Il Diario storico
Alle ore 9,30 il treno presidenziale giunge alla stazione di Mantova.
Il Presidente della Repubblica, disceso dal treno, viene ricevuto dal Generale Consoli Comandante Militare del Territorio. Insieme a lui e al Consigliere Militare Generale Marazzani, il Capo dello Stato passa in rassegna la compagnia d'onore con musica e bandiera schierata sotto la pensilina della stazione.
Al termine dello schieramento il Presidente della Repubblica viene ricevuto dal Senatore Alberti Vice Presidente del Senato, da una delegazione della Camera dei deputati composta dall'On. Leone Vice Presidente e dagli On.li Dugoni e Merloni, dall'On. Segni Ministro della Pubblica Istruzione, dall'On. Avanzini Sottosegretario al Tesoro, dal Prefetto, dal Sindaco di Mantova e dal Presidente della Giunta Provinciale.
Dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle predette autorità, il Capo dello Stato, prende posto in una automobile Fiat 2800 per raggiungere la Valletta di Belfiore dove avrà luogo la cerimonia commemorativa dei Martiri.
L'automobile presidenziale, nella quale oltre il Capo dello Stato prendono posto il Sindaco di Mantova, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Consigliere di Stato Carbone e il Consigliere Militare Generale Marazzani, è preceduta da due automobili di servizio: la prima con il Questore e il Comandante dei Carabinieri e la seconda con l'Ispettore Generale di P. S. Dott. Chiaramonte, il Dott. Piccolomini e il Consigliere Militare Aggiunto Comandante Del Bene.
Seguono altre tre macchine: la prima con il Sen. Alberti, l'On. Leone e gli On.li Merloni e Dugoni, la seconda con il Ministro Segni, l'On. Avanzini e il Prefetto di Mantova e la terza con il Comandante Militare del Territorio e il Presidente della Giunta Provinciale.
Alle ore 10,00 il Capo dello Stato giunge alla Valletta di Belfiore e mentre i reparti schierati rendono gli onori militari, Gli si fanno incontro il Vescovo di Mantova, i parlamentari intervenuti e le principali autorità cittadine.
Salito nella apposita tribuna quindi il Presidente della Repubblica prende posto nella poltrona centrale della prima fila avendo alla Sua destra il Sen. Alberti, il Ministro Segni e il Vescovo e alla Sua sinistra l'On. Leone, il Sindaco di Mantova e il Presidente della Giunta Provinciale.
Di fronte all'ara sono i gonfaloni di Mantova, di Roma e di Venezia, Treviso e Modena.
La Signora Einaudi, la quale alla stazione era stata ricevuta dalla Consorte del Prefetto, dalla Signora Avanzini Consorte del Sottosegretario al Tesoro e dalla Consorte dell'On. Dugoni, giunge sulla tribuna pochi istanti dopo, accompagnata dalle predette Signore, dalla Signora Marazzani e dal Dott. D'Aroma, e prende posto con essi in un apposito settore a destra del Capo dallo Stato. Nel settore di sinistra prendono posto i congiunti dei Martiri e i sindaci dei Comuni che dettero
loro i natali.
Dopo un breve saluto che il Sindaco rivolge al Presidente della Repubblica, il Prof. Ghisalberti, Presidente dell'Istituto Nazionale per la Storia del Risorgimento, recatosi vicino al cippo commemorativo, di fronte alla tribuna, pronunzia l'orazione ufficiale.
La cerimonia termina con un breve discorso del Ministro Segni a nome del Governo.
Alle ora 11,00 il Presidente della Repubblica lascia la Valletta di Belfiore e, accompagnato dalle stesse autorità, si reca al Municipio dove Gli verrà offerta la cittadinanza onoraria.
Accompagnato dal Sindaco, il Capo dello Stato sale al piano superiore e sosta dapprima nel gabinetto del Sindaco, dove sono esposti preziosi volumi conservati nella Biblioteca Comunale, che vengono molto ammirati dal Presidente; quindi passa nella sala consigliare dove sono riuniti i Consiglieri al completo che tributano una calorosa manifestazione al Capo dello Stato.
Il Presidente si colloca in piedi dietro il tavolo della presidenza avendo vicino a sé il Sindaco e le principali autorità, mentre anche la Signora Einaudi, sopraggiunta con le altre Signore, assiste alla cerimonia.
Il Sindaco porge al Presidente la pergamena con la quale Gli viene conferita la cittadinanza onoraria di Mantova e pronuncia un breve indirizzo di saluto. Gli offre quindi i volumi "Il confortatorio di Mantova" di Mons. Martini e "Mantova attraverso i secoli" di R. Quazza in edizioni di lusso.
Il Presidente della Repubblica risponde ringraziando per l'onore fattoGli dalla cittadinanza mantovana e si dice lieto di poter visitare la città che non aveva mai visitato ma di cui tuttavia conosceva la fulgida vicenda storica e le luminosissime glorie. Richiamandosi alla sua origine piemontese, il Presidente ricorda i vincoli che unirono per lungo tempo Mantova e il Monferrato, cittadelle di gentilezza ospitale e di geloso culto della libertà e conclude rinnovando l'espressione
della Sua fervida gratitudine per le accoglienze che Gli sono state riservate.
Alle ore 11,30 il Capo dello Stato, dopo essersi affacciato al balcone per rispondere alle acclamazioni della popolazione, lascia il Municipio e, accompagnato dalle stesse autorità, si reca al Famedio dei Martiri e dei Caduti.
All'ingresso del tempio il Capo dello Stato viene ricevuto dal Vescovo che Lo accompagna all'inginocchiatoio centrale. A destra del Presidente prendono posto il Sen. Alberti, il Ministro Segni, gli On.li Merloni e Dugoni, il Sindaco e il Console Sen. di Francia a Milano e alla Sua sinistra l'On. Leone, il Vescovo Ausiliario, il Sottosegretario Avanzini, il Prefetto, il Presidente della Giunta Provinciale e il Generale Consoli Comandante Militare del Territorio.
La Signora Einaudi, con le Signore che La accompagnano, prende posto in alcuni inginocchiatoi a destra del Presidente.
Il Vescovo di Mantova celebra la messa solenne in suffragio mentre un picchetto d'onore di artiglieri del 2° reggimento contraereo presta servizio d'onore.
Terminata la messa vengono celebrate le esequie e quindi il Presidente della Repubblica si porta vicino al monumento funebre davanti al quale aveva fatto deporre in precedenza una corona di alloro.
Alle ore 12,00 dopo la sacra funzione, il Presidente della Repubblica lascia il Famedio e, a piedi, accompagnato dalle autorità, si reca alla vicina casa del Mantegna, per inaugurare la Mostra del Risorgimento. All'ingresso della Casa sono a riceverLo il Presidente del Comitato dell'Istituto storico del risorgimento avv. Fario, il Prof. Faccioli e il Prof. Fraccalini, ordinatori della Mostra.
Accompagnato dalla consorte e dalle principali autorità il Capo dello Stato visita attentamente i documenti e i cimeli raccolti che vengono loro illustrati dal dott. Praticò, Direttore dell'Archivio di Stato.
Alle ore 13,00 il Presidente della Repubblica, dopo aver espresso il proprio compiacimento agli ordinatori della Mostra, appone la propria firma nel registro d'onore e, ricevuto il saluto e l'omaggio delle autorità presenti, lascia con la consorte e il seguito la casa del Mantegna per recarsi in Prefettura.
Alle ore 13,30 ha luogo in Prefettura una colazione intima alla quale prendono parte: il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, il Prefetto e la consorte, il Consigliere di Stato Carbone, il Generale e la Signora Marazzani e il dott. d'Aroma.
Alle ore 17,00 il Presidente della Repubblica, accompagnato dalle stesse autorità della mattina, lascia in automobile la Prefettura per recarsi al Palazzo Ducale per la inaugurazione del XXXI congresso dell'Istituto storico del risorgimento italiano. All'ingresso del Palazzo il Capo dello Stato viene ricevuto dal Sindaco e dall'Avv. Fario, Presidente del Comitato Mantovano per il Congresso che Lo accompagnano nella sala degli Arceri dove i congressisti ivi radunati si alzano in piedi e prorompono in calorosi applausi.
Il Capo dello Stato prende posto nella poltrona centrale della prima fila avendo alla Sua destra il Sen. Alberti, l'On. Avanzini, il Vescovo di Mantova, il Vescovo Ausiliare, il Prefetto e il Gen. Consoli e alla Sua sinistra l'On. Leone, gli On.li Merloni e Dugoni, il Consigliere di Stato Carbone, il Generale Marazzani e il Presidente
della Giunta Provinciale.
Al tavolo degli oratori sono l'Avv. Fario, il Prof. Ghisalberti, il Ministro Segni, il Sindaco di Mantova e il Prof. Bourgin di Parigi.
La signora Einaudi, giunta poco dopo con le medesime signore che La avevano accompagnata la mattina, prende posto in alcune poltrone a destra del Consorte.
Dopo un breve saluto del Sindaco, pronunciano discorsi: l'avv. Fario, Presidente del Comitato mantovano per il Congresso, il Prof. Bourgin, Ispettore degli Archivi di Stato di Francia, il Prof. Ghisalberti e il Ministro Segni in rappresentanza del Governo.
Terminati i discorsi, il Presidente della Repubblica, dopo essersi congratulato con gli oratori, passa, con la Consorte e le autorità, nel salone degli Specchi dove il Comune di Mantova offre un ricevimento. Quivi il Capo dello Stato si intrattiene per circa 30 minuti con tutti gli invitati e alle ore 18,50 lascia il Palazzo Ducale per far ritorno in Prefettura.
Alle ore 20,00 ha luogo in Prefettura un pranzo intimo al quale prendono parte gli stessi commensali della colazione.
Alle ore 21,20 il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi, accompagnati dal Prefetto e consorte e dal seguito, lasciano la Prefettura per recarsi al Teatro Sociale per assistere al concerto, in serata di gala, dell'orchestra del teatro Alla Scala.
All'ingresso del teatro gli illustri ospiti vengono ricevuti dai rappresentanti del Parlamento e del Governo, dal Sindaco, dal Presidente della Giunta Provinciale, dal Comandante Militare del Territorio e dal Sovrintendente del Teatro.
All'ingresso del Capo dello Stato nel palco centrale, nel quale prendono pure posto la Signora Einaudi e le principali autorità, l'orchestra intona l'inno di Mameli, mentre il numeroso pubblico si alza in piedi e prorompe in caldi applausi.
Alle ore 24 terminato il concerto, il Presidente della Repubblica lascia con la Consorte e il seguito il Teatro Sociale per far ritorno in Prefettura ove pernotta.
