Dichiarazione del Presidente Napolitano sulla missione in Afghanistan
Nota
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Ancora un abbraccio di dolore e di solidarietà - a nome di tutti gli italiani - ai genitori, ai famigliari dei nostri quattro alpini caduti. Dobbiamo a questi ragazzi infinita riconoscenza per aver sacrificato le loro giovani vite servendo con altruismo e coraggio una causa giusta e facendo onore nel modo più alto al loro e nostro paese, all'Italia. Erano in Afghanistan, partecipando ad una missione necessariamente militare e nello stesso tempo civile e costruttiva, non per recare offesa alla libertà di un altro popolo né per risolvere con la guerra una controversia con quel paese: ma per rispondere all'appello di quelle organizzazioni internazionali, di cui parla l'art. 11 della nostra Costituzione, impegnate ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni. Ogni legittimo confronto politico sulla strategia e sulle prospettive della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan non può prescindere dal rispetto per il sacrificio di tutti i caduti tra i militari che vi hanno partecipato e dalla volontà di raccogliere i frutti del loro sacrificio nell'interesse della comunità internazionale, della pace e della stabilità di una Regione tormentata".
Roma, 12 ottobre 2010
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Ancora un abbraccio di dolore e di solidarietà - a nome di tutti gli italiani - ai genitori, ai famigliari dei nostri quattro alpini caduti. Dobbiamo a questi ragazzi infinita riconoscenza per aver sacrificato le loro giovani vite servendo con altruismo e coraggio una causa giusta e facendo onore nel modo più alto al loro e nostro paese, all'Italia. Erano in Afghanistan, partecipando ad una missione necessariamente militare e nello stesso tempo civile e costruttiva, non per recare offesa alla libertà di un altro popolo né per risolvere con la guerra una controversia con quel paese: ma per rispondere all'appello di quelle organizzazioni internazionali, di cui parla l'art. 11 della nostra Costituzione, impegnate ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni. Ogni legittimo confronto politico sulla strategia e sulle prospettive della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan non può prescindere dal rispetto per il sacrificio di tutti i caduti tra i militari che vi hanno partecipato e dalla volontà di raccogliere i frutti del loro sacrificio nell'interesse della comunità internazionale, della pace e della stabilità di una Regione tormentata".
Roma, 12 ottobre 2010
