Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del centenario della nascita di Giulio Carlo Argan
Comunicato
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Comitato promotore del Convegno in onore di Giulio Carlo Argan, in occasione del centenario della nascita, il seguente messaggio:
"La storia dell'arte e della critica d'arte italiane del Novecento è stata profondamente segnata dalla personalità di Giulio Carlo Argan. La sua figura di intellettuale e di illustre studioso non fu mai disgiunta da quella di servitore dello Stato fattivamente impegnato nell'azione di tutela del bene culturale. Come funzionario nella Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, Argan ebbe modo di operare con singolare incisività per tutelare il nostro patrimonio storico e archeologico. Determinante è stata la sua partecipazione per la definizione della fondamentale legge 1089 del 1939, che regolò la materia relativa alle "cose d'arte" che è stata applicata e vigente fino a pochi anni orsono.
Giulio Carlo Argan, allievo di Lionello Venturi che fu uno dei 12 professori universitari che nel 1931 si rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista subendo per questo l'allontanamento dall'insegnamento e l'esilio, non disgiunse mai nella professione l'impegno civile da quello specificamente scientifico. Anche quando nel 1955 transitava all'insegnamento universitario, prima a Palermo e poi a Roma, Argan manteneva l'impegno di quella convinta responsabilità partecipativa che l'avrebbe naturalmente portato alla politica attiva. Nel 1976 accettando la carica di primo cittadino di Roma si predispose a portare nello svolgimento di quell'alto incarico la sua grande sensibilità e di preparazione culturale. E successivamente sedendo in Senato per due legislature espresse ancora la sua vocazione di interprete in seno alle istituzioni delle esigenze di tutela del nostro patrimonio storico-artistico.
Lo straordinario ingegno e la rara capacità di cogliere il senso più ampio e il valore più profondo della cultura erano tra le più spiccate qualità di Argan; cui si aggiunse una particolare apertura verso le più moderne espressioni e tendenze della creazione artistica.
In una lettera a Giovanni Spadolini, egli scriveva: "Spesso mi chiesi se la politica non ti sottrasse allo studio o lo studio alla politica. Sbagliavo, uno storico può conciliare le due cose". Argan ha davvero saputo combinare in modo eccellente le due dimensioni del proprio agire".
Roma 19 novembre 2009
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Comitato promotore del Convegno in onore di Giulio Carlo Argan, in occasione del centenario della nascita, il seguente messaggio:
"La storia dell'arte e della critica d'arte italiane del Novecento è stata profondamente segnata dalla personalità di Giulio Carlo Argan. La sua figura di intellettuale e di illustre studioso non fu mai disgiunta da quella di servitore dello Stato fattivamente impegnato nell'azione di tutela del bene culturale. Come funzionario nella Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, Argan ebbe modo di operare con singolare incisività per tutelare il nostro patrimonio storico e archeologico. Determinante è stata la sua partecipazione per la definizione della fondamentale legge 1089 del 1939, che regolò la materia relativa alle "cose d'arte" che è stata applicata e vigente fino a pochi anni orsono.
Giulio Carlo Argan, allievo di Lionello Venturi che fu uno dei 12 professori universitari che nel 1931 si rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista subendo per questo l'allontanamento dall'insegnamento e l'esilio, non disgiunse mai nella professione l'impegno civile da quello specificamente scientifico. Anche quando nel 1955 transitava all'insegnamento universitario, prima a Palermo e poi a Roma, Argan manteneva l'impegno di quella convinta responsabilità partecipativa che l'avrebbe naturalmente portato alla politica attiva. Nel 1976 accettando la carica di primo cittadino di Roma si predispose a portare nello svolgimento di quell'alto incarico la sua grande sensibilità e di preparazione culturale. E successivamente sedendo in Senato per due legislature espresse ancora la sua vocazione di interprete in seno alle istituzioni delle esigenze di tutela del nostro patrimonio storico-artistico.
Lo straordinario ingegno e la rara capacità di cogliere il senso più ampio e il valore più profondo della cultura erano tra le più spiccate qualità di Argan; cui si aggiunse una particolare apertura verso le più moderne espressioni e tendenze della creazione artistica.
In una lettera a Giovanni Spadolini, egli scriveva: "Spesso mi chiesi se la politica non ti sottrasse allo studio o lo studio alla politica. Sbagliavo, uno storico può conciliare le due cose". Argan ha davvero saputo combinare in modo eccellente le due dimensioni del proprio agire".
Roma 19 novembre 2009
