Introduzione del Presidente Napolitano al catalogo della mostra su Luigi Einaudi
Comunicato
"Luigi Einaudi pose le basi per l'affermazione del ruolo e del principio dell'istituzione Presidenza della Repubblica. Anche per questo va oggi ricordato e onorato, a sessant'anni dalla sua elezione a Capo dello Stato". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricorda la figura di Luigi Einaudi nella introduzione al catalogo della mostra "L'eredità di Luigi Einaudi: la nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa", che sarà inaugurata lunedì 12 maggio al Quirinale in occasione dell'inizio delle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell'elezione, avvenuta il giorno 11 maggio 1948, dell'insigne statista.
Questo il testo integrale dell'omaggio del Presidente Napolitano:
"Chiamato dal Parlamento, dopo Enrico De Nicola, alla più alta magistratura della Repubblica, Luigi Einaudi fu il primo Presidente a svolgere il mandato settennale previsto dalla Costituzione. Lo fece con la dedizione, la puntuale e competente attenzione, la severità, di cui restano vivida ed esauriente testimonianza le centinaia di pagine de "Lo scrittoio del Presidente". E fu a lui che toccò, in quei sette anni, interpretare ed esercitare prerogative e competenze disegnate nella Carta (che era, il 1° gennaio 1948, appena entrata in vigore), ma da nessuno ancora sperimentate e ben lontane da una compiuta definizione.
Il sommo scrupolo con cui Luigi Einaudi si applicò a tale compito può ben ricavarsi dalle parole di una sua nota verbale : "E' dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce". E tali egli in effetti le trasmise, dando già ad alcune, tra le più significative, coerente attuazione. Gliene debbono essere grati tutti i suoi successori. Luigi Einaudi pose le basi per l'affermazione del ruolo e del prestigio dell'istituzione Presidente della Repubblica.
Anche per questo va oggi ricordato e onorato, a sessant'anni dalla sua elezione a Capo dello Stato. Luigi Einaudi era strenuo assertore - netto e forte fu il suo pronunciamento nell'Assemblea Costituente - dell'unità europea, contro "il mito funesto della sovranità assoluta degli Stati" : ma seppe essere costruttore del nuovo Stato repubblicano, "voluto dal popolo", dandovi - come disse nel mirabile messaggio rivolto, dopo il giuramento, alle Camere in seduta comune - ben più di "una mera adesione". Vi diede l'impronta della sua fede nella libertà e nella democrazia e della sua sapienza di "tutore dell'osservanza della legge fondamentale della Repubblica".
Roma, 10 maggio 2008
