Il Diario storico
Alle ore 3,30 il treno presidenziale giunge alla stazione di Gioia Tauro e sosta fino alle ore 8,30.
Alle ore 8,30 il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi e il seguito discendono dal treno e vengono ricevuti dai Sottosegretari di Stato Cassiani, Galati e Murdaca, dal Sen. Romano, dagli On.li Spoleti e Terranova, dal Dott. Rotigliano Prefetto di Reggio Calabria, dal Prof. Tropea Presidente della Deputazione Provinciale, dal Generale Norcen Comandante Militare del Territorio, dall'Ammiraglio Mirti della Valle Comandante del Dipartimento Marittimo della Sicilia, dal Provveditore alle Opere Pubbliche per la Calabria, dal Capo Compartimento per le Ferrovie e dal Commissario Prefettizio al Comune.
La folla che sosta alla stazione rivolge un caloroso applauso al Capo dello Stato.
Dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle autorità predette, il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi e il seguito prendono posto in automobili e si recano sulla strada nazionale 18 che corre lungo l'argine sinistro del Petrace, il fiume che ha fatto tanto danno con la furia delle sue acque, dove vengono illustrate dal Capo dell'Ufficio Tecnico e dal Presidente della Deputazione Provinciale le cause che hanno determinato lo straripamento del torrente.
Il Capo dello Stato procede quindi lungo la Provinciale Gioia Tauro - Cittanova, attraversando l'abitato di Rizziconi, uno dei pochissimi comuni rimasti indenni e dove, fermatasi brevemente l'automobile presidenziale, le autorità locali porgono il loro saluto al Presidente della Repubblica.
Il corteo delle macchine attraversa poi gli abitati di Polistena e di Melicucco, lungo le cui strade la popolazione si riversa ad acclamare il Capo dello Stato, e sosta nella località San Fili. Quivi il Presidente, la Signora Einaudi e il seguito si recano alla Villa del Senatore Romano, dall'alto della quale osservano a lungo lo spettacolo di desolazione e di distruzione provocato dalla piena del torrente Vacale. Durante la sosta giunge il Sindaco di Oppido Mamertina che, compiendo molti chilometri a piedi, si reca a porgere il saluto della sua gente tagliata fuori da ogni comunicazione.
Il Capo dello Stato giunge poi a Cittanova dove, con la Consorte e il seguito, sosta a lungo recando a quella popolazione il Suo conforto.
Il corteo prosegue poi per la Provinciale Taurianova - Molochio senza peraltro poter arrivare in questo centro che è stato tagliato fuori per il crollo di un ponte. Dopo aver ricevuto il saluto della popolazione di Molochio, raccolta dall'altro lato del ponte, il Presidente della Repubblica ascolta con molta attenzione la dettagliata illustrazione, sulla situazione creatasi in tutta la Provincia in seguito all'alluvione, del Presidente della Deputazione Provinciale.
Attraversando Taurianova il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi e il seguito fanno quindi ritorno alla stazione di Gioia Tauro, dove si trova a rendere omaggio agli illustri ospiti S.E. Rev.ma Monsignor Nicodemo Arcivescovo di Mileto, e proseguono in treno per Reggio Calabria, ove giungono alle ore 16.00.
Alla stazione di Reggio Calabria sono a ricevere il Capo dello Stato il Sindaco Dott. Romeo, S.E. Rev.ma Monsignor Ferro Arcivescovo Metropolitano della Calabria, il Presidente della Deputazione Provinciale on. Greco e varie altre autorità cittadine.
Dopo essere stati ossequiati dalle predette autorità, il Capo dello Stato, la Consorte e il seguito prendono posto in automobili e si recano, attraverso la nazionale Jonica, nelle zone di Melito Porto Salvo, di Annà e Prunello, non potendo andare più oltre a causa delle interruzioni stradali e ferroviarie.
Anche a Melito Porto Salvo vengono distribuiti alle popolazioni sinistrate generi alimentari, indumenti, coperte e medicinali.
Nel tornare a Reggio Calabria, il Capo dello Stato, la Consorte e il seguito visitano le zone alluvionate del torrente S. Agata e del torrente Calopinace.
Alle ore 19,00 il Presidente della Repubblica, la Signora Einaudi e il seguito fanno ritorno alla stazione e, dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle autorità, salgono sul treno presidenziale diretti a Messina.
Prima di lasciare la stazione il Presidente riceve nella vettura salone Monsignor Ferro che Gli presenta il Parroco di Africo giunto a piedi per portare l'appello della popolazione di quel comune.
Alle ore 20,30 il treno presidenziale giunge alla stazione di Messina e sosta fino alle ore 6,35 dell'indomani, 23 ottobre.
