Messaggio del Presidente nel 26° anniversario dell'uccisione del Giudice Chinnici
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla Dott.ssa Caterina Chinnici, Vice Presidente della Fondazione Rocco Chinnici, il seguente messaggio: "A ventisei anni dall'attentato di via Pipitone Federico, rendo commosso omaggio alla memoria del giudice Rocco Chinnici, degli addetti alla sua sicurezza - maresciallo Mario Trapassi e appuntato Salvatore Bartolotta - e del portiere dello stabile - Stefano Li Sacchi. Rocco Chinnici, con il suo lavoro paziente e intelligente, la sua tensione morale e il suo coraggio, seppe rappresentare lo Stato di diritto con intransigente senso di responsabilità e rigore intellettuale. Il suo sacrificio produsse un effetto opposto a quello che la criminalità organizzata si proponeva di conseguire con le spietate e sanguinarie modalità di esecuzione dell'attentato: contribuì infatti a rafforzare nella società civile e nelle istituzioni la volontà di contrastare la mafia con sempre maggiore fermezza, ricorrendo in modo sistematico a quei penetranti sistemi di investigazione che egli aveva iniziato a sperimentare nell'ufficio istruzione di Palermo. Il ricordo e l'esempio di Rocco Chinnici restano dolorosamente presenti in ognuno di noi e a lui va il riconoscente pensiero di tutto il Paese".
Roma, 29 luglio 2009
leggi tutto
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla Dott.ssa Caterina Chinnici, Vice Presidente della Fondazione Rocco Chinnici, il seguente messaggio: "A ventisei anni dall'attentato di via Pipitone Federico, rendo commosso omaggio alla memoria del giudice Rocco Chinnici, degli addetti alla sua sicurezza - maresciallo Mario Trapassi e appuntato Salvatore Bartolotta - e del portiere dello stabile - Stefano Li Sacchi. Rocco Chinnici, con il suo lavoro paziente e intelligente, la sua tensione morale e il suo coraggio, seppe rappresentare lo Stato di diritto con intransigente senso di responsabilità e rigore intellettuale. Il suo sacrificio produsse un effetto opposto a quello che la criminalità organizzata si proponeva di conseguire con le spietate e sanguinarie modalità di esecuzione dell'attentato: contribuì infatti a rafforzare nella società civile e nelle istituzioni la volontà di contrastare la mafia con sempre maggiore fermezza, ricorrendo in modo sistematico a quei penetranti sistemi di investigazione che egli aveva iniziato a sperimentare nell'ufficio istruzione di Palermo. Il ricordo e l'esempio di Rocco Chinnici restano dolorosamente presenti in ognuno di noi e a lui va il riconoscente pensiero di tutto il Paese".
Roma, 29 luglio 2009
