Il Diario storico
Visita di Stato del Presidente della Repubblica argentina, S.E. il Signor Carlos Menem (5-8 ottobre 1992). Intervento del Presidente della Repubblica Argentina e del Presidente della Repubblica all'inaugurazione del ciclo "I Grandi della Lirica in Concerto" con il recital di Josè Carreras e Leo Nucci
Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, con la Consorte, e gli altri collaboratori del Presidente della Repubblica invitati al recital giungono al Teatro dell'Opera e si recano direttamente nei palchi Loro assegnati.
Il Presidente della Repubblica, accompagnato dalla Signorina Scalfaro e dal Capo del Cerimoniale della Presidenza della Repubblica, si reca nella Sala del Brustolon, dove ha luogo l'incontro con il Presidente della Repubblica Argentina e la Signorina Menem. Sono presenti il Ministro degli Affari Esteri argentino, con la Consorte, il Capo del Cerimoniale della Repubblica Argentina ed il Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica.
I due Capi di Stato scendono per lo Scalone d'Onore (lato Ufficio per gli affari militari) e lasciano quindi in auto il Palazzo del Quirinale (corteo: vedi allegato).
Allegato: corteo
vettura del cerimoniale
Capo del Protocollo Argentino, Amb. QUARONI, Dott. GORI;
Vettura presidenziale (scortata da Carabinieri Guardie della Repubblica, in motocicletta)
Presidente della Repubblica Argentina, Presidente della Repubblica italiana;
Vettura "A"
Signorina MENEM, Signorina SCALFARO;
Vettura "B"
Ministro degli Affari Esteri argentino, Signora DI TELLA.
Il corteo presidenziale giunge al Teatro dell'Opera (ingresso presidenziale di Via Firenze). Discesi dalla vettura, i due Capi di Stato vengono accolti dal Sovrintendente, Giampaolo Cresci, e dal Segretario generale del Teatro dell'Opera. Dopo aver incontrato nel foyer le Personalità destinate a prendere posto nel palco presidenziale e la Signora Carraro, i due Capi di Stato raggiungono le poltrone Loro riservate.
In platea divi dello spettacolo come Alberto Sordi, Giuliano Gemma, Sidney Rome e Giulietta Masina.
Ha inizio il recital di José Carreras e Leo Nucci, che hanno eseguito famose arie italiane e spagnole.
José Carreras, che è tornato a esibirsi davanti al pubblico romano dopo il trionfale recital nella scorsa stagione, ha cantato con la classe che gli è propria brani di Alberto Ginastera, Carlo Guastavino, Manuel De Falla, Tata Nacho. Nucci, reduce da belle esibizioni sul palcoscenico della capitale in "Rigoletto" e "Pagliacci", ha invece puntato con stile dolcissimo su motivi molto popolari di De Curtis, Gastaldon, Bixio-Cherubini, Di Capua e Leoncavallo.
Il programma che è stato accompagnato al piano con squisito garbo da Lorenzo Bavaj, alla fine è stato completato da un brano a due voci, la composizione "Caminito" di Juan De Dios Filiberto che malinconicamente parla di Buenos Aires, del quartiere degli immigrati italiani.
Completamente a suo agio nel repertorio scelto, Carreras, l'antidivo per eccellenza, la voce sottile ma che non rinuncia ancora oggi ai preziosismi dei colori dinamici, infiammato di entusiasmi del pubblico con "El pano Moreno" di Manuel de Falla, "La rosa y el sauce"di Carlos Gastavino. Un po' troppo legato al melodramma ottocentesco Leo Nucci per interpretare con sufficiente naturalezza "O sole mio" di Edoardo di Capua o "Mattinata" di Ruggero Leoncavallo. Il duetto per "Caminito" di Juan De Dios Filiberto è stato il momento di gloria per entrambi i cantanti. Carreras in linea con la serata ha salutato gli applausi con l'intramontabile "Granada", mentre Nucci ha eseguito l'area di Riccardo "Ah, per sempre" dei "Puritani" di Bellini, dove tutte le sue doti drammatiche hanno finalmente brillato di luce piena.
Grande applausi alla fine, con richieste di bis del foltissimo pubblico in cui si notavano numerosi gli spagnoli e gli argentini.
Terminato il recital, i due Capi di Stato si recano nel foyer presidenziale, dove ha luogo l'incontro con gli artisti.
Il Presidente della Repubblica e la Signorina Scalfaro si congedano dalle Personalità presenti e lasciano in auto il Teatro dell'Opera, per fare ritorno al Palazzo, del Quirinale. Subito dopo, il Presidente della Repubblica Argentina e la Signorina Menem lasciano a Loro volta in auto il Teatro dell'Opera per recarsi in un ristorante cittadino.
