Lettera del Presidente Napolitano ai capigruppo della Casa delle Libertà al Senato
Lettera mandata su carta intestata del Consigliere
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato ai capigruppo del Senato Renato Schifani, Altero Matteoli, Francesco D'Onofrio, Roberto Castelli e Mauro Cutrufo la seguente lettera in risposta a una missiva ricevuta ieri pomeriggio:
"Gentili Senatori, ho ricevuto la vostra lettera, e non ho difficoltà a rispondervi. Ho già avuto modo di rivolgere il mio appello a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento perché si stabilisca un clima di effettivo ascolto reciproco, nel rispetto sia delle ragioni di urgenza dell'azione di governo sia delle esigenze di libero confronto, nel dibattito e nel voto, tra maggioranza e opposizione, nell'uno come nell'altro ramo del Parlamento. Non posso peraltro pronunciarmi su materie che sono di esclusiva competenza dei Presidenti delle Assemblee. E' solo ad essi che spetta, come vi è ben noto - eventualmente sentendo, a seconda dei casi, le Giunte del Regolamento e le stesse Assemblee - interpretare le norme e le prassi regolamentari e apprezzare i precedenti prodottisi nel passato. Auspico comunque il più sollecito chiarimento e rasserenamento. Sarò - ciò premesso - ben lieto di incontrarvi nel prossimo futuro per qualsiasi scambio di opinioni sia da voi ritenuto opportuno sulle prospettive, in generale, dei rapporti parlamentari e del dialogo istituzionale".
Roma, 28 giugno 2006
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato ai capigruppo del Senato Renato Schifani, Altero Matteoli, Francesco D'Onofrio, Roberto Castelli e Mauro Cutrufo la seguente lettera in risposta a una missiva ricevuta ieri pomeriggio:
"Gentili Senatori, ho ricevuto la vostra lettera, e non ho difficoltà a rispondervi. Ho già avuto modo di rivolgere il mio appello a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento perché si stabilisca un clima di effettivo ascolto reciproco, nel rispetto sia delle ragioni di urgenza dell'azione di governo sia delle esigenze di libero confronto, nel dibattito e nel voto, tra maggioranza e opposizione, nell'uno come nell'altro ramo del Parlamento. Non posso peraltro pronunciarmi su materie che sono di esclusiva competenza dei Presidenti delle Assemblee. E' solo ad essi che spetta, come vi è ben noto - eventualmente sentendo, a seconda dei casi, le Giunte del Regolamento e le stesse Assemblee - interpretare le norme e le prassi regolamentari e apprezzare i precedenti prodottisi nel passato. Auspico comunque il più sollecito chiarimento e rasserenamento. Sarò - ciò premesso - ben lieto di incontrarvi nel prossimo futuro per qualsiasi scambio di opinioni sia da voi ritenuto opportuno sulle prospettive, in generale, dei rapporti parlamentari e del dialogo istituzionale".
Roma, 28 giugno 2006
