Dichiarazione del Presidente Napolitano sull'esito del referendum in Irlanda relativo alla ratifica del Trattato di Lisbona
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a seguito del risultato del referendum svoltosi in Irlanda che ha visto prevalere il no alla ratifica del Trattato di Lisbona, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Per ben sei anni, i governi di tutti gli Stati attualmente membri dell'Unione si sono confrontati e hanno condotto negoziati su un nuovo Trattato: quello costituzionale, di cui non si completò il processo di ratifica, e poi quello di Lisbona. Entrambi i Trattati furono sottoscritti dai Capi di governo di tutti gli Stati membri.
Non si può ora neppure immaginare di ripartire da zero. Né si può pensare che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Unione possa arrestare l'indispensabile, ed oramai non più procrastinabile, processo di riforma. L'iter delle ratifiche dovrà andare avanti fino a raggiungere in tempi brevi la soglia dei 4 quinti, perché il Consiglio europeo possa subito dopo - secondo l'art. 48 del nuovo Trattato - prendere le sue decisioni.
Se non si supera la regola dell'unanimità per la ratifica dei trattati, l'Unione europea è condannata alla paralisi e alla dissoluzione. Le forze politiche e i governi di tradizione europeista hanno la responsabilità storica - nei confronti delle future generazioni - di impegnarsi a scongiurare un simile rischio, a preservare il patrimonio di cinquant'anni di inestimabili conquiste. E' l'ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi - nonostante impegni solennemente sottoscritti - minaccia di bloccarla".
Roma, 13 giugno 2008
