Dichiarazione del Presidente Napolitano sull'impiego dei militari italiani in missioni di pace all'estero
Comunicato
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in relazione alla presa di posizione dell'on. Pier Ferdinando Casini, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"All'onorevole Casini posso confermare che nei miei, anche recenti, incontri con Capi di Stato e di governo e con rappresentanti della comunità internazionale, ho sempre messo in luce l'importanza del larghissimo sostegno dell'opinione pubblica e delle forze politiche all'impegno di militari italiani in missioni di pace all'estero. Questo sostegno, di cui sono state parte integrante le forze fondamentali dell'opposizione - anche in occasione di importanti votazioni in Parlamento - si è tradotto in generale commosso e rispettoso omaggio, da ultimo, ai sei nostri caduti in Afghanistan e in affettuosa, solidale vicinanza alle loro famiglie.
È questo un titolo di vanto per l'Italia, che ho sempre prospettato ai miei interlocutori stranieri, in piena sintonia con i responsabili della politica estera del governo partecipanti agli incontri da me tenuti. E si tratta di un dato rilevante e importante, che non può essere scalfito da episodi di becera e indegna contestazione ai quali non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo".
Roma, 28 settembre 2009
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in relazione alla presa di posizione dell'on. Pier Ferdinando Casini, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"All'onorevole Casini posso confermare che nei miei, anche recenti, incontri con Capi di Stato e di governo e con rappresentanti della comunità internazionale, ho sempre messo in luce l'importanza del larghissimo sostegno dell'opinione pubblica e delle forze politiche all'impegno di militari italiani in missioni di pace all'estero. Questo sostegno, di cui sono state parte integrante le forze fondamentali dell'opposizione - anche in occasione di importanti votazioni in Parlamento - si è tradotto in generale commosso e rispettoso omaggio, da ultimo, ai sei nostri caduti in Afghanistan e in affettuosa, solidale vicinanza alle loro famiglie.
È questo un titolo di vanto per l'Italia, che ho sempre prospettato ai miei interlocutori stranieri, in piena sintonia con i responsabili della politica estera del governo partecipanti agli incontri da me tenuti. E si tratta di un dato rilevante e importante, che non può essere scalfito da episodi di becera e indegna contestazione ai quali non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo".
Roma, 28 settembre 2009
