Il Diario storico
Il treno presidenziale giunge alle ore 9.07 ad Alba.
Alle ore 9.20 il Presidente della Repubblica scende dal treno ad è salutato da tre squilli di tromba e dalle prime otto battute dall'Inno di Mameli. Accompagnato dall'On.le Malintoppi, Sottosegretario alla Difesa, dal Generale Cappa, Segretario generale del Ministero Difesa, dal Consigliere Militare Generale di C. d'A. Marazzani e dal rappresentante del Comandante del Comiliter, passa in rassegna la Compagnia d'onore con musica e bandiera.
Al termine dello schieramento il Presidente riceve il saluto e l'omaggio dell'On.le Alberti Vice Presidente del Senato, dell'On. Tosato Vice Presidente della Camera, del Ministro Bertone, del Sindaco di Alba Avv. Giovannone, del Prefetto di Cuneo, del Senatore Bubbio, Presidente del Comitato organizzativo della cerimonia per la consegna dalla Medaglia d'Oro alla Città di Alba, dal Presidente della Deputazione Provinciale di Cuneo.
Il Presidente, accompagnato dalle predetta Autorità e dal Segretario generale della Presidenza dalla Repubblica Consigliere di Stato Avv. Ferdinando Carbone e dai Consigliere Militare Generale di Corpo d'Armata Marazzani, lascia la stazione per recarsi al Duomo.
Il corteo si forma nel seguente ordine:
1^ automobile di servizio: Questore e Comandante Gruppo Carabinieri;
2^ automobile di servizio: Ispettore Generale di P.S. Dott. S. Chiaramonte;
3^ automobile di servizio: Consigliere Mil. Agg. Ten. Col. Calogero;
AUTO PRESIDENZIALE: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Segretario generale Consigliere di Stato Avv. Carbone - Consigliere Militare Gen. Marazzani - Sindaco di Alba.
1^ automobile: Rappresentanti Camera e Senato (On. Alberti e On. Tosato);
2^ automobile: Ministro Bertone a Prefetto di Cuneo;
3^ automobile: Generale Cappa e On. le Malintoppi;
4^ automobile: Rappresentante del Comandante del Comiliter;
5^ automobile: Senatore Bubbio e Presidente Deputazione Provinciale
6^ automobile: Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica;
7^ automobile: Funzionario di P.S.
Alle ore 9.30 il Presidente e la Signora Einaudi giungono al Duomo ove sono ricevuti da S.E. Rev.ma Monsignor Stoppa, Vescovo di Alba, con il Capitolo.
Il Capo dello Stato e la Signora Einaudi prendono posto in due poltrone situate nella navata centrale di fronte all'Altare maggiore, mentre intorno si dispongono le altre Autorità e le Personalità del seguito.
Terminata la Messa piana celebrata in memoria dei Caduti dal Vescovo, Questi impartisce la benedizione al Gonfalone della Città. Sono presenti anche i Gonfaloni delle Città di Cuneo e di Torino.
Indi il Presidente, dopo aver ricevuto l'omaggio delle Autorità presenti, lascia il Duomo per recarsi, a piedi, nel Palazzo Municipale.
Durante il tragitto la popolazione che si trova lungo il percorso tributa al Presidente ed alla Consorte una fervida manifestazione di rispetto.
Il Presidente, con il seguito, entra nel Palazzo Municipale per accedere nel Salone del Consiglio dove sosta ad ammirare alcuni preziosi incunaboli e rari dipinti di autori albesi.
Alle ore 10.30, il Capo dello Stato seguito da tutte le Autorità, si reca, in automobile, in Piazza Savona per presenziare la cerimonia della consegna della Medaglia d'oro al V.M. alla Città di Alba.
Il Presidente giunto in Piazza Savona passa in rassegna la compagnia d'onore schierata con musica e bandiera che rende i prescritti onori e quindi raggiunge il palco, eretto sul fondo della Piazza, ai piedi del quale sono a riceverlo i rappresentanti del Parlamento e del Governo, Sindaco di Alba, il Prefetto di Cuneo, S.E. il Vescovo, il Senatore Bubbio, il dott. Enrico Martini (Mauri) e il Prof. Antonicelli.
Il Presidente prende posto nella poltrona di centro della prima fila avendo rispettivamente alla Sua destra il Senatore Alberti, il Senatore Bertone, il Sindaco di Alba, il Comandante del Comiliter, ed alla Sua sinistra, l'On. Tosato, l'On. Malintoppi, S. E. il Vescovo e il Generale Cappa. Le altre Autorità prendono posto nelle file successive.
La Signora Einaudi, accompagnata dalla Signora Giovannone, Consorte del Sindaco di Alba, dalla Signora Bubbio, della Contessa Gloria, dalla Signora Marazzani e dalla Signora De Stefanis, vedova Ambrogi, Madrina del Gonfalone, viene ricevuta dal Vice Prefetto di Cuneo dott. d'Addario e prende posto nella prima fila di poltrone di un apposito palco situato alla destra di quello presidenziale. Sulla Piazza sono schierate le formazioni partigiane con i vessilli, le rappresentanze delle varie associazioni d'arma.
Prende per primo la parola il Sindaco di Alba per rivolgere al Capo dello Stato il saluto e il ringraziamento della Città mettendone in evidenza l'eroico passato.
Segue il Senatore Bubbio, il quale riallacciandosi alle parola del Sindaco, descrive anch'egli l'ammirevole comportamento di Alba in tutte le battaglie combattute per la conquista della libertà.
Dopo un elevato discorso tenuto dal Prof. Antonicelli che fu eroico combattente della libertà, inizia l'orazione ufficiale il Comandante delle forze partigiane Mauri. L'oratore rievoca con accento appassionato la vicenda dolorosa ma eroica della città di Alba durante il periodo della occupazione tedesca. Attraverso la narrazione degli episodi più salienti, il Mauri mette in evidenza la strenua lotta combattuta dalle formazioni partigiane nella zona delle Langhe ed in particolare nella città di Alba e chiude la sua commossa rievocazione affermando la incrollabile fede degli Albesi nei valori della libertà riconquistata.
Per ultimo prende la parola il Ministro Bertone che rivolge un affettuoso saluto ai partigiani e alla popolazione d'Alba in nome del Governo. Terminato il discorso del rappresentante del Governo, il Comandante del Comiliter dà lettura della motivazione di conferimento della Medaglia d'oro al V. M. alla Città di Alba. Subito dopo il Comandante dei Vigili di Alba, scortato da due graduati, sale sul palco portando il Gonfalone della Città. Le truppe si irrigidiscono sul presentat'arm mentre la musica, dopo i tre squilli d'attenti, intona il saluto alla Bandiera e le prime otto battute dell'Inno di Mameli. Il Gonfalone si inchina dinanzi al Capo dello Stato e QUESTI, nel commosso silenzio della Piazza, Lo decora della più alta ricompensa al valor militare. Il Comandante del Vigili scende quindi dal palco, e, sempre scortato dal due graduati, porta il Gonfalone in Municipio.
Termina così la cerimonia della consegna della Medaglia d'Oro alla Città di Alba e il Presidente insieme alla Signora Einaudi e seguito dalle Autorità presenti, si reca, in automobile, alla Chiesa di San Domenico per l'inaugurazione del gruppo marmoreo dello scultore Bistolfi, concesso dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma in perenne deposito a quel tempio monumento commemorativo dei Caduti per la libertà.
Cade il velo che copre il gruppo marmoreo e il Vescovo di Alba impartisce la benedizione. Il Capo dello Stato passa quindi nell'attiguo Palazzo del Liceo dove, con le Autorità del seguito, effettua una visita al Museo Archeologico che raccoglie pregevoli oggetti di scavo riferentisi all'antica vita della Città di Alba che Gli vengono illustrati dal Prof. Riccomagno e dal Prof. Lamboglia, Soprintendente alle Antichità della Provincia di Torino.
Il Presidente lascia il Palazzo del Liceo e si reca, quindi, a piedi, alla Palestra Comunale per visitare la Mostra della Liberazione ordinata in un apposito padiglione.
Il Capo dello Stato, seguito da tutte le Autorità, viene ricevuto all'ingresso del padiglione dal prof. Pietro Chiodi, che Lo accompagna nella visita illustrandoGli la documentazione che testimonia l'eroismo del movimento partigiano e dei suoi uomini rappresentativi. Il Presidente si sofferma dinanzi a quel settore della Mostra dove sono raccolti i ritratti dei Caduti per la guerra di liberazione che costituiscono il Sacrario della Mostra stessa.
Dopo aver ricevuto il saluto e l'omaggio di tutte le Autorità presenti, il Presidente della Repubblica, insieme con la Signora Einaudi, lascia in automobile la città di Alba.
Il Presidente della Repubblica, insieme con la Signora Einaudi, lascia in automobile la Città di Alba.
