Cordoglio del Presidente Napolitano per la scomparsa del prof. Paolo Rossi Monti
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa del prof. Paolo Rossi Monti, ha inviato alla moglie, al Sindaco di Firenze e al Rettore dell'Università fiorentina il seguente messaggio: "La scomparsa di Paolo Rossi, ancora fecondamente impegnato nella ricerca e nella riflessione ideale, è una grave perdita per la cultura italiana. Allievo e collaboratore di studiosi già affermatisi tra i maggiori del loro tempo, egli è stato maestro di conoscenza storica e filosofica, approfondendo con eccezionale acutezza il patrimonio del pensiero scientifico e collocandosi tra i grandi cultori e continuatori della tradizione rinascimentale. I riconoscimenti di alto valore nazionale e internazionale che gli sono stati attribuiti testimoniano l'indiscutibile spessore e risonanza del suo magistero. Ho personalmente avuto la ventura, in anni recenti, di incontrarlo nella sua Università di Firenze e di avere con lui scambi di opinioni che hanno accresciuto la mia ammirazione per la sua sapienza, per la sua cultura libera da ogni confine specialistico, per la sua visione e passione civile e morale. Partecipo commosso al dolore della sua consorte e di quanti lo ebbero caro".
Roma, 15 gennaio 2012
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa del prof. Paolo Rossi Monti, ha inviato alla moglie, al Sindaco di Firenze e al Rettore dell'Università fiorentina il seguente messaggio: "La scomparsa di Paolo Rossi, ancora fecondamente impegnato nella ricerca e nella riflessione ideale, è una grave perdita per la cultura italiana. Allievo e collaboratore di studiosi già affermatisi tra i maggiori del loro tempo, egli è stato maestro di conoscenza storica e filosofica, approfondendo con eccezionale acutezza il patrimonio del pensiero scientifico e collocandosi tra i grandi cultori e continuatori della tradizione rinascimentale. I riconoscimenti di alto valore nazionale e internazionale che gli sono stati attribuiti testimoniano l'indiscutibile spessore e risonanza del suo magistero. Ho personalmente avuto la ventura, in anni recenti, di incontrarlo nella sua Università di Firenze e di avere con lui scambi di opinioni che hanno accresciuto la mia ammirazione per la sua sapienza, per la sua cultura libera da ogni confine specialistico, per la sua visione e passione civile e morale. Partecipo commosso al dolore della sua consorte e di quanti lo ebbero caro".
Roma, 15 gennaio 2012
