Nota sulla presentazione del disegno di legge finanziaria per il 2008
Nota
Il Presidente della Repubblica, nell'autorizzare la presentazione del disegno di legge finanziaria per il 2008 e del connesso disegno di legge di bilancio, approvati dal Consiglio dei ministri, e nell'emanare il decreto-legge collegato, desidera richiamare la grave preoccupazione espressa il 20 dicembre scorso, nell'incontro con le Alte Magistrature dello Stato, per la prassi invalsa da tempo nella formazione e nella discussione dei provvedimenti di bilancio, e culminata in voti di fiducia - nella legislatura attuale e in quella precedente - su leggi finanziarie ridotte ad articoli unici di dimensioni abnormi. La rilevante riduzione, rispetto allo scorso anno, del numero di disposizioni contenute nella legge finanziaria, la prevista articolazione della manovra di bilancio in diversi provvedimenti legislativi, e la nuova classificazione delle spese introdotta nel bilancio, hanno costituito un primo, parziale accoglimento delle sollecitazioni espresse nel dicembre dello scorso anno. Ma rimane la necessità, segnalata già allora dal Presidente della Repubblica, di una "riforma delle norme di legge e regolamentari che presiedono alla definizione del bilancio dello Stato". Agli orientamenti in tal senso discussi mesi or sono nelle Commissioni bilancio del Senato e della Camera, non ha corrisposto alcuna effettiva riforma, volta a delimitare più rigorosamente i contenuti della legge finanziaria e a garantire tempi certi per la decisione parlamentare su tutti i provvedimenti in cui si articoli la manovra di bilancio. E' dunque ancora indispensabile procedere verso tali riforme. Nell'immediato, la parola passa al Parlamento perché si compiano nelle Camere - da parte dei loro Presidenti e dei loro organi competenti - tutte le opportune verifiche relative ai testi presentati dal governo, e si assumano, nel rigoroso rispetto dei Regolamenti vigenti, tutte le decisioni atte ad assicurare un corretto confronto ed esito finale della sessione di bilancio. Il Presidente della Repubblica auspica che a questo scopo la definizione delle procedure e dei tempi per l'esame dei singoli provvedimenti risulti dalla più larga convergenza in seno alle Camere, nella piena libertà della dialettica parlamentare e nel comune interesse del funzionamento delle istituzioni.
Roma, 1 ottobre 2007
