Messaggio del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni dell'anniversario della Strage di Marzabotto
Comunicato
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni del 62° anniversario dell'eccidio di Marzabotto, ha inviato al Presidente del Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, Dante Cruicchi, il seguente messaggio:
"Nella memoria del popolo italiano, di tutti i popoli d'Europa, il massacro nazista di Marzabotto rimane inciso come una ferita che mai più potrà rimarginarsi. Questo fu il nostro passato, questa una pagina tra le più orrende di una storia che è stata la storia del nostro continente, la nostra storia. Non possiamo né vogliamo dimenticare: affinché ciò che è stato non abbia più a ripetersi. Ricordo le parole del Presidente della Germania Federale Johannes Rau, il suo compianto del 17 aprile 2002 a Monte Sole, che rievocava quella tragedia: "Oggi - egli disse - è quasi impossibile immaginare cosa successe in quel freddo e cupo 29 settembre 1944. Al mattina arrivarono gli assassini indossanti l'uniforme nera, come le iene per cancellare ogni traccia di vita umana. Quando penso ai bambini, alle madri e alle famiglie intere vittime dello sterminio, mi pervade un profondo dolore di vergogna. Mi inchino davanti ai morti: Voi avete conservato il ricordo, non per mantenere vivo l'odio e per vendicarvi; l'avete fatto per amore del nostro futuro". Al suo fianco, il nostro Presidente, Carlo Azeglio Ciampi, pronunciò parole che ancora risuonano nella nostra mente, e che facciamo nostre: "Mai più odio, mai più sangue tra i popoli d'Europa e del mondo. Sulle tombe dei nostri fratelli, sulle macerie delle nostre case, appena cessò il fragore delle armi, c'impegnammo a far regnare la pace e la fraternità". Nei nostri cuori, con pensiero rivolto ai nostri figli e ai figli dei figli rinnoviamo ogni giorno quel giuramento. Mai più guerre tra noi. E' nostro sacro dovere, nel ricordo incancellabile dei nostri morti, contribuire con tutte le nostre forze a far cessare le contese che ancora insanguinano il mondo; contribuire a far nascere, in terre vicine o lontane, la concordia fra popoli che ancora sono divisi da odi e conflitti; promuovendo e favorendo, come ci impone la Costituzione della Repubblica, le organizzazioni internazionali il cui scopo è dar vita a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni. A coloro che lanciano proclami di morte e scatenano azioni omicide opponiamo il nostro impegno affinché lo spirito di fraternità, che da più di mezzo secolo regna fra noi europei, divenga esempio per tutti i popoli. Il tempo non attenua il dolore per le innocenti vittime dell'eccidio di Marzabotto, per le decine di milioni di uomini e donne che persero la vita nelle guerre e nei genocidi del secolo passato. Noi, i sopravvissuti, dobbiamo a quei morti la nostra strenua volontà di tener sempre e diffondere nel mondo il nostro amore di pace".
Roma, 1° ottobre 2006
