Il Diario storico
Il giorno 10 dicembre gli aviatori, per la festività della Madonna di Loreto, hanno celebrato all'aeroporto di Guidonia la solennità con una cerimonia militare a cui era presente il Ministro della Difesa.
In questa occasione due elicotteri, dopo aver dimostrato sul campo le capacità evolutive di tale tipo di velivolo, sono partiti da Guidonia e, dopo aver sorvolato la Città di Roma, si sono recati nel cielo del Palazzo del Quirinale. Alle ore 12 circa, da bassissima quota, uno dei due elicotteri ha lasciato cadere sul terrazzo antistante i giardini del Palazzo del Quirinale un messaggio diretto dall'Arma Aeronautica al Presidente della Repubblica.
Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato avv. Carbone, ha raccolto il messaggio e lo ha subito consegnato al Capo dello Stato che trovavasi nel Suo studio di lavoro.
Il Presidente ha letto con vivo compiacimento il messaggio del seguente tenore:
"Signor Presidente,
gli aviatori d'Italia, raccolti oggi celebrare la festività della loro celeste Patrona, innalzano - riverenti - il loro pensiero a chi custodisce e presiede le fortune della Patria.
L'Arma Azzurra, che - alla Patria - ha offerto alti esempi di dedizione e di sacrificio, travolta dalla furia distruggitrice di una guerra sfortunata, ha trovato - nel retaggio di gloria tramandato dai suoi Caduti - la forza di risorgere per poter servire, ancora, la Patria immortale.
Gli spiriti eletti dei martiri ci guidano, in quest'ora, ad affidare le nostre speranze a chi, custodendo il sacro patrimonio della Patria, ci protegge col suo paterno affetto.
Con noi, son qui dinnanzi a Lei, Signor Presidente, gli aviatori d'Italia - risorti per la forza indomabile che ravviva lo spirito di questo popolo che Ella guida verso la sicura rinascita - tutti, i morti e i vivi, e i loro moniti e le loro speranze, per assicurare che son degni della certezza che la Patria ripone in loro.
Gli aviatori d'Italia. Roma, 10 dicembre 1949".
Il Presidente della Repubblica ha risposto al messaggio con il seguente telegramma diretto al Ministro della Difesa:
"Sono stato profondamente sensibile al messaggio recatomi per le vie dell'aria nella odierna celebrazione patronale degli aviatori d'Italia. Con il mio ringraziamento più vivo per il pensiero rivoltomi, pregoLa voler trasmettere l'ammirato saluto e l'augurio del Paese et mio personale alla gloriosa Arma che custodisce così nobilmente il retaggio di fede e sacrificio del suol martiri e del suoi eredi. Cordialmente suo Luigi Einaudi".
