Messaggio del Presidente Napolitano al Card. Bagnasco in occasione della Giornata di studio per la 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
Comunicato>
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del Convegno di studi promosso a Genova dalla Conferenza Episcopale Italiana, in preparazione della XLVI Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in programma nell'ottobre 2010, ha inviato al Presidente della CEI, S. Em. il Cardinale Angelo Bagnasco, un messaggio ai partecipanti alla Giornata di studi:
" L'incontro si propone di rileggere e approfondire, nell'approssimarsi del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il grande contributo che la Chiesa e i Cattolici hanno dato, spesso pagandone alti prezzi, alla storia d'Italia e alla crescita civile del Paese.
Anche dopo la formazione dello Stato unitario l'intero mondo cattolico, sia pure non senza momenti di attrito e di difficile confronto, è stato protagonista di rilievo della vita pubblica, fino ad influenzare profondamente il processo di formazione ed approvazione della Costituzione repubblicana.
Ho più volte ricordato l'apporto dei quattro "professorini", come vennero chiamati i protagonisti politici maggiori per parte democristiana nell'Assemblea Costituente: Fanfani, La Pira, Dossetti e Moro, così come rilevanti furono i contributi di studiosi di formazione cattolica primo fra tutti Costantino Mortati, che è stato tra i principali autori ed estensori della Carta Costituzionale.
In quella felice stagione istituzionale esperienze e culture diverse si sono riconosciute in un comune patrimonio di valori - libertà, centralità e dignità della persona, tutela del lavoro, solidarietà e coesione sociale - alla cui progressiva, concreta attuazione i cattolici hanno ampiamente concorso, con un forte impegno nel mondo della cultura, dell'associazionismo, del sindacato e del volontariato, così contribuendo ad arricchire il rapporto tra società civile e istituzioni pubbliche.
La intensa partecipazione dei cattolici alla vita pubblica italiana è stata a sua volta preziosa e feconda per il rinnovamento dell'insieme del Movimento cattolico e delle stesse istituzioni ecclesiali, come Ella ha voluto testimoniare richiamando figure come Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e Vittorio Bachelet, che seppero parimenti impegnarsi nella vita della Chiesa e delle istituzioni statuali.
È significativo che al centro della riflessione sia stata posta la celebrazione di una "memoria condivisa" nella prospettiva dell'impegno per un "futuro da condividere": sintesi di una capacità e volontà di coniugare fede e ragione, riconoscimento della dimensione pubblica e sociale del fatto religioso e piena accettazione del valore del metodo democratico in uno spirito di autentica e positiva laicità. Ancora una volta il contributo dei cattolici può risultare essenziale al fine di promuovere quel confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti che è cruciale per l'attuazione delle necessarie riforme istituzionali e per il perseguimento di obbiettivi di inclusione sociale e integrazione culturale".
Roma, 3 maggio 2010
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del Convegno di studi promosso a Genova dalla Conferenza Episcopale Italiana, in preparazione della XLVI Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in programma nell'ottobre 2010, ha inviato al Presidente della CEI, S. Em. il Cardinale Angelo Bagnasco, un messaggio ai partecipanti alla Giornata di studi:
" L'incontro si propone di rileggere e approfondire, nell'approssimarsi del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il grande contributo che la Chiesa e i Cattolici hanno dato, spesso pagandone alti prezzi, alla storia d'Italia e alla crescita civile del Paese.
Anche dopo la formazione dello Stato unitario l'intero mondo cattolico, sia pure non senza momenti di attrito e di difficile confronto, è stato protagonista di rilievo della vita pubblica, fino ad influenzare profondamente il processo di formazione ed approvazione della Costituzione repubblicana.
Ho più volte ricordato l'apporto dei quattro "professorini", come vennero chiamati i protagonisti politici maggiori per parte democristiana nell'Assemblea Costituente: Fanfani, La Pira, Dossetti e Moro, così come rilevanti furono i contributi di studiosi di formazione cattolica primo fra tutti Costantino Mortati, che è stato tra i principali autori ed estensori della Carta Costituzionale.
In quella felice stagione istituzionale esperienze e culture diverse si sono riconosciute in un comune patrimonio di valori - libertà, centralità e dignità della persona, tutela del lavoro, solidarietà e coesione sociale - alla cui progressiva, concreta attuazione i cattolici hanno ampiamente concorso, con un forte impegno nel mondo della cultura, dell'associazionismo, del sindacato e del volontariato, così contribuendo ad arricchire il rapporto tra società civile e istituzioni pubbliche.
La intensa partecipazione dei cattolici alla vita pubblica italiana è stata a sua volta preziosa e feconda per il rinnovamento dell'insieme del Movimento cattolico e delle stesse istituzioni ecclesiali, come Ella ha voluto testimoniare richiamando figure come Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e Vittorio Bachelet, che seppero parimenti impegnarsi nella vita della Chiesa e delle istituzioni statuali.
È significativo che al centro della riflessione sia stata posta la celebrazione di una "memoria condivisa" nella prospettiva dell'impegno per un "futuro da condividere": sintesi di una capacità e volontà di coniugare fede e ragione, riconoscimento della dimensione pubblica e sociale del fatto religioso e piena accettazione del valore del metodo democratico in uno spirito di autentica e positiva laicità. Ancora una volta il contributo dei cattolici può risultare essenziale al fine di promuovere quel confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti che è cruciale per l'attuazione delle necessarie riforme istituzionali e per il perseguimento di obbiettivi di inclusione sociale e integrazione culturale".
Roma, 3 maggio 2010
