Il Diario storico
I componenti il Seguito presidenziale lasciano in auto il Palazzo del Quirinale (Palazzina) per recarsi all'Istituto Italo-Latino Americano.(Corteo: vedi allegato)
Il Presidente della Repubblica, unitamente alla Signorina Scalfaro, lascia in auto il Palazzo del Quirinale (Palazzina).(Scorta di Corazzieri, in motocicletta) L'auto presidenziale è seguita da una vettura con a bordo il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica ed il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali.
L'auto presidenziale giunge all'Istituto Italo-Latino Americano (Piazza G. Marconi, 26). Accolti, alla discesa dalla vettura, dal Presidente e dal Segretario Generale dell'IILA, il Presidente della Repubblica e la Signorina Scalfaro fanno ingresso nell'Istituto, dove si trovano ad attenderli il Presidente della Repubblica Orientale dell'Uruguay e la Signora Sanguinetti. Sono presenti i componenti il Seguito uruguayano ed italiano. I due Capi di Stato, unitamente alla Signora Sanguinetti, alla Signorina Scalfaro ed ai rispettivi Seguiti, si recano - attraverso la Sala delle Colonne, dove ricevono il saluto degli Ambasciatori dei Paesi aderenti all'IILA - nella Sala Rotonda, dov'è allestita la Mostra "Giovanni Fattori e l'Uruguay", una ricerca storico-filologica del "narratore" toscano.
Non molti sanno del rapporto tra Giovanni Fattori ( Livorno 1825 - Firenze 1908) e l'Uruguay. É presto detto: la figlia dell'artista, Giulia, sposa il pittore uruguaiano Domingo Laporte, ma questo è soltanto un fatto, sia pure rilevante nella vita di una famiglia. Il rapporto tra il pittore e il lontano paese sud-americano comincia quando Domingo Laporte è uno dei tanti studenti stranieri che approdano a Firenze -allora anche capitale d'Italia- per cogliere dal Rinascimento e dalle Accademie la sintesi del tesoro dell'arte classica. Domingo apprende da Fattori - di cui divide la casa e lo studia la tecnica dell'acquaforte che diffonderà agli studenti d'arte di Montevideo. La mostra ha un punto di riferimento molto importante: il grande dipinto "Governo dei cavalli in una caserma" (in prestito all'Iila per l'intervento della consorte del Presidente Sanguinetti), titolo voluto dallo stesso Giovanni Fattori, realista e concreto per educazione e principio. Ora, con affettuosa ironia un critico osserva che il "governo" dei cavalli - e in genere la loro esistenza, fu la grande passione di Fattori, ma in una regione, come quella toscana, in cui il culto per il nobile quadrupede è stato sempre dichiarato, senza preoccuparsi troppo di "spiegare ai forestieri" che quel culto porta a riti antichissimi, etruschi e greci.
E le opere essenziali presenti nella mostra dell'Istituto Italo-Latino americano - grazie anche alla collaborazione della Galleria nazionale d'Arte Moderna di Palazzo Pitti e della Galleria degli Uffizi di Firenze, della Galleria d'Arte moderna di Roma, del Museo civico di G. Fattori di Livorno - svelano come Fattori insegua più il mito che il realismo, fino a quando non si trova di fronte uomini e donne: a loro non concede nessuna di quelle "astrazioni tecniche", quali un incontro di una linea di fuga con la rotondità di una nuvola di polvere (sollevata dal galoppo dei cavalli).
Ecco infatti i ritratti delle sue tre mogli, rappresentate nelle loro incertezze o nel loro piglio domestico o anche nella loro stanchezza e nell'impietoso avvicinarsi di una precoce vecchiaia, mentre lui, a 69 anni, si concede, in un autoritratto lo sguardo acuto e giovanile. Un breve, ma elegante e documentato catalogo svela tutt i rapporti tra Giovanni fattori e l'Uruguay (edito dal Centro DI).
La mostra è stata presentata dall'Ambasciatore dell'Uruguay in Italia, Julio Cesar Lupinacci e dal Vice-Soprintendente della Galleria nazionale d'arte Moderna, Bruno Mantura.
Indirizzo di saluto del Segretario Generale dell'Istituto, Amb. Bernardino Osio. Visita alla Mostra, illustrata dall'Amb. Osio.
Scalfaro e Sanguinetti inaugurano questa sera anche l'antologica di Ricordo Pascale, pittore e scultore uruguaiano che prima di diventare Presidente di un centro di ricerca artistica, ha trascorso la sua esistenza tra le aule accademiche, per insegnare scienze delle finanze, e, come consulente economico, in diversi organismi internazionali. Ricordo Pascale, "in un paese senza foreste" come l'Uruguay e che quindi non ha potuto sviluppare un artigianato popolare del legno, né la tradizione dell'intaglio, comincia la sua opera sottraendo alla consunzione lenta "reperti lignei" che poi taglia e incastra in disegni di possibili remoti totem, singolari presenze, analogie tra il tempo perduto e quello presente.
Ancora un artista nella giornata del Presidente dell'Uruguay e del Presidente Scalfaro. É Domenico Colantoni invitato al ricevimento di questa sera, in onore di Julio Maria Sanquineti, al quale aveva donato nel 1990, un grande quadro augurale in vista delle nuove elezioni presidenziali. Di Colantoni sono esposte dodici grandi opere nel Palazzo Ducale di Mantova (in ottobre saranno a Palazzo Ruspali, a Roma) nella mostra' 'Georgica 2000''.
I due Capi di Stato, unitamente alla Signora Sanguinetti ed alla Signorina Scalfaro, fanno ritorno nell'Ingresso d'Onore, dove il Presidente della Repubblica e la Signorina Scalfaro si congedano dal Presidente della Repubblica Orientale dell'Uruguay e dalla Signora Sanguinetti e lasciano quindi in auto l'Istituto Italo-Latino Americano per fare rientro al Palazzo del Quirinale. L'auto presidenziale è seguita da una vettura con a bordo il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica ed il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali. Subito dopo, i componenti il Seguito presidenziale lasciano a loro volta l'IILA per fare ritorno al Palazzo del Quirinale.(Corteo: vedi allegato)
Il Capo dello Stato giunge al Palazzo del Quirinale.
