Lettera del 4 settembre 2009 al Vice Presidente del CSM Mancino firmata dal Consigliere per gli Affari dell'amministrazione della giustizia
Nota
Si rende noto il testo integrale della lettera del 4 settembre 2009 al Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, firmata - come da prassi - per il Segretario generale dal Consigliere del Presidente per gli Affari dell'amministrazione della giustizia Loris D'Ambrosio: "Il Presidente della Repubblica, preso atto delle proposte di archiviazione delle pratiche a tutela depositate il 29 luglio 2009, nell'esprimere l'assenso di rito all'ordine del giorno per le sedute del 9 e 10 settembre 2009 - nella formulazione risultante a seguito della nota 3 settembre 2009 del Segretario generale del Consiglio superiore della magistratura-, mi incarica di segnalare che, nelle motivazioni di alcune delle proposte di apertura di pratica a garanzia della indipendenza e del prestigio dei magistrati e della funzione giudiziaria, è fatto riferimento alle risoluzioni che, a partire dal 1978, il Consiglio ha assunto in materia; nessun riferimento è invece fatto alle previsioni dell' art. 21-bis del Regolamento Interno che ora disciplina l'istituto ancorandolo a stringenti e rigorosi presupposti.
Il Capo dello Stato auspica che l'esame delle pratiche a tutela avvenga con serenità ed equilibrio, in linea con la esigenza di fare responsabile e prudente uso di un istituto che - come emerge dalla formulazione dell'art. 21-bis R.I., dai lavori preparatori della nuova previsione normativa e dal verbale della seduta consiliare del 2 luglio scorso - si giustifica solo quando è indispensabile per garantire la credibilità della Istituzione nel suo complesso da attacchi così denigratori da mettere in dubbio l'imparziale esercizio della funzione giudiziaria e da far ritenere la sua soggezione a gravi condizionamenti: non anche quando mira a garantire la reputazione dei singoli la cui tutela - come per tutti i cittadini - è rimessa alla iniziativa dei magistrati interessati".
Roma, 10 settembre 2009
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Si rende noto il testo integrale della lettera del 4 settembre 2009 al Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino, firmata - come da prassi - per il Segretario generale dal Consigliere del Presidente per gli Affari dell'amministrazione della giustizia Loris D'Ambrosio: "Il Presidente della Repubblica, preso atto delle proposte di archiviazione delle pratiche a tutela depositate il 29 luglio 2009, nell'esprimere l'assenso di rito all'ordine del giorno per le sedute del 9 e 10 settembre 2009 - nella formulazione risultante a seguito della nota 3 settembre 2009 del Segretario generale del Consiglio superiore della magistratura-, mi incarica di segnalare che, nelle motivazioni di alcune delle proposte di apertura di pratica a garanzia della indipendenza e del prestigio dei magistrati e della funzione giudiziaria, è fatto riferimento alle risoluzioni che, a partire dal 1978, il Consiglio ha assunto in materia; nessun riferimento è invece fatto alle previsioni dell' art. 21-bis del Regolamento Interno che ora disciplina l'istituto ancorandolo a stringenti e rigorosi presupposti.
Il Capo dello Stato auspica che l'esame delle pratiche a tutela avvenga con serenità ed equilibrio, in linea con la esigenza di fare responsabile e prudente uso di un istituto che - come emerge dalla formulazione dell'art. 21-bis R.I., dai lavori preparatori della nuova previsione normativa e dal verbale della seduta consiliare del 2 luglio scorso - si giustifica solo quando è indispensabile per garantire la credibilità della Istituzione nel suo complesso da attacchi così denigratori da mettere in dubbio l'imparziale esercizio della funzione giudiziaria e da far ritenere la sua soggezione a gravi condizionamenti: non anche quando mira a garantire la reputazione dei singoli la cui tutela - come per tutti i cittadini - è rimessa alla iniziativa dei magistrati interessati".
Roma, 10 settembre 2009
