Messaggio del Presidente Napolitano nell'anniversario dell'uccisione del Giudice Chinnici
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del ventottesimo anniversario del vile, tragico attentato che il 29 luglio 1983 colpì il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta, Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico a Palermo, Stefano Li Sacchi, in un messaggio alla signora Caterina Chinnici e ai famigliari delle altre vittime dell'attentato, ha espresso "il saluto commosso e solidale mio e dell'intero Paese". "Quale Consigliere istruttore del Tribunale di Palermo, Rocco Chinnici aveva dato forte impulso alle indagini sulla criminalità organizzata, prospettando nuove strategie investigative in grado di contrastarla efficacemente e di colpirne gli affari e i legami internazionali. Della mafia era quindi divenuto obiettivo privilegiato anche perché alla rigorosa professionalità e alla schiva 'religione del lavoro' accompagnava la passione civile e la capacità di far crescere nella coscienza collettiva la consapevolezza di dover combattere il crimine senza mai indulgere ad atteggiamenti di indifferenza o tacita e comoda tolleranza. Al pari di altri magistrati e servitori dello Stato caduti per mano di mafia, Rocco Chinnici fu autentico eroe della causa della legalità e, assieme, costruttore di un più valido presidio giuridico e istituzionale di fronte alle sfide criminali".
Roma, 29 luglio 2011
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del ventottesimo anniversario del vile, tragico attentato che il 29 luglio 1983 colpì il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta, Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico a Palermo, Stefano Li Sacchi, in un messaggio alla signora Caterina Chinnici e ai famigliari delle altre vittime dell'attentato, ha espresso "il saluto commosso e solidale mio e dell'intero Paese". "Quale Consigliere istruttore del Tribunale di Palermo, Rocco Chinnici aveva dato forte impulso alle indagini sulla criminalità organizzata, prospettando nuove strategie investigative in grado di contrastarla efficacemente e di colpirne gli affari e i legami internazionali. Della mafia era quindi divenuto obiettivo privilegiato anche perché alla rigorosa professionalità e alla schiva 'religione del lavoro' accompagnava la passione civile e la capacità di far crescere nella coscienza collettiva la consapevolezza di dover combattere il crimine senza mai indulgere ad atteggiamenti di indifferenza o tacita e comoda tolleranza. Al pari di altri magistrati e servitori dello Stato caduti per mano di mafia, Rocco Chinnici fu autentico eroe della causa della legalità e, assieme, costruttore di un più valido presidio giuridico e istituzionale di fronte alle sfide criminali".
Roma, 29 luglio 2011
