Lettera inviata dal Presidente Napolitano al Presidente del Comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, prof. Giovanni Guzzetta, e da questi resa pubblica
Illustre Professore,
ho preso visione stamani della lettera inviatami nella qualità di Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, con la quale, dopo aver svolto una serie di considerazioni sullo spirito e le finalità dell'iniziativa referendaria e sulle sue conseguenze politiche, denuncia "l'emergere di un clima intorno al giudizio della Corte che . rischia di creare una oggettiva turbativa della serenità che dovrebbe accompagnare, anche nel paese, l'attesa di quel giudizio".
Richiama in particolare l'attenzione su recenti notizie di stampa relative a presunte pressioni nei confronti della Corte costituzionale, ricordando le motivazioni delle dimissioni rassegnate dal giudice costituzionale Prof. Romano Vaccarella e il comunicato diramato in quella occasione dalla Corte costituzionale il 2 maggio 2007.
Non spetta al Presidente della Repubblica entrare nel merito dei contenuti e delle conseguenze politiche dell'iniziativa referendaria. Mi limito al riguardo a ricordare che l'esigenza di una riforma della vigente legge elettorale di Camera e Senato, è stata da me posta ripetutamente all'attenzione delle forze politiche, facendomi interprete di orientamenti largamente diffusi, e in particolare nella dichiarazione resa il 24 febbraio di quest'anno a conclusione delle consultazioni che hanno portato al rinvio alle Camere del Governo Prodi.
Per quanto concerne la denuncia di presunte pressioni esercitate nei confronti della Corte costituzionale in vista del giudizio di ammissibilità dei referendum elettorali, devo innanzi tutto ribadire la mia piena fiducia nella indiscussa competenza e nella assoluta autonomia di giudizio dei componenti della Corte costituzionale, garantita dalle stesse modalità previste per la loro nomina e confermata dal concreto esercizio da parte della Corte delle proprie funzioni per oltre mezzo secolo, come ho anche ricordato nel messaggio alle Camere all'atto dell'insediamento. Anch'ella del resto se ne dichiara convinto nella sua lettera.
Inoltre ella stesso afferma che non sono disponibili elementi per valutare quale fondamento abbiano tali notizie; né come pressioni possono configurarsi le semplici espressioni di opinioni sull'ammissibilità dei referendum, opinioni per altro della più diversa provenienza e di segno opposto.
Ricordo infine che il 30 aprile 2007, nel ricevere dal Presidente della Corte costituzionale comunicazione telefonica della lettera di dimissioni da Giudice Costituzionale del Prof. Romano Vaccarella e delle sue motivazioni, nel corso della conversazione ebbi modo di richiamare i miei precedenti interventi sulla necessità dell'assoluto rispetto da ogni parte dell'alta funzione di garanzia della Corte, chiamata a esercitare in piena autonomia tutte le competenze attribuitele dalla Costituzione, come risulta da comunicato diramato in pari data. In quella stessa occasione, come anch'ella ha ricordato, la Corte ritenne che potesse considerarsi "nella sostanza disapprovato dal Governo" il contenuto delle dichiarazioni di suoi singoli esponenti precedentemente riportate da organi di stampa.
Sono pertanto convinto che sussistano tutte le condizioni, oltre che le garanzie, per un sereno giudizio della Corte costituzionale sulla ammissibilità dei referendum promossi dal Comitato che ella presiede, ed auspico un'ampia condivisione di tale convincimento anche per conseguire quel clima di serenità nel paese che ella giustamente richiede.
Roma, 22 dicembre 2007
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ho preso visione stamani della lettera inviatami nella qualità di Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, con la quale, dopo aver svolto una serie di considerazioni sullo spirito e le finalità dell'iniziativa referendaria e sulle sue conseguenze politiche, denuncia "l'emergere di un clima intorno al giudizio della Corte che . rischia di creare una oggettiva turbativa della serenità che dovrebbe accompagnare, anche nel paese, l'attesa di quel giudizio".
Richiama in particolare l'attenzione su recenti notizie di stampa relative a presunte pressioni nei confronti della Corte costituzionale, ricordando le motivazioni delle dimissioni rassegnate dal giudice costituzionale Prof. Romano Vaccarella e il comunicato diramato in quella occasione dalla Corte costituzionale il 2 maggio 2007.
Non spetta al Presidente della Repubblica entrare nel merito dei contenuti e delle conseguenze politiche dell'iniziativa referendaria. Mi limito al riguardo a ricordare che l'esigenza di una riforma della vigente legge elettorale di Camera e Senato, è stata da me posta ripetutamente all'attenzione delle forze politiche, facendomi interprete di orientamenti largamente diffusi, e in particolare nella dichiarazione resa il 24 febbraio di quest'anno a conclusione delle consultazioni che hanno portato al rinvio alle Camere del Governo Prodi.
Per quanto concerne la denuncia di presunte pressioni esercitate nei confronti della Corte costituzionale in vista del giudizio di ammissibilità dei referendum elettorali, devo innanzi tutto ribadire la mia piena fiducia nella indiscussa competenza e nella assoluta autonomia di giudizio dei componenti della Corte costituzionale, garantita dalle stesse modalità previste per la loro nomina e confermata dal concreto esercizio da parte della Corte delle proprie funzioni per oltre mezzo secolo, come ho anche ricordato nel messaggio alle Camere all'atto dell'insediamento. Anch'ella del resto se ne dichiara convinto nella sua lettera.
Inoltre ella stesso afferma che non sono disponibili elementi per valutare quale fondamento abbiano tali notizie; né come pressioni possono configurarsi le semplici espressioni di opinioni sull'ammissibilità dei referendum, opinioni per altro della più diversa provenienza e di segno opposto.
Ricordo infine che il 30 aprile 2007, nel ricevere dal Presidente della Corte costituzionale comunicazione telefonica della lettera di dimissioni da Giudice Costituzionale del Prof. Romano Vaccarella e delle sue motivazioni, nel corso della conversazione ebbi modo di richiamare i miei precedenti interventi sulla necessità dell'assoluto rispetto da ogni parte dell'alta funzione di garanzia della Corte, chiamata a esercitare in piena autonomia tutte le competenze attribuitele dalla Costituzione, come risulta da comunicato diramato in pari data. In quella stessa occasione, come anch'ella ha ricordato, la Corte ritenne che potesse considerarsi "nella sostanza disapprovato dal Governo" il contenuto delle dichiarazioni di suoi singoli esponenti precedentemente riportate da organi di stampa.
Sono pertanto convinto che sussistano tutte le condizioni, oltre che le garanzie, per un sereno giudizio della Corte costituzionale sulla ammissibilità dei referendum promossi dal Comitato che ella presiede, ed auspico un'ampia condivisione di tale convincimento anche per conseguire quel clima di serenità nel paese che ella giustamente richiede.
Roma, 22 dicembre 2007
