Lettera del Presidente Napolitano al Presidente del Parlamento europeo Schulz
Nota
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l'invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell'Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non gli consentano di intervenire a Strasburgo. "Ma desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo - ha scritto il Capo dello Stato al Presidente Schulz - che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo - in seno all'Unione - della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioè della rappresentanza dei cittadini incarnata nel Parlamento".
Roma, 7 marzo 2013
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l'invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell'Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non gli consentano di intervenire a Strasburgo. "Ma desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo - ha scritto il Capo dello Stato al Presidente Schulz - che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo - in seno all'Unione - della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioè della rappresentanza dei cittadini incarnata nel Parlamento".
Roma, 7 marzo 2013
