Rettifica ad un resoconto fuorviante nel saluto agli italiani a Tirana
Nota
A differenza di quanto riferito erroneamente mercoledì da un lancio di agenzia che ha avuto eco nel giorno successivo, nella sua visita a Tirana il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha mai motivato il suo auspicio di una progressiva integrazione dell'Albania nell'Unione Europea con la necessità di evitare il rischio di "possibili contaminazioni del virus islamico". Questa espressione offensiva e oltraggiosa nei confronti dell'Islam è del tutto estranea alle valutazioni del Presidente Napolitano. Nell'illustrare a rappresentanti della comunità italiana quanto aveva ascoltato da parte del Primo Ministro albanese Edi Rama, il Presidente della Repubblica italiana ha spiegato che nel colloquio era emersa la necessità di consolidare il progresso "dei Balcani Occidentali verso l'Europa anche come sforzo per prevenire derive in altro senso, possibili infiltrazioni in modo particolare in questa Regione anche del virus del fondamentalismo islamico". Così peraltro risulta dalla registrazione dell'intervento. Il riferimento è a manifestazioni di fondamentalismo aggressivo fattosi matrice di terrorismo internazionale.
Roma, 7 marzo 2014
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A differenza di quanto riferito erroneamente mercoledì da un lancio di agenzia che ha avuto eco nel giorno successivo, nella sua visita a Tirana il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha mai motivato il suo auspicio di una progressiva integrazione dell'Albania nell'Unione Europea con la necessità di evitare il rischio di "possibili contaminazioni del virus islamico". Questa espressione offensiva e oltraggiosa nei confronti dell'Islam è del tutto estranea alle valutazioni del Presidente Napolitano. Nell'illustrare a rappresentanti della comunità italiana quanto aveva ascoltato da parte del Primo Ministro albanese Edi Rama, il Presidente della Repubblica italiana ha spiegato che nel colloquio era emersa la necessità di consolidare il progresso "dei Balcani Occidentali verso l'Europa anche come sforzo per prevenire derive in altro senso, possibili infiltrazioni in modo particolare in questa Regione anche del virus del fondamentalismo islamico". Così peraltro risulta dalla registrazione dell'intervento. Il riferimento è a manifestazioni di fondamentalismo aggressivo fattosi matrice di terrorismo internazionale.
Roma, 7 marzo 2014
