Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 70.780 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 570 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 217.442 immagini; 25.111 immagini che documentano la storia d'Italia dalla Monarchia alla Repubblica; 2.196 audiovisivi; 12.519 complessi archivistici; 6.083 discorsi e interventi; 5.325 atti firmati; 55.759 Provvedimenti di grazia; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 59.402 comunicati dalle presidenze Gronchi a Scalfaro; 272 volumi in Materiali e pubblicazioni per un totale di 48.103 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 516 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 1.379.618 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 30 luglio 2021)

Il Diario storico

 

mercoledì
14 gennaio 1953

Cerimonia della imposizione della berretta cardinalizia da parte del Presidente della Repubblica al Nunzio apostolico in Italia S.E. Rev.ma Monsignor Bongoncini Duca elevato alla Sacra Porpora nel Concistoro segreto del 12 gennaio 1953

La cerimonia si svolge nel grande salone del Palazzo.
Lungo la parete di fondo del salone stesso sono collocate sette poltrone per il Presidente della Repubblica, che siederà al centro e che avrà alla Sua destra S.M. Rev.ma il Cardinale Micara, Vicario Generale di Sua Santità, l'On. De Gasperi Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari Esteri e l'On. Piccioni Vice Presidente del Consiglio dei ministri e alla Sua sinistra l'On. Paratore Presidente del Senato, l'On. Martino Vice Presidente della Camera e Monsignor Beccaria Cappellano Maggiore Ordinario Palatino.
Tutto intorno al salone, in più file, sono disposte ad ellissi seggiole dorate, in modo armonioso e tale da consentire agli invitati di tutte le file la migliore visibilità.
Alla destra del Presidente è un primo settore di otto seggiole nelle quali prenderanno posto: la Signora Einaudi, la Signora Paratore, la Signora De Gasperi, la signora Luisa Einaudi, la Signora Scammacca, la Signora Carbone, la Signora Marazzani e la Signora D'Aroma.
Successivamente sono collocate altre sei seggiole nelle quali siederanno l'Ablegato Pontificio, la Guardia Nobile, il Segretario di Nunziatura, il Segretario Particolare del Nunzio e il Segretario Particolare del Cardinale Vicario.
Subito dopo, sulla destra, ha inizio il settore destinato ai Capi delle Missioni Diplomatiche e alle loro Consorti, settore che prende tutta la parete di destra e prosegue con altro settore centrale di fondo.
Alla sinistra del Presidente si ha un primo settore di dieci seggiole destinate ai Sottosegretari di Stato e le loro Consorti: On.li Andreotti e Martino, Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri, On. Bubbio Sottosegretario all'Interno, On. Dominedò Sottosegretario agli Affari esteri e On. Tosato Sottosegretario alla Grazia e Giustizia.
Si ha quindi un altro settore di nove seggiole nelle quali siederanno S.E. Rev.ma Monsignor Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare, i sette Canonici del Pantheon e il Parroco di S. Vitale.
Ha inizio poi il settore riservato alle Alte Cariche dello Stato, al termine del quale l'ellissi si ricongiunge con il settore di fondo destinato al Corpo Diplomatico.
Tutto il personale di servizio è in tenuta di gala. Lungo lo scalone d'onore e i saloni di passaggio prestano servizio corazzieri in grande uniforme.
Nel salone corazzieri è schierato un plotone di carabinieri guardie al comando di un ufficiale che renderà gli onori al passaggio degli Eminentissimi Porporati.
Primi a giungere al Palazzo sono i membri del Corpo Diplomatico che, entrati dal portone principale, discendono dalle loro automobili ai piedi della rampa esterna dello scalone d'onore (lato cancello giardino) mentre le vetture proseguono attraverso il giardino fino al cortile dalle scuderie donde, a cerimonia ultimata, verranno chiamate a mezzo di altoparlante.
I membri del Corpo Diplomatico vengono ricevuti nel salone dei corazzieri da funzionari del Ministero degli Affari Esteri che li accompagnano ai posti loro destinati.
Alle ore 10,30 il Corpo Diplomatico al completo (tranne i rappresentanti dei Paesi oltre cortina e della Jugoslavia) è nella sala.
Alle ore 10,45 anche i Sottosegretari e le altre autorità invitate (vedi elenco allegato) hanno già preso posto nella sala.
Alla ore 10,30 giungono alla Vetrata l'On. Paratore Presidente del Senato con la Consorte, l'On. De Gasperi Presidente del Consiglio dei ministri con la Consorte, l'On. Piccioni Vice Presidente del Consiglio dei ministri e l'On. Martino Vice Presidente della Camera.
Le suddette autorità vengono ricevute alla Vetrata dal Dott. D'Aroma, dal Prefetto Chiaramonte e dal Maggiore Baracchini, che le accompagnano fino all'ascensore e quindi giungono nella sala degli Specchi dove attendono l'arrivo del Presidente della Repubblica e della Signora Einaudi.
Nella sala degli Specchi si trovano anche le Signore Carbone, Marazzani e D'Aroma, il Ministro Mosca, il prof. Casorati e il Capitano Tassoni, Comandante lo Squadrone Carabinieri Guardie.
Alle ore 10,45, accompagnati dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica Consigliere di Stato Carbone, giungono in automobile (attraverso i giardini) alla Vetrata il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi con la nuora Signora Luisa. A riceverLi alla Vetrata si trova il Generale Marazzani che, con l'ascensore, Li accompagna nel salone degli Specchi dove vengono ossequiati dalle personalità presenti.
Alle ore 10,50 giunge in Palazzo S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Micara Vicario Generale di Sua Santità, la cui macchina è scortata da carabinieri motociclisti.
Nel cortile una compagnia di carabinieri con bandiera e musica rende gli onori con tre squilli di tromba e le prime battute dell'Inno Nazionale e di quello Pontificio. La macchina dell'Em.mo Cardinale sfila lentamente davanti alla compagnia e quindi, girando sulla destra, va a fermarsi davanti al porticato - lato Ufficio del Consigliere Militare.
A ricevere l'Em.mo Cardinale, che è accompagnato dal suo Segretario Particolare Monsignor De Marchi, sono il Prefetto Varino e il Dott. D'Arienzo.
Accompagnato dai due funzionari e scortato da due staffieri che recano doppieri con candele accese, il Cardinale sale lo scalone d'onore, e attraverso la sala corazzieri, dove il plotone Gli rende gli onori militari e la galleria, raggiunge il grande salone.
Non appena Sua Eminenza è giunto davanti al posto a Lui destinato, fa ingresso nel salone il Presidente della Repubblica accompagnato dalle Autorità che si trovavano con Lui nella sala degli Specchi.
Tutti gli invitati si alzano in piedi mentre il Capo dello Stato e il Cardinale si salutano affabilmente.
Il Presidente invita quindi il Cardinale a sedere alla Sua destra mentre le altre Autorità si seggono nell'ordine sopra descritto.
Pochi minuti prima del Capo dello Stato aveva fatto ingresso nel salone la Signora Einaudi insieme alla nuora e alle Signore Paratore, De Gasperi, Scammacca, Marazzani e D'Aroma, prendendo posto nelle poltroncine del settore sopra indicato.
Dietro le poltrone del Presidente e delle Alte Cariche si dispongono in piedi il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Consigliere di Stato Carbone, il Consigliere Militare Generale Marazzani, il Ministro Mosca, il Dott. D'Aroma, il Prefetto Chiaramonte e il Prof. Casorati.
Alle ore 11,10, dal portone principale, entra in Palazzo il corteo dalla macchine del Nunzio Pontificio S. Em.za Rev.ma il Signor Cardinale Borgongini Duca.
Il corteo, che è scortato da carabinieri motociclisti, è composto di tre automobili Fiat 2800 della Presidenza della Repubblica: nella prima macchina sono Monsignor Prigione Segretario di Nunziatura e il Segretario Particolare del Nunzio, nella seconda l'Ablegato Apostolico Monsignor Cagna e la Guardia Nobile Conte Cantuti Castelvetri, nella terza infine, sulla quale è issato il guidoncino pontificio, è il neo Cardinale con il Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica Ambasciatore Scammacca.
La compagnia di carabinieri schierata nel cortile presenta le armi al suono di tre squilli di tromba e delle prime battute degli inni nazionale e pontificio.
Le macchine sfilano lentamente davanti alla compagnia e facendo poi una conversione a destra vanno a fermarsi davanti all'ingresso dello scalone d'onore di fronte all'Ufficio del Consigliere Militare.
A ricevere l'Eminentissimo Cardinale sotto il porticato si trovano il Ministro Cippico Vice Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, il Dott. Piccolomini, i Consiglieri Militari Aggiunti: Colonnello Valentini, Comandante Febbraro e Maggiore Rocca nonché due Cappellani Palatini.
Non appena disceso di macchina, il Nunzio viene accompagnato dall'Ambasciatore Scammacca fino al centro del cortile dove sosta fino a che le ultime note dell'inno pontificio non si sono spente e quindi, dopo aver salutato con un cenno della testa la bandiera, torna sotto il porticato dove riceve il saluto e l'omaggio delle persone che Lo attendevano.
Si forma quindi il corteo che è cosi composto: due commessi di anticamera in livrea di gala con collare, i due Consiglieri Militari Aggiunti Comandante Febbraro e Maggiore Rocca, i due Cappellani Palatini, l'Ablegato Pontificio che ha alla sua sinistra il Ministro Cippico, il Nunzio Apostolico che ha alla sua sinistra l'Ambasciatore Scammacca ed è preceduto immediatamente da due uscieri di anticamera in marsina rossa che recano ognuno un doppiere con candele accese, la Guardia Nobile che ha alla sua sinistra il Colonnello Valentini, il Segretario di Nunziatura e il Segretario Particolare del Nunzio accompagnati dal Dott. Piccolomini.
Nel salone dei corazzieri il Nunzio è ricevuto dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica Consigliere di Stato Carbone mentre il plotone dei corazzieri rende gli onori militari. Il Consigliere di Stato Carbone accompagna quindi il Nunzio attraverso la sala rossa, nella prima sala stucchi, sistemata a sala di attesa.
Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica e il Capo del Cerimoniale Diplomatico lasciano quindi la sala di attesa e raggiungono il grande salone dove l'Ambasciatore Scammacca, rivolgendosi al Presidente della Repubblica. Gli annunzia ad alta voce l'arrivo dal neo Cardinale e Gli chiede di poter introdurre l'Ablegato Pontificio Monsignor Cagna. Avutone, con cenno della testa, il consenso, introduce nel salone l'Ablegato Pontificio e lo presenta al Capo dello Stato.
L'Ablegato porge al Presidente il proprio biglietto di nomina e pronuncia la seguente allocuzione di circostanza:
"Signor Presidente della Repubblica,
"E' per me un singolare privilegio ed un altissimo onore rimettere nelle mani dell'Eccellenza Vostra il Breve Pontificio col quale il Santo Padre si è degnato accreditarmi presso la di Lei persona in qualità di Ablegato Apostolico con l'incarico di presentarLe la berretta cardinalizia che Vostra Eccellenza avrà la compiacenza di imporre a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Francesco Borgoncini Duca, già Nunzio Apostolico in Italia. E' così la prima volta che lo Stato italiano prende parte ad uno dei più solenni riti dell'organizzazione gerarchica della Chiesa Cattolica, e vi partecipa nella persona dell'Eccellenza Vostra, di cui sono apprezzati i grandi valori intellettuali e morali.
"Davvero singolare privilegio è il mio, sia per l'altissima autorità delle persone alle quali sono chiamato a rendere questo servizio, sia per la natura dell'atto che associa la suprema autorità della Repubblica Italiana al riconoscimento del Santo Padre per i meriti acquistati dall'Eminentissimo Cardinale Borgongini Duca nelle così complesse vicende della vita italiana di questi ultimi anni.
"Ed altresì mi allieta l'essere presente a questa solenne cerimonia in onore del mio immediato Superiore, di cui per quattro anni ho potuto apprezzare le eminenti qualità, da lui completamente poste al servizio della Chiesa per il bene dell'Italia durante la sua lunga Missione.
" Mi permetta, Signor Presidente, di manifestare la più profonda e commossa gratitudine per l'onore ed il privilegio accordatomi dal Santo Padre e di esprimere in pari tempo i miei più ardenti voti per la prosperità personale dell'Eccellenza Vostra e di tutto il popolo italiano".
Il Presidente così risponde:
"Monsignor Ablegato,
"non senza compiacimento accolgo dalla Sue mani il Breve Pontificio, con il quale Sua Santità il Papa Pio XII si è benignato di accreditare Vostra Signoria Reverendissima presso la mia persona in qualità di Ablegato Apostolico, incaricato di farmi tenere la Berretta Cardinalizia da imporre a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Francesco Borgongini Duca, già Nunzio Apostolico.
"Il mio compiacimento deriva non soltanto dalla circostanza da Lei così opportunamente rilevata, che per la prima volta lo Stato italiano prende intima parte ad un rito siffatto (il che attesta delle felici relazioni esistenti tra l'Italia e la santa Sede), ma anche perché la cerimonia ala quale ci apprestiamo ha per oggetto persona che, per avere attraverso lunghi anni retto la Nunziatura Apostolica, ha acquistato verso l'Italia innumerevoli ed insigni meriti, dei quali il Paese non può non serbargli riconoscenza.
"Ella vorrà, come La prego, farsi eco presso Sua Santità il Sommo Pontefice della mia profonda soddisfazione e, frattanto, accolga, Monsignor Ablegato, l'assicurazione del mio più grato apprezzamento per i voti augurali che Le è piaciuto rivolgere al popolo Italiano ed a me personalmente, voti che di "vero cuore ricambio".
Subito dopo entra nel salone il Vice Capo del Cerimoniale Diplomatico che accompagna la Guardia Nobile a il Segretario della Nunziatura. La Guardia Nobile reca su di un vassoio d'argento, che deposita su un piccolo tavolo ricoperto di velluto rosso, posto di fronte al Capo dello Stato, lo zucchetto e la berretta cardinalizia.
Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica e il Capo del Cerimoniale Diplomatico escono quindi dal salone, accompagnati dall'Ablegato e dalla Guardia nobile e si recano nella sala di attesa a rilevare il Nunzio e Lo conducono nel salone alla presenza del Capo dello Stato.
Il corteo è composto nella stessa formazione dell'arrivo dal Nunzio in Palazzo.
A questo punto della cerimonia l'Ablegato si avanza verso il Nunzio e legge il Breve con cui il Santo Padre delega il Presidente della Repubblica Italiana ad imporre la Berretta Cardinalizia al Nunzio e quindi consegna il Breve stesso al neo Cardinale.
Il Nunzio Apostolico, che è rimasto in piedi dinanzi al Presidente della Repubblica, terminata la lettura del Breve, si inchina leggermente appoggiandosi alla poltrona a Lui riservata di fronte al Capo dello Stato.
Il Presidente della Repubblica Gli impone lo Zucchetto e la Berretta Cardinalizia.
Il Nunzio si toglie quindi la Berretta e saluta con un inchino il Presidente della Repubblica. Si ritira poi, accompagnato dal Vice Capo del Cerimoniale Diplomatico e dal Segretario della Nunziatura, nella sala di attesa per rivestire gli abiti cardinalizi.
Nel frattempo l'Ablegato, la Guardia Nobile, il Segretario della Nunziatura e il Segretario Particolare sono andati a sistemarsi nei posti loro destinati (come sopra descritto); il Prefetto Varino e il Dott. D'Arienzo si collocano in piedi dietro di loro; il Dott. Piccolomini e i Consiglieri Militari Aggiunti, dietro le poltrone del Vice Presidente della Camera e dell'Ordinario Palatino.
Dopo pochi minuti il neo Cardinale ritorna nel salone, ricevuto sulla soglia dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica e dal Capo del Cerimoniale Diplomatico, rivestito degli abiti cardinalizi e, sul petto, l'insegna di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica che il giorno prima il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, accompagnato dal Capo del Cerimoniale Diplomatico e dall'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Gli aveva recata personalmente alla Nunziatura.
Il neo Cardinale, portatosi di fronte al Presidente della Repubblica e toltosi di capo il Cappello rosso, pronuncia il seguente indirizzo:
"Signor Presidente della Repubblica,
"in questo solenne momento consenta che io Le esterni i sentimenti di profonda e commossa gratitudine per la benignità con la quale Vostra Eccellenza, per mandato di Sua Santità Pio XII, Supremo pastore e mio Sovrano, ha voluto iniziare la mia investitura alla dignità cardinalizia.
"Il Sommo Pontefice, nell'accordare tale privilegio, ha certamente voluto significare la Sua paterna benevolenza per la Nazione Italiana. Ed è per me grandissimo onore di essere il primo Nunzio Apostolico in Italia chiamato a ricevere la Berretta Cardinalizia dalle mani del Capo dello Stato.
"Tale onore, pertanto, più che alla mia persona, va all'Augusto Capo della Chiesa e vuole altresì ricordare la fausta data del 7 giugno 1929, che con la ratifica dei Patti Lateranensi, tra l'esultanza di tutto il popolo italiano, consacrò la riconciliazione tra la Chiesa e lo Stato e diede inizio ai rapporti diplomatici tra le due alte parti con la mia nomina a Nunzio Apostolico.
"Questa cerimonia, avvalorata dalla presenza di tante insigni personalità italiane e degli illustri membri del Corpo Diplomatico, signori Ambasciatori, Ministri ed Incaricati d'Affari, sia auspicio di concordia nelle relazioni dei popoli e di pace.
"Accolga l'Altissimo Iddio le mie umili e fervide preghiere e faccia discendere sull'Eccellenza Vostra, su tutti i Suoi degni collaboratori, sui miei Eccellentissimi colleghi e soprattutto sulla cara e nobile nazione italiana l'abbondanza della Sua benedizione".
Il Capo dello Stato così risponde:
"Eminenza,
"reputo anch'io segnalato evento questa cerimonia, nella quale per la prima volta è stato dato al Capo dello Stato Italiano di iniziare l'investitura del Nunzio Apostolico alla dignità cardinalizia.
"E, mentre intimamente mi compiaccio che tale privilegio sia stato riservato alla mia persona, sono sicuro che il Paese tutto - penetrando il significato del solenne rito - condividerà la mia gioia per la testimonianza, che viene qui oggi resa, delle felici relazioni esistenti fra l'Italia e la Santa Sede e ancor più della filiale devozione con cui la nazione italiana corrisponde alla paterna benevolenza in ogni tempo prodigatale da Sua Santità.
"Tengo poi ad assicurare Vostra Eminenza Reverendissima che a Lei mi associo nel richiamo a quei Patti Lateranensi i quali, per avere or sono ventiquattro anni consacrata la riconciliazione fra Chiesa e lo Stato, costituiscono dell'odierna cerimonia fondamentale premessa, e che a lieti auspici anche me conforta il vedere qui intorno, gratulanti a Vostra Eminenza Reverendissima e certo accomunati da una unica sollecitudine per il pacifico avvenire dei popoli, tante illustri personalità e così folto stuolo di rappresentanze diplomatiche.
"Con il pensiero elevato a Sua Santità il Papa Pio XII, Cui piacque affidarmi il mandato che ho testé assolto imponendo a Vostra Eminenza Reverendissima la Berretta Cardinalizia, rendo grazie per i voti con i quali l'Eminenza Vostra ha voluto riaffermare -a conclusione del Suo nobile indirizzo- gli amichevoli sentimenti che per lungo volgere di anni hanno inspirato la Sua attività di Nunzio Apostolico.
"E a un tempo La prego, Eminenza Reverendissima, di compiacersi accogliere, insieme con le mie felicitazioni più vive, il mio fervido augurio di ancor lunghi anni sereni e ricolmi di ogni più desiderata soddisfazione".
Terminati i discorsi il Capo dello Stato invita l'Eminentissimo Cardinale a sedersi di fronte a Lui tenendo in capo la berretta mentre anche tutti gli invitati, che al giungere del Porporato si erano levati in piedi, si rimettono a sedere.
Dopo pochi minuti il Presidente della Repubblica e il neo Cardinale si alzano in piedi e si forma il corteo per recarsi nella Cappella Paolina.
Il corteo, che è aperto da un usciere di anticamera e da due staffieri, è così composto:
-due ufficiali dei Corazzieri
-due Consiglieri Militari Aggiunti (Magg. Rocca e Comandante Febbraro)
-Canonici del Pantheon
-Ordinario Militare e Ordinarlo Palatino
-Segretario di Nunziatura e Segretario dell'Ablegato
-Guardia Nobile e Ablegato
- Il Presidente della Repubblica che ha alla Sua destra il Cardinale Vicario e alla Sua sinistra il Cardinale Borgongini Duca
-La Signora Einaudi con la Nuora e le Signore Paratore, De Gasperi, Scammacca, Carbone, Marazzani e D'Aroma
-Il Corpo Diplomatico
-I Sottosegretari di Stato con le rispettive Consorti
-Seguono gli altri invitati.
Giunti al termine della Galleria, il Presidente della Repubblica, i due Cardinali, il Presidente del Senato, il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio dei ministri, il Vice Presidente della Camera, la Signora Einaudi e le altre Signore si soffermano per qualche minuto nella anticamera delle sale stucchi, mentre gli altri invitati si recano direttamente a prendere posto nella Cappella.
Fanno quindi anch'essi ingresso nella Cappella: il Presidente della Repubblica prende posto nell'inginocchiatoio centrale avendo alla Sua destra l'On. Paratore Presidente del Senato e l'On. Piccioni Vice Presidente del Consiglio e alla Sua sinistra l'On. De Gasperi Presidente del Consiglio e l'On. Martino Vice Presidente della Camera.
I due Cardinali prendono posto sul ripiano dell'Altare in "cornu evangeli" in due inginocchiatoi di damasco rosso; l'Ordinario Militare Monsignor Ferrero di Cavallerleone e i Canonici del Pantheon occupano altri inginocchiatoi in "cornu epistolae".
Sempre in "cornu epistolae", più vicini all'Altare, sono i Cappellani Palatini.
Nell'inginocchiatoio a sinistra del Capo dello Stato sono i Sottosegretari di Stato con le rispettive Consorti; in quello a destra prendono posto la Signora Einaudi, la Nuora e le Signore Paratore, De Gasperi, Scammacca, Carbone, Marazzani e D'Aroma.
Nelle panche più indietro, in "cornu evangeli", prende posto il Corpo Diplomatico; in quelle in "cornu epistolae", gli altri invitati.
Un Cappellano Palatino recita le preghiere per il Sommo Pontefice, per la Repubblica e per il suo Presidente, mentre il coro della Cappella Giulia, diretto dal Maestro Antonelli e accompagnato dal quartetto della Accademia di Santa Cecilia, intona canti liturgici.
Alle ore 12,30, terminata la Sacra Funzione, il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi lasciano la Cappella Paolina a si ritirano nel secondo appartamento imperiale per attendere l'ora della colazione che il Capo dello Stato offre in onore del neo Cardinale.
Sua Eminenza il Cardinale Borgongini Duca si sofferma sulla porta d'ingresso della Cappella dove saluta e ringrazia tutti gli intervenuti alla cerimonia i quali lasciano il Palazzo.
Successivamente, in attesa della colazione, il Cardinale Borgongini Duca si ritira nel primo appartamento imperiale e il Cardinale Micara nel terzo, mentre gli invitati alla colazione (di cui all'accluso elenco) passano nella sala degli arazzi dove attendono l'arrivo del Presidente della Repubblica e della Signora Einaudi nonché degli Eminentissimi Cardinali.
Alle ore 13,00 il Capo del Cerimoniale Diplomatico e il Ministro Mosca si recano a rilevare nei loro appartamenti i due Porporati e Li conducono nella sala degli arazzi dove si incontrano con gli invitati.
Subito dopo, accompagnati dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica Consigliere di Stato Carbone, giungono nella sala stessa il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi e vengono serviti gli aperitivi.
Alle ore 13,10 il Capo dei Servizi di Tavola annuncia che la colazione è servita; il Capo dello Stato, la Signora Einaudi e i due Cardinali, seguiti dagli altri convitati, passano nell'attigua sala da pranzo (sala delle bestie).
Dopo la colazione il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi, i Cardinali e gli altri convitati fanno ritorno nella sala degli arazzi dove vengono serviti il caffè e i liquori.
Alle ore 14,30 Sua Eminenza il Cardinale Micara prende per primo congedo dal Capo dello Stato e, accompagnato dal Prefetto Varino e dal Dott. D'Arienzo, attraverso i saloni e lo scalone d'onore, lascia il Palazzo del Quirinale dopo aver ricevuto gli onori militari della compagnia schierata nel cortile.
Subito dopo anche Sua Eminenza il Cardinale Borgongini Duca prende congedo dal Presidente della Repubblica e, accompagnato dall'Ambasciatore Scammacca e dallo stesso corteo che Lo aveva ricevuto all'arrivo, ritorna per brevi istanti nel primo appartamento imperiale e quindi discende lo scalone d'onore.
Nel cortile la compagnia d'onore presenta le armi e la musica intona le prime battute dell'inno nazionale e di quello pontificio.
Il Porporato, accompagnato dall'Ambasciatore Scammacca e seguito dalla Guardia Nobile e dal Segretario di Nunziatura, si avvicina alla bandiera che saluta e, benedicendo, passa in rassegna la compagnia. Ritorna quindi all'automobile e lascia il Palazzo insieme alle stesse personalità che Lo avevano accompagnato all'arrivo.
Anche gli altri Invitati, dopo aver ossequiato il Presidente della Repubblica e la Consorte, lasciano il Quirinale.
ELENCO DEGLI INTERVENUTI ALLA CERIMONIA
S.Em. Rev.ma il signor Cardinale MICARA, Vicario Generale di S.S.; On. PARATORE, Presidente del Senato e Consorte; On. DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari Esteri e Consorte; On. PICCIONI, Vice Presidente del Consiglio dei ministri; On. MARTINO, Vice Presidente della Camera; On. ANDREOTTI, Sottosegretario Presidenza Consiglio Ministri e Consorte; On. DOMINEDO', Sottosegretario Affari Esteri e Consorte; On. BUBBIO, Sottosegretario Interno e Consorte; On. TOSATO, Sottosegretario Grazia e Giustizia e Consorte; Sen. AZARA, Primo Presidente Corte Cassazione; On. PETRILLI, Presidente Consiglio di Stato e Consorte; Dott. MACALUSO, Avvocato Generale presso Corte di cassazione ff. Procuratore Generale di detta Corte; Avv. ORTONA, Presidente Corte dei conti e Consorte; On. SCOCA, Avvocato Generale dello Stato e Consorte; Gen. di C. d'A. MARRAS, Capo di Stato Maggiore Difesa e Consorte; Ambasciatore ZOPPI, Segretario generale Mistero Affari Esteri; Ambasciatore DIANA, Cancelliere dell'Ordine al Merito della Repubblica e Consorte; Dott. MAMELI, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede e Consorte; Prof. Ing. REBECCHINI, Sindaco di Roma e Consorte; Ministro Plenipot. DEL BALZO DI PRESENZANO, Direttore generale Affari Politici al Ministero Affari Esteri e Consorte; Ministro Plenip. COPPINI, Direttore generale del Personale al Ministero Affari Esteri e Consorte; Dott. CARDAMONE, Direttore generale dei Culti e Consorte; Dott. NOTARIANNI, Direttore generale del Fondo per il Culto e Consorte; Dott. BARTOLOTTA, Capo Gabinetto Presidenza del Consiglio e Consorte; Ministro Plenip. SCOLA CAMERINI, Capo Gabinetto Ministro Affari Esteri; Dott. LAMPIS, Capo Gabinetto Ministro Grazia e Giustizia e Consorte; Dott. CANALI, Capo Segreteria Particolare del Ministro Affari Esteri; Mons. BECCARIA, Cappellano Maggiore Ordinario Palatino; Mons. FERRERO DI CAVALLERLEONE, Ordinario Militare; Mons. HAVER, Canonico del Pantheon; Mons. GRANO, Canonico del Pantheon; Mons. BARTOCCETTI, Canonico del Pantheon; Mons. GRECO, Canonico del Pantheon; Mons. CAPOFERRI, Canonico del Pantheon; Mons. PENITENTI, Canonico del Pantheon; Mons. FALZACAPPA, Canonico del Pantheon; Mons. DE MARCHI, Segretario Particolare del Cardinale Micara; Mons. LANNUTI, Parroco di S. Vitale; Prof. GALEAZZI LISI, Archiatra Pontificio; Sig. NEIL MAC EACHARN; Avv. Antonio CAPPELLETTO; Marchesa Lola DORIA.
ELENCO DEGLI INVITATI ALLA COLAZIONE
S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale MICARA, Vicario Generale di Sua Santità; S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale BORGONGINI DUCA; On. PARATORE, Presidente del Senato e Consorte; On. DE GASPERI, Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro Affari Esteri e Consorte; On. PICCIONI, Vice Presidente del Consiglio dei ministri; On. MARTINO, Vice Presidente della Camera; Signora Luisa EINAUDI; Ambasciatore MAMELI e Consorte; Ambasciatore SCAMMACCA e Consorte; Consigliere di Stato CARBONE e Consorte; Generale MARAZZANI e Consorte; Ministro MOSCA; Mons. CAGNA, Ablegato Pontificio; Conte CANTUTI CASTELVETRI, Guardia Nobile; Mons. FERRERO DI CAVALLERLEONE, Ordinario Militare; Mons. PRIGIONE, Segretario della Nunziatura; Mons. RUDEZ, Segretario Particolare del Cardinale BORGONGINI DUCA; Mons. DE MARCHI, Segretario Particolare del Cardinale MICARA; Dott. D'AROMA e Consorte.