Messaggio del Presidente Napolitano per il 26° anniversario dell'uccisione del Generale Dalla Chiesa
Comunicato
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Prefetto di Palermo, dott. Giancarlo Trevisone, il seguente messaggio: "A ventisei anni dall'agguato di via Carini a Palermo, ricordo con immutata commozione il Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e il coraggioso agente di scorta Domenico Russo, vittime di un barbaro atto di violenza eversiva che intendeva affermare il predominio del potere criminale mafioso sulle leggi dello Stato e minare le basi della civile convivenza. Il tremendo e vile attentato colpì un servitore dello Stato che, per la sua profonda adesione ai valori della Costituzione e per il rigoroso impegno civile e morale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ha costituito un essenziale punto di riferimento per l'intera comunità nazionale e, in particolare, per tutti coloro che avevano potuto quotidianamente apprezzarne la ferrea determinazione e la capacità di adottare innovativi metodi di investigazione. L'impegno delle istituzioni e la reazione della società civile hanno permesso di ottenere significativi successi nella lotta alle organizzazioni mafiose: quell'impegno e quella reazione devono continuare con pari intensità, traendo forza dall'esempio e dalla memoria di quanti hanno saputo servire gli interessi della collettività fino al sacrificio della vita. Con questi sentimenti e interpretando il pensiero di tutti gli italiani, rinnovo ai familiari del Generale Dalla Chiesa, della sua gentile consorte e dell'agente Russo le espressioni di affettuosa vicinanza e di solidale partecipazione".
Roma, 3 settembre 2008
leggi tutto
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Prefetto di Palermo, dott. Giancarlo Trevisone, il seguente messaggio: "A ventisei anni dall'agguato di via Carini a Palermo, ricordo con immutata commozione il Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e il coraggioso agente di scorta Domenico Russo, vittime di un barbaro atto di violenza eversiva che intendeva affermare il predominio del potere criminale mafioso sulle leggi dello Stato e minare le basi della civile convivenza. Il tremendo e vile attentato colpì un servitore dello Stato che, per la sua profonda adesione ai valori della Costituzione e per il rigoroso impegno civile e morale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ha costituito un essenziale punto di riferimento per l'intera comunità nazionale e, in particolare, per tutti coloro che avevano potuto quotidianamente apprezzarne la ferrea determinazione e la capacità di adottare innovativi metodi di investigazione. L'impegno delle istituzioni e la reazione della società civile hanno permesso di ottenere significativi successi nella lotta alle organizzazioni mafiose: quell'impegno e quella reazione devono continuare con pari intensità, traendo forza dall'esempio e dalla memoria di quanti hanno saputo servire gli interessi della collettività fino al sacrificio della vita. Con questi sentimenti e interpretando il pensiero di tutti gli italiani, rinnovo ai familiari del Generale Dalla Chiesa, della sua gentile consorte e dell'agente Russo le espressioni di affettuosa vicinanza e di solidale partecipazione".
Roma, 3 settembre 2008
