Il Diario storico
Il treno presidenziale giunge alla Stazione di Firenze S. Maria Novella alle ore 16,45.
Il Presidente della Repubblica e la Signora Einaudi discendono subito dal treno e vengono ricevuti dal Prefetto e dal Sindaco di Firenze.
Il Capo dello Stato, passando dalla saletta presidenziale, esce subito dalla stazione e prende posto in un'automobile insieme al Sindaco, al Segretario generale Consigliere di Stato Carbone e al Consigliere Militare Generale Marazzani.
L'auto presidenziale, che è scortata da motociclisti, è preceduta da tre macchine di servizio: la prima con il Questore di Firenze e il Comandante dei Carabinieri; la seconda con l'Ispettore Generale di P.S. Dr. Chiaramonte e la terza con Dr. Piccolomini e il Consigliere Militare aggiunto, Capitano di Fregata Del Bene; è seguita da altra vettura con il Prefetto e il Capo di Gabinetto.
Alle ore 10,55 il corteo presidenziale giunge in Piazza della Signoria dove di fianco a Palazzo Vecchio è schierata una compagnia d'onore con bandiera e musica.
Il Presidente discende di macchina e, accompagnato dal Generale Marazzani, passa in rivista la Compagnia che Gli rende i prescritti onori militari. Sulla porta del cortile dei Leoni di Palazzo Vecchio sono ad attendere il Capo dello Stato i componenti del Comitato cittadino per la onoranze alle salme dei fratelli Rosselli: Avv. Eugenio Artom, Prof. Pietro Carrer, Fosco Lombardi, Col. Dr. Nello Niccoli, Nello Traquandi, On. Avv. Adone Zoli, che Gli vengono presentati dal Sindaco.
Dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio delle predette personalità, il Presidente sale al piano superiore attraverso lo scalone del Marzocco lungo il quale sono disposti valletti del Comune negli storici costumi trecenteschi e si sofferma nella sala degli otto dove Lo attendono per ossequiarLo il Vice Presidente del Senato On. Molè, il Vice Presidente della Camera On. Targetti, il Ministro La Malfa in rappresentanza del Governo, i parlamentari della Provincia, il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte d'appello, il Generale Trabucchi, Comandante del Territorio Militare, il Presidente della Deputazione Provinciale, gli assessori e i consiglieri comunali.
Dopo essersi brevemente intrattenuto con le Autorità, il Capo dello Stato esce dalla sala e fa il Suo ingresso nel salone dei 200 dove sono deposte le salme dei fratelli Rosselli. All'ingresso del salone si trovano i familiari degli estinti insieme all'Onorevole Sforza, Ministro degli Affari Esteri e alla Contessa Sforza, al Prof. Salvemini che sarà l'oratore ufficiale e a varie altre autorità cittadine.
Il Presidente si intrattiene brevemente con la famiglia Rosselli, alla quale esprime il Suo cordoglio e quindi si porta di fronte al catafalco sul quale erano stati collocati i due feretri ricoperti dal tricolore e ai piedi dei quali aveva precedentemente fatta deporre una corona di alloro in Suo nome, e sosta alcuni istanti in reverente raccoglimento.
La Signora Einaudi, accompagnata dalla Signora Marazzani, giunge subito dopo il Consorte a Palazzo Vecchio e ai piedi dello scalone del Marzocco viene ricevuta dalle consorti del Sindaco e del Presidente della Deputazione Provinciale; sale quindi nel salone del 200 e anch'essa si intrattiene affabilmente con la famiglia Rosselli, sostando poi reverente dinanzi alle salme.
Annunziato dagli squilli delle chiarine d'argento dai trombettieri il Capo dello Stato fa poscia il Suo ingresso nel salone dei 500 gremito di una folla di invitati che Gli tributa una calorosa ovazione e prende posto nella poltrona centrale della prima fila avendo a destra e a sinistra i rappresentanti del Parlamento e del Governo e le principali autorità secondo l'ordine di precedenza. Al tavolo della presidenza del Comitato sono il Sindaco, il Ministro La Malfa e il Prof. Salvemini. Dietro il tavolo sono allineati i gonfaloni decorati di medaglia d'oro dei comuni di Firenze, Genova, Bologna e Venezia con i Sindaci e gli Assessori anziani delle rispettive città ed altri vessilli di associazioni patriottiche.
A destra del tavolo prendono posto i familiari dei fratelli Rosselli e i componenti del Comitato per le onoranze. La Signora Einaudi, con la Signora Targetti, la consorte del Sindaco, la contessa Sforza, la Signora Pacciardi, la consorte del Presidente della Deputazione Provinciale e la Signora Marazzani, prendono posto in alcune poltrone disposte in apposito settore a destra del Presidente della Repubblica.
Iniziando la celebrazione il Sindaco dà comunicazione dei telegrammi di adesione pervenuti da varie personalità e quindi pronunzia brevi parole per sottolineare il significato dalla cerimonia. Subito dopo, a nome del Governo, il Ministro La Malfa si associa nel ricordare il sacrificio dei due martiri. Pronuncia poi l'orazione ufficiale il Prof. Salvemini. Quando il Prof. Salvemini riporta alcune frasi scritte dall'On. Einaudi in un opuscolo clandestino nel 1943, il pubblico si leva in piedi e tributa una calorosa manifestazione all'indirizzo del Presidente.
Alle ore 12,10, terminata la cerimonia, il Presidente della Repubblica lascia il salone dei 500 e viene accompagnato fino all'ingresso del cortile dei Leoni dalle principali autorità dalle quali prende congedo dopo aver ricevuto il loro ossequio e saluto. Quindi, accompagnato dal Generale Marazzani, passa in rivista la compagnia d'onore e sale in automobile per far ritorno alla stazione di S. Maria Novella insieme alle stesse personalità con le quali era giunto.
Anche la Signora Einaudi lascia subito dopo Palazzo Vecchio insieme alla Signora Marazzani diretta alla stazione.
Il Presidente e la Signora Einaudi si sono intrattenuti il pomeriggio a Firenze in forma privata recandosi a visitare alcuni monumenti artistici, e hanno lasciato la città alle ore 20,35 diretti a Roma.
