Nota sulle polemiche riportate dalla stampa in merito all'art. 278 del codice penale
Nota
Negli ambienti del Quirinale si rileva come sulla stampa abbia avuto oggi rilievo un tema non nuovo sollevato polemicamente già nel passato: quello relativo al reato di "offese all'onore o al prestigio" del Presidente della Repubblica. La contestazione in tal caso di eventuali ipotesi di reato avviene del tutto indipendentemente da ogni intervento del Capo dello Stato, che non è chiamato a dare alcun parere né tantomeno autorizzazione all'autorità giudiziaria che ritenga di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 278 del Codice Penale. Anche se taluni mostrano di ignorarlo, il Presidente Napolitano già anni fa ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l'abrogazione di quella disposizione del Codice. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento. Resta peraltro come problema reale di costume politico e di garanzia democratica quello della capacità di distinguere tra "libertà di critica e ciò che non lo è" - come già disse il Presidente Napolitano nel 2009 - "nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica", specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni.
Roma, 16 maggio 2013
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Negli ambienti del Quirinale si rileva come sulla stampa abbia avuto oggi rilievo un tema non nuovo sollevato polemicamente già nel passato: quello relativo al reato di "offese all'onore o al prestigio" del Presidente della Repubblica. La contestazione in tal caso di eventuali ipotesi di reato avviene del tutto indipendentemente da ogni intervento del Capo dello Stato, che non è chiamato a dare alcun parere né tantomeno autorizzazione all'autorità giudiziaria che ritenga di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 278 del Codice Penale. Anche se taluni mostrano di ignorarlo, il Presidente Napolitano già anni fa ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l'abrogazione di quella disposizione del Codice. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento. Resta peraltro come problema reale di costume politico e di garanzia democratica quello della capacità di distinguere tra "libertà di critica e ciò che non lo è" - come già disse il Presidente Napolitano nel 2009 - "nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica", specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni.
Roma, 16 maggio 2013
discorsi svolti nella stessa giornata
Colloquio con il direttore del quotidiano "Il Messaggero" pubblicato con il titolo "Siamo sul filo del rasoio" (pdf)Dichiarazione in merito al disastro nel porto di Genova (pdf)
Videomessaggio in occasione dell'inaugurazione del Salone del Libro (pdf)
Diario storico
Incontro del Presidente della Repubblica con il Vice Direttore Generale Vicario della Pubblica Sicurezza, ed una rappresentanza di Allievi degli Istituti di formazione della Polizia di Stato, in occasione del 161° anniversario della Costituzione della Polizia.Impegni del Presidente della Repubblica
