Dichiarazione del Presidente Napolitano per la nomina di Draghi alla Presidenza della BCE
Comunicato
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"La nomina ufficiale da parte del Consiglio Europeo di Mario Draghi a Presidente della Banca Centrale Europea - intervenuta a un giorno di distanza dal voto favorevole espresso a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo - costituisce un fatto di significato e di portata tale da non poter sfuggire all'attenzione della più vasta opinione pubblica. Desidero innanzitutto esprimere la profonda soddisfazione dell'Italia, di tutte le sue forze sociali e politiche, e rivolgere il mio apprezzamento ai Capi di Stato e di governo che hanno, oggi a Bruxelles, concorso a questa decisione. In essa si può ben vedere il solenne riconoscimento sia dell'impegno storico del nostro paese e dei suoi molteplici apporti concreti, oggi come ieri, per la costruzione dell'Europa unita, sia del valore delle personalità che il nostro paese è stato ed è in grado di esprimere. Mario Draghi appartiene a quella schiera di public servant italiani, di servitori della cosa pubblica nazionale ed europea, che nel corso dei decenni si è espressa attraverso molte forti personalità. Forti per devozione all'interesse generale, per rispetto delle regole e per indipendenza intellettuale e morale, per elevata cultura, competenza specifica e professionalità. Mario Draghi ha sviluppato e mostrato queste doti nel suo lungo servizio al Ministero del Tesoro e infine, negli ultimi cinque anni, come governatore della Banca d'Italia, collaborando sin dai primi anni Novanta, in momenti importanti, anche all'evoluzione e al consolidamento delle istituzioni europee. Siamo certi che egli saprà pienamente corrispondere alla fiducia manifestatagli dalle autorità italiane ed europee, guidando con mano sicura, in una fase difficile, l'istituzione che opera a Francoforte per la stabilità finanziaria come base per il rafforzamento della moneta unica e per uno sviluppo sostenibile dell'economia e della società in Europa".
Roma, 24 giugno 2011
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"La nomina ufficiale da parte del Consiglio Europeo di Mario Draghi a Presidente della Banca Centrale Europea - intervenuta a un giorno di distanza dal voto favorevole espresso a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo - costituisce un fatto di significato e di portata tale da non poter sfuggire all'attenzione della più vasta opinione pubblica. Desidero innanzitutto esprimere la profonda soddisfazione dell'Italia, di tutte le sue forze sociali e politiche, e rivolgere il mio apprezzamento ai Capi di Stato e di governo che hanno, oggi a Bruxelles, concorso a questa decisione. In essa si può ben vedere il solenne riconoscimento sia dell'impegno storico del nostro paese e dei suoi molteplici apporti concreti, oggi come ieri, per la costruzione dell'Europa unita, sia del valore delle personalità che il nostro paese è stato ed è in grado di esprimere. Mario Draghi appartiene a quella schiera di public servant italiani, di servitori della cosa pubblica nazionale ed europea, che nel corso dei decenni si è espressa attraverso molte forti personalità. Forti per devozione all'interesse generale, per rispetto delle regole e per indipendenza intellettuale e morale, per elevata cultura, competenza specifica e professionalità. Mario Draghi ha sviluppato e mostrato queste doti nel suo lungo servizio al Ministero del Tesoro e infine, negli ultimi cinque anni, come governatore della Banca d'Italia, collaborando sin dai primi anni Novanta, in momenti importanti, anche all'evoluzione e al consolidamento delle istituzioni europee. Siamo certi che egli saprà pienamente corrispondere alla fiducia manifestatagli dalle autorità italiane ed europee, guidando con mano sicura, in una fase difficile, l'istituzione che opera a Francoforte per la stabilità finanziaria come base per il rafforzamento della moneta unica e per uno sviluppo sostenibile dell'economia e della società in Europa".
Roma, 24 giugno 2011
