, il nostro carico". Questo il passaggio centrale del discorso pronunciato da Oscar Luigi Scalfaro di fronte a Giovanni Paolo II.
Dopo aver ricevuto il saluto delle Personalità del Seguito pontificio, degli ex Presidenti della Repubblica, dei Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri e della Corte Costituzionale, del Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato e dei componenti la Missione straordinaria del Governo italiano, il Santo Padre ed il Capo dello Stato lasciano il Salone dei Corazzieri e raggiungono, con l'ascensore della Serra, il piano terra. Immediatamente prima, nella Sala della Serra, ha luogo il congedo della Signorina Marianna Scalfaro, del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, con la Consorte, e del Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica. Il Sommo Pontefice si accomiata dal Presidente della Repubblica e prende posto nella propria vettura. Nel frattempo, le Personalità del Seguito pontificio vengono accompagnate, scendendo per lo Scalone d'Onore (lato Ufficio per gli Affari Militari), alle Loro vetture, disposte nel Cortile d'Onore.
Il Santo Padre lascia in corteo il Palazzo del Quirinale. Uno squadrone di Corazzieri a cavallo ed un Reparto d'Onore sono schierati nella Piazza del Quirinale. Successivamente, l'ex Presidente della Repubblica, Sen. Prof. Francesco Cossiga ed i Presidenti del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri e della Corte Costituzionale lasciano, a loro volta, il Palazzo del Quirinale (Scalone d'Onore - lato Ufficio per gli Affari Militari). Contemporaneamente, le altre Personalità invitate scendono per lo Scalone d'Onore (lato opposto all'Ufficio per gli Affari Militari).
Il Papa rientra in Vaticano attraverso piazza San Pietro e l'Arco detto delle Campane.
