Il Diario storico
Alle ore 9,25 la Signora Einaudi, proveniente da Torino, giunge alla Stazione di Monfalcone accompagnata dalla nuora Signora Luisa Einaudi, della Signora Marazzani, dal Dott. d'Aroma e dalla Signora d'Aroma e dal Dott. Piccolomini.
A riceverla alla stazione si trovano il Senatore Tommasini in rappresentanza del Senato, l'On. Clerici, l'On. Simonini, Ministro della Marina Mercantile con la Consorte, l'On. Vaccaro, Sottosegretario alla Difesa, il Sindaco di Monfalcone con la consorte, il Prefetto di Gorizia, il Presidente della Deputazione Provinciale di Gorizia, l'Ammiraglio Farina, Presidente della Finmare, il Prof. Dagna, Amministratore Delegato della Società "Italia".
Sulla banchina della stazione il Sindaco di Monfalcone rivolge brevi parole di saluto all'indirizzo della Signora Einaudi.
Dopo aver ricevuto l'omaggio dello Autorità e il saluto delle Signore, la Signora Einaudi lascia la stazione per recarsi, con il seguito, ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico.
Il corteo delle, macchine ha la seguente formazione:
1^ auto: Questore di Trieste;
2^ auto: Vice Ispettore Generale di P.S. Dott. Lanzara;
3^ auto: Dott. de Zerbi, Dott. Piccolomini e Comandante del Bene;
4^ auto: Signora Einaudi, Sindaco di Monfalcone, Ammiraglio Farina e Dott. d'Aroma;
5^ auto: Senatore Tommasini, Ministro Simonini, Sottosegretario alla Difesa On. Vaccaro, Prefetto di Gorizia;
6^ auto: Signora Luisa Einaudi, Signora Simonini, Signora Grassilli, Prof. Dagna;
7^ auto: Signora Marazzani, Signora d'Aroma, Avv.Culot Presidente dell'Amministrazione Provinciale.
Alle ore 10 la Signora Einaudi giunge ai Cantieri Navali ricevuta dall'Ing. Smeraldi, Presidente dei Cantieri, dall'Ing. Linch, Presidente della Società Italia, da altri Ingegneri dei Cantieri, dalla nuora dell'Ingegnere Smeraldi e dalla Signora Linch.
Fra le Autorità presenti sono pure l'Ammiraglio Brivonesi in rappresentanza del Ministero della Marina, l'Ammiraglio Moscatelli, Comandante le Forze Navali dell'Alto Adriatico, gli Addetti navali dell'Ambasciata Americana a Roma, il Console d'Italia a Trieste, il Sindaco di Trieste e alcuni ufficiali del Comando Alleato di Trieste.
Accompagnata dall'Ing. Smeraldi e seguita dalle Autorità, la Signora Einaudi sale sulla tribuna, eretta a ridosso della prua della nave, dalla quale assiste alla cerimonia.
Poco dopo giunge sulla tribuna l'Arcivescovo Principe di Gorizia, il quale benedice la nave e quindi la Signora Einaudi, nella sua qualità di madrina, viene pregata di dare un colpo di accetta al cavo che spezzandosi lascia infrangere la bottiglia di spumante contro la fiancata della nave e la libera dal grosso cavo di acciaio che costituisce l'ultima resistenza.
Subito la "Giulio Cesare" scivola dolcemente in mare e il varo è felicemente compiuto.
Terminata la cerimonia la Signora Einaudi con il seguito lascia i Cantieri Navali por recarsi all'Albergo degli Impiegati di Monfalcone, dove prende parte a un rinfresco offerto dalle Società "Finmare" e "Italia". Dopo essersi trattenuta circa trenta minuti all'Albergo degli Impiegati, la Signora Einaudi lascia con il seguito Monfalcone per recarsi a Redipuglia a rendere omaggio alle tombe dei Caduti in guerra.
Il corteo delle macchine ha la stessa formazione del tragitto stazione - Cantieri Navali.
A ricevere la Consorte del Capo dello Stato si trovano all'ingresso del Cimitero il sindaco di Redipuglia e il Cappellano del Cimitero stesso.
La Signora Einaudi depone subito un mazzo di fiori sulla lapide commemorativa posta sui primi gradini del Mausoleo e quindi sale fino al ripiano sul quale viene celebrata dal Cappellano del Cimitero una Messa al Campo. Sulla sinistra dell'altare è schierato un plotone di soldati. Terminato il Sacro Rito, la Signora Einaudi si intrattiene affettuosamente con due gruppi di bambini orfani di guerra, e, dopo aver compiuto una breve visita al monumentale Cimitero, lascia con il seguito Redipuglia per fare ritorno alla stazione di Monfalcone.
Dopo aver ricevuto il saluto a l'omaggio di tutte le Autorità convenute la Signora Einaudi parte alle ore 12,30 per Venezia.
Dai dirigenti dei Cantieri Navali, della "Finmare" e della Società Italia sono stati offerti alla madrina l'accetta con la quale è stato compiuto simbolicamente il varo, il collo della bottiglia di spumante racchiuso in un cofanetto d'argento, un servizio da tavola in merletti di Murano e una scatoletta in lapislazzuli e oro di antica e artistica fattura.
