Lettera del Presidente Napolitano al Vice Presidente del CSM, Vietti
Nota
In apertura della seduta pomeridiana della odierna riunione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, il Vice Presidente Michele Vietti ha dato lettura della lettera con cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto ad una nota nella quale alcuni consiglieri hanno espresso "vivo sconcerto" per notizie apparse sugli organi di informazione a proposito di una "pratica a tutela" e che, su loro richiesta, è stata trasmessa dal Vice Presidente Vietti il 16 novembre scorso al Capo dello Stato.
Questo il testo integrale della lettera.
"Rispondo alla nota dei consiglieri Marini, Brigandì, Palumbo, Romano e Zanon a lei indirizzata in data 9 novembre e che mi ha successivamente trasmesso su loro richiesta, nella quale si affrontano i temi, delicati e controversi, delle pratiche a tutela e delle anticipazioni di stampa su procedure consiliari non ancora definite.
Nella scorsa consiliatura, su questo ultimo tema intervenne più volte il Vice Presidente Nicola Mancino. Il ripetersi di improprie anticipazioni potrebbe rendere opportuna la introduzione, nel regolamento interno, di ulteriori, specifiche previsioni che modifichino l'attuale disciplina, al fine di scongiurare questo grave inconveniente.
Quanto alle pratiche a tutela, ho già avuto occasione di esprimere perplessità sulla natura e sulla efficacia di un istituto che si risolve in una dichiarazione unilaterale esposta al rischio di una ulteriore spirale polemica.
Pertanto, fin dai miei primi interventi al CSM, ho invitato a una riflessione sui limiti dell'istituto e sulla necessità di una sua espressa disciplina. All'invito ha fatto seguito, nel 2009, l'inserimento nel regolamento interno di una apposita norma, che gli stessi firmatari della nota che mi ha trasmesso potranno eventualmente proporre di sottoporre a revisione.
Richiamo da ultimo l'attenzione sul fatto che in una delicatissima fase della vita istituzionale, la mia responsabilità di Capo dello Stato deve prevalere rispetto a interventi su questioni che riguardano la dialettica interna al Consiglio. Mi appello perciò al senso di responsabilità di tutti invitando al riserbo, ad evitare il verificarsi di situazioni che possono creare inopportune tensioni".
Roma, 1 dicembre 2010
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In apertura della seduta pomeridiana della odierna riunione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, il Vice Presidente Michele Vietti ha dato lettura della lettera con cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto ad una nota nella quale alcuni consiglieri hanno espresso "vivo sconcerto" per notizie apparse sugli organi di informazione a proposito di una "pratica a tutela" e che, su loro richiesta, è stata trasmessa dal Vice Presidente Vietti il 16 novembre scorso al Capo dello Stato.
Questo il testo integrale della lettera.
"Rispondo alla nota dei consiglieri Marini, Brigandì, Palumbo, Romano e Zanon a lei indirizzata in data 9 novembre e che mi ha successivamente trasmesso su loro richiesta, nella quale si affrontano i temi, delicati e controversi, delle pratiche a tutela e delle anticipazioni di stampa su procedure consiliari non ancora definite.
Nella scorsa consiliatura, su questo ultimo tema intervenne più volte il Vice Presidente Nicola Mancino. Il ripetersi di improprie anticipazioni potrebbe rendere opportuna la introduzione, nel regolamento interno, di ulteriori, specifiche previsioni che modifichino l'attuale disciplina, al fine di scongiurare questo grave inconveniente.
Quanto alle pratiche a tutela, ho già avuto occasione di esprimere perplessità sulla natura e sulla efficacia di un istituto che si risolve in una dichiarazione unilaterale esposta al rischio di una ulteriore spirale polemica.
Pertanto, fin dai miei primi interventi al CSM, ho invitato a una riflessione sui limiti dell'istituto e sulla necessità di una sua espressa disciplina. All'invito ha fatto seguito, nel 2009, l'inserimento nel regolamento interno di una apposita norma, che gli stessi firmatari della nota che mi ha trasmesso potranno eventualmente proporre di sottoporre a revisione.
Richiamo da ultimo l'attenzione sul fatto che in una delicatissima fase della vita istituzionale, la mia responsabilità di Capo dello Stato deve prevalere rispetto a interventi su questioni che riguardano la dialettica interna al Consiglio. Mi appello perciò al senso di responsabilità di tutti invitando al riserbo, ad evitare il verificarsi di situazioni che possono creare inopportune tensioni".
Roma, 1 dicembre 2010
